Cordoba: cosa vedere in 24 ore, dove mangiare e dormire

Cordoba è stata la seconda tappa del mio tour dell’Andalusia dopo Siviglia. Delle quattro città che ho visitato, era quella che aspettavo con maggiore trepidazione. Il motivo? 13 anni fa in gita scolastica (pardon, viaggio d’istruzione) non mi aveva colpito molto. Ricordo che ero rimasto impressionato dalla Mezquita, ma per il resto non mi aveva trasmesso granché.

Eppure navigando su internet, vedevo delle foto bellissime di Cordoba e racconti molto positivi da parte di ci era stato. Così, ho deciso di darle una seconda chance e devo dire che l’ho rivalutata completamente. Forse complice anche una bellissima giornata di sole, la mia giornata a Cordoba è stata una delle migliori di tutto il viaggio e mi ha fatto scoprire una città molto affascinante. Detto questo, iniziamo a parlare di cosa vedere a Cordoba in un giorno.

Indice dei contenuti

Come arrivare a Cordoba da Siviglia

Se non si è provvisti di un mezzo proprio, ci sono due modi per arrivare a Cordoba da Siviglia. Il primo è l’autobus, con diverse corse gestite da ALSA dalla stazione dei bus di Siviglia di Plaza de Armas. Il bus impiega circa due ore per arrivare a Cordoba e il biglietto costa in media 12 euro. Prenotando in anticipo si possono trovare anche biglietti a 5-6 euro. Per consultare gli orari e acquistare i biglietti, potete visitare il sito di ALSA.

L’altra opzione è il treno. Il treno da Siviglia a Cordoba impiega 42 minuti per compiere la tratta, e il biglietto, se acquistato con un certo anticipo, può costare intorno ai 12-14 euro. A parità di costo rispetto all’autobus, si risparmia considerevolmente in termini di tempo. Scegliendo il treno da Siviglia a Cordoba, si potrebbe fare tranquillamente andata e ritorno in giornata. In realtà, anche con l’autobus, ma sicuramente con delle tempistiche diverse. Per consultare gli orari e acquistare i biglietti, potete visitare il sito di RENFE.

Dove dormire a Cordoba

Sono partito dalla stazione ferroviaria Santa Justa di Siviglia puntuale alle 18:25 e sono arrivato a Cordoba alle 19:07, così come indicato sulla prenotazione. Uscito dalla stazione ferroviaria di Cordoba, ho camminato per circa 20 minuti per raggiungere l’hostal che mi avrebbe ospitato per la notte.

L’Hostal La Fuente si trova in pieno centro storico di Cordoba, a 5-6 minuti dalla Mezquita e una decina scarsa dal Ponte Romano. È ubicato in una strada molto tranquilla, dove l’unico rumore molesto, se così si può definire, è quello del passaggio degli autobus urbani. Inoltre, lungo la via si trovano alberi di aranci su ambo i lati e non riesco a dimenticare il profumo di zagare che si sentiva. L’hostal è un po’ retrò, in stile tradizionale andaluso. La camera era grande abbastanza e pulitissima, così come lo era il bagno. Se state cercando un posto dove dormire a Cordoba spendendo poco, lo consiglio assulutamente.

Cosa vedere a Cordoba

Appena preso possesso della mia stanza e mollata la valigia, sono sceso a fare una prima passeggiata. Erano circa le 19:30 e avevo a disposizione ancora più di un’ora di luce prima del tramonto. In 5 minuti a piedi sono arrivato al Guadalquivir, ho attraversato il Puente de Miraflores e, costeggiando il fiume, sono arrivato al Ponte Romano di Cordoba.

Ponte Romano

Il Ponte Romano di Cordoba è uno dei simboli indiscussi della città. La sua costruzione risale al I secolo d.C. e faceva parte della Via Augustea, che collegava Girona con Cadice. La struttura è poggiata su 16 arcate, anche se il ponte originario costruito dai Romani ne aveva 17. Di queste solo la quattordicesima e la quindicesima arcata contando dalla Puerta del Puente appartengono alla struttura originale. Nel corso dei secoli infatti il Ponte Romano ha subito vari rifacimenti, prima con gli Arabi e poi con i Cristiani dopo la Reconquista. Per i fan di Trono di Spade, il Ponte Romano è stato uno delle location della serie, nell’epidodio della quinta stagione in cui Tyrion e Varys si recano a Volantis per incontrare Daenerys.

Alle due estremità si trovano la Puerta del Puente e la Torre de la Calahorra. La Puerta del Puente fu costruita nel XVI secolo a sostituzione dell’antico ingresso meridionale alla città. La vecchia porta non era più in buone condizioni e quello era uno degli acessi principali a Cordoba. Per questo motivo si scelse di costruirne una nuova. Faceva parte delle mura della città, ma nella prima metà del Novecento, le mura vennero abbattute e la porta restò come monumento commemorativo.

La Torre de la Calahorra è posizionata sull’estremità meridionale del Puente Romano ed è una fortezza di origine araba. Oggi al suo interno si trova il Museo Viviente de Al-Andalus. Qui si racconta, attraverso un percorso interattivo, il periodo in cui Cordoba era un centro culturale molto importante. Sotto gli arabi infatti convivevano pacificamente le tre grandi religioni monoteiste: musulmana, ebraica e cristiana. La visita dura circa un’ora e il biglietto d’ingresso costa 4,50 euro.

Aspettando il tramonto sul Puente Romano

Ho trascorso lì più di un’ora, passeggiando su e giù per il Puente Romano e aspettando il tramonto sulla riva meridionale del fiume Guadalquivir. Complice anche una bella serata tiepida, è stato bellissimo vedere la Mezquita e il Puente Romano cambiare colore col calare del sole. Quando le tenebre hanno iniziato a calare, si è accesa l’illuminazione del ponte, regalando una vista bellissima.

Calata la sera, erano circa le 21:15, mi sono fermato in una taberna a cenare. Di questo però vi parlerò più avanti nel post, quando parlerò di dove mangiare a Cordoba.

La Mezquita

La mattina seguente mi sono svegliato molto presto. In primis perché avevo tanti luoghi da visitare a Cordoba in un giorno soltato, in secundis perché l’orario di ingresso gratuito alla Mezquita di Cordoba era dalle 8:30 alle 9:30. Visto che il mio hostal si trovava a soli 6 minuti a piedi dalla Mezquita, sono uscito intorno alle 8. Ho attraversato un labirinto di vicoletti delimitati da case basse bianche, fino ad arrivare a Calle Cardenal Herrero. Qui ho potuto subito ammirare la Torre Campanaria. Ricordavo che la Mezquita fosse grande ma non la ricordavo così grande. Credevo di trovare molte persone all’ingresso di Calle Torrijos e invece no, solamente una trentina di persone. Pensandoci bene, a nessuno va di alzarsi all’alba per entrare gratis alla Mezquita di Cordoba! 😂

Visita alla Mezquita di Cordoba

Non descriverò nel dettaglio tutti gli ambienti della Mezquita, perché scriverò un articolo completamente dedicato sull’argomento. Quindi vi parlerò della visita alla Mezquita di Cordoba per grandi linee. Se volete, potete prenotare una visita alla Mezquita di Cordoba con guida in italiano.

Sono entrato nel grande Patio de los Naranjos (il cortile degli aranci) e il profumo delle zagare inebriava l’aria. In questo grande cortile non ci sono solamente aranci, ma anche fontane, dove i fedeli erano soliti fare le abluzioni, quando la Mezquita era una moschea.

Entrare dentro la Mezquita è un’esperienza unica. La sua bellezza lascia senza parole. Devo ammettere che andarci in quell’orario strano non sia stata una cattiva idea. Il fatto che ci fossero poche persone mi ha permesso di godere al meglio della bellezza del luogo. La Mezquita di Cordoba racchiude 1000 anni di architettura cristiana e musulmana. Ci si ritrova all’interno di una vera e propria foresta di colonne (856 con la precisione), quasi tutte recuperate da antichi edifici romani. Sopra le colonne, i caratteristici archi a ferro di cavallo bicromi. Che dire della bellezza della maksura e del mihrab. La prima era l’ambiente usato dai califfi per la preghiera, mentre il secondo era la parte più importante dell’antica moschea. Rivolto verso La Mecca, era un vero e proprio tesoro costituito da un msaico con tessere d’oro, realizzato da artisti arrivati dirattamente da Bisanzio.

Uscito dalla Mezquita, restava la sua torre campanaria. L’accesso ai turisti sarebbe iniziato alle ore 10, con l’apertura (a pagamento) della Mezquita. Era troppo presto, così ho deciso di rimandare al pomeriggio, quindi ve ne parlerò più avanti.

Calleja del Salmorejo Cordobes

Ho deciso di puntare verso l’Alcázar de los Reyes Cristianos, dato che era già aperta dalle 8:45. Lungo il tragitto per raggiungerla, mi sono imbattuto in una stradina un po’ particolare. Si chiama Calleja del Salmorejo Cordobes. È un vicoletto come qualsiasi altro a Cordoba. La sua particolarità sta nel fatto che sia dedicato al piatto tipico di Cordoba, il salmorejo cordobese. Sotto gli azulejos che indicano il nome della strada, si può leggere la ricetta per preparare il piatto.

Il salmorejo cordobese è uno dei tre piatti alla base della cucina tipica di Cordoba, insieme al flamenquín (di cui vi parlo più avanti) e alla coda di toro. Si tratta di una zuppa vellutata fredda di pomodoro con pane, aglio, olio d’oliva e pezzetti di prosciutto croccanti. Se andate in Andalusia, non potete non provarlo!

Alcázar de los Reyes Cristianos

Il primo nucleo del palazzo risale al periodo arabo, quando la dinastia Omayyadi fondò il Califfato di Cordoba. Durante quegli anni la fortezza fu ingrandita con una biblioteca e i bagni arabi (visitabili oggi di fronte all’Alcázar). Si costruì anche un sistema di mulini e acquedotti per portare l’acqua dal fiume Guadalquivir e annaffiare i lussureggianti giardini. Alla fine del XIV secolo, il re cattolico Alfonso XI conquistò Cordoba e nel 1386 iniziò la costruzione della fortezza come la vediamo oggi. Si chiama Fortezza dei Re Cattolici perché qui Isabella e Ferdinando di Castiglia vissero per 8 anni. Qui mossero le fila per la Reconquista di Granada, diedero alla luce la figlia Maria e incontrarono Cristoforo Colombo, finanziando nel 1486 la sua spedizione verso le Indie. Per tre secoli divenne sede dell’Inquisizione e le sue sale diventarono prigioni e sale di tortura.

Pagato il mio biglietto di 5 euro, ho fatto ingresso nell’Alcázar. Gli interni non mi hanno colpito molto. Non aspettatevi un capolavoro come il Real Alcázar di Siviglia o l’Alhambra di Granada. Tuttavia, i giardini sono il vero motivo per cui vale la pena pagare il biglietto d’ingresso. Ci si trova immersi in un mondo che rasenta la perfezione. Aiuole curatissime, fontane con giochi d’acqua, statue, fiori dai mille colori profumi e alberi rigogliosi, tra cui palme e agrumi. I giardini dell’Alcázar de los Reyes Cristianos sono il luogo ideale dove fermasi per rilassarsi durante la visita di Cordoba.

La Judería, l’antico quartiere ebraico di Cordoba

Uscito dall’Alcázar de los Reyes Cristianos ho ripreso con il mio itinerario di un giorno a Cordoba. Ho percorso Calle Cairuan, camminando lungo le antiche mura medievali della città. Lungo la via ho incontrato la statua del filosofo arabo Averroè e quella di Seneca più avanti. Ebbene sì, Seneca che tanto ci faceva paura alle versioni di latino a scuola, è nato proprio a Cordoba.

Sono entrato nel quartiere ebraico di Cordoba dalla Puerta de Almodóvar. La Judería occupa l’area a nord-ovest rispetto alla Mezquita. Questa posizione all’interno del centro storico di Cordoba fa capire quanto gli ebrei fossero influenti prima del 1492, quando i re cattolici li cacciarono dal Regno di Spagna. Oggi la Judería è un quartiere fatto di stradine e vicoletti molto caratteristici, con case bianche e fiori colorati sulle pareti o sporgenti dai balconcini. Oltre ai vicoletti pittoreschi che si trovano qui, ecco cosa vedere nel quartiere ebraico di Cordoba.

La Sinagoga

La Sinagoga di Cordoba è una delle tre testimonianze oggi esistenti della presenza degli ebrei in Spagna nel Medioevo. Le altre due si trovano a Toledo. Tutti gli altri edifici di culto presenti nel regno, furono distrutti dopo la cacciata degli ebrei nel 1492. La costruzione della Sinagoga di Cordoba risale al 1315 circa e, date le dimensioni ridotte, si pensa fosse un luogo di culto privato, probabilmente di una famiglia facoltosa che viveva nella zona. L’interno è un tripudio dello stile mudéjar, con motivi floreali e simboli che rimandano alla tradizione ebraica. L’ingresso alla Sinagoga di Cordoba è gratuito.

La Capilla de San Bartolomé

Un altro gioiello da non perdere nel quartiere ebraico di Cordoba è la Capilla de San Bartolomé. Il motivo? È uno degli esempi migliori di arte mudéjar della città andalusa e non è ancora molto conosciuta al turismo di massa. Costruita nel XIV secolo, oggi fa parte dell’edificio della facoltà di lettere e filosofia dell’Università di Cordoba.

L’ambiente rettangolare è diviso in due aree, la prima destinata alla cappella vera e propria e la seconda al cortile. Oltrepassando l’ingresso caratterizzato da un arco a sesto acuto, l’interno si presenta riccamente decorato con elementi in legno e 35 tipi diversi di azulejos. Le decorazioni delle pareti combinano motivi floreali e geometrici.

Plaza de Maimónides

A pochi passi dalla Capilla de San Bartolomé si trova una delle piazze principali della Judería di Cordoba: Plaza de Maimónides. Qui si può ammirare la statua del profeta Maimónides. realizzata in bronzo e a grandezza naturale. Tradizione vuole che toccargli la punta della scarpa sia di buon auspicio. Io nel dubbio l’ho fatto. Nelle vicinanze si può anche visitare il Museo Taurino, ma l’ho saltato, dato che lo avevo già visitato a Siviglia.

Casa Andalusí

Una delle cose che ho amato di più durante la mia visita al quartiere ebraico di Cordoba è Casa Andalusí. Questa casa-museo del XII secolo fa entrare il visitatore nelle atmosfere del Califfato di Cordoba.

Si viene accolti da un piccolo patio, dove c’è una piccola fontana decorata con dei fiori gialli. Il suono dell’acqua che esce dalla fontana si fonde con la musica in sottofondo. Oltrepassando l’arco decorato con arabeschi, si accede all’interno della casa. Qui è allestito un piccolo museo della carta. Ho scoperto infatti che a Cordoba si è sviluppata, grazie agli arabi, una delle più antiche forme di stampa del mondo, o comunque dell’Occidente. Attraversando l’altra porta, si accede in un accogliente soggiorno arredato con tavoli e specchi arabi, e circondato da pareti a mosaico. Il salotto conduce a un altro patio con un’altra graziosa fontana piena di fiori. Continuando a camminare, ho attraversato un vicolo stretto che mi ha portato a un altro piccolo patio, sempre con una fontana e molte piante e alberi.

Casa Andalusí è una piccola gemma nascosta di Cordoba, dove il visitatore viene rapito in un’esperienza sensoriale a 360 gradi e in atmosfere esotiche e passate. Vi consiglio quindi di aggiungerlo tra le cose da vedere a Cordoba in un giorno (o più giorni se vi fermate per un tempo più lungo).

I Patios di Cordoba

Dopo aver visitato il quartiere ebraico di Cordoba, sono uscito dalla Puerta de Almodóvar e andato nel vicino Barrio San Basilio (o Alcazar Viejo se lo chiamiamo con il suo vecchio nome). In questo quartiere di Cordoba (e non solo) si può ammirare una delle cose per cui la città è famosa nel mondo. Qui si trovano infatti i famosi patios fioriti di Cordoba.

La tradizione dei patios a Cordoba è secolare. Le case in passato non avevano un salotto e allora si iniziarono a usare i cortili interni degli edifici come spazio per ricevere gli ospiti. Per questo motivo, per rendere i cortili più belli e accoglienti, iniziò una vera e propria tradizione. Dal momento che gli edifici non erano provvisti di giardini, si iniziò a sfruttare le pareti per arricchire i cortili di piante, principalmente geranei e bouganville. Oltre al fattore estetico, le piante permettono anche di avere un’aria più respirabile durante i mesi caldi, quando le temperature sono molto alte. Questa tradizione di abbellire i cortili interni è diventata così forte, che è stato istituito il Festival dei Cortili cordovesi, che si tiene ogni anno per due settimane a maggio.

Patios di San Basilio

Una delle prime cose che s’incontra arrivando all’Alcazar Viejo dal centro di Cordoba è una statua che raffiugura un ragazzino su una scala e un uomo più grande (molto probabilmente il nonno) intento a passargli un vaso da appendere alla parete. Questa statua è molto significativa, perché rappresenta la tradizione dei patios che viene tramandata di generazione in generazione. Proseguendo, sono arrivato in Calle San Basilio, dove si trovano i patios più famosi e fotografati di Cordoba.

Se volete, potete anche partecipare a dei tour organizzati per i patios di Cordoba.

Centro de Interpretación de la Fiesta de los Patios

I cortili di Cordoba non si trovano solo a San Basilio. Ce ne sono tanti altri disseminati nella città. Era passato mezzogiorno e volevo assolutamente vedere il patio che si trova in Calle Treque 4, che quel giorno sarebbe stato aperto fino alle 14. Il problema? Era dal lato opposto del centro di Cordoba. Per raggiungerlo, ho camminato per circa mezz’ora sotto il solleone e con la fame che iniziava a farsi sentire. Nonostante tutto, ho avuto modo di uscire fuori dai classici percorsi turistici, esplorando una parte della città più autentica.

Sono arrivato poco dopo le 13 e il patio era una meraviglia per gli occhi. Sono entrato in un cortile dalle pareti bianchissime (come da tradizione qui in Andalusia per combattere il più possibile il caldo estivo), gli infissi, i vasi e ogni altro oggetto (come le sedie) di color ceruleo. E poi al centro un pozzo, anch’esso decorato come il resto del cortile, e una miriade di fiori colorati. Questo però non è un semplice patio, perché entrando all’interno dell’edificio, si può visitare il Centro de Interpretación de la Fiesta de los Patios. Qui il visitatore può comprendere meglio la tradizione dei patios e come il mantenimento dei cortili sia un vero e proprio lavoro che richiede impegno e dedizione.

Palacio de Viana

Poco distante dal Centro de Interpretación de la Fiesta de los Patios si trova Palacio de Viana. Sono arrivato davanti al cancello d’ingresso intorno alle 14. Per questioni di tempo, avevo intenzione di visitare solo i patios di Palacio de Viana. È infatti possibile acquistare il biglietto per la visita del palazzo e dei patios separatamente. Quel giorno, però, era mercoledì. E il mercoledì la visita ai patios di Palacio de Viana è gratuita dalle 15. Avevo quindi un’ora di tempo e la fame era ormai alle stelle. Per fortuna, proprio di fronte a Palacio de Viana ho trovato una taberna, dove ho fatto un buonissimo pranzo spendendo poco. Ma di questo vi dirò più avanti, quando parlerò di dove mangiare a Cordoba.

Alle 15 in punto sono entrato gratuitamente per la visita dei patios. Palacio de Viana è una dimora nobiliare, abitata fino al 1980 dai Marchesi de Viana. Oltre al palazzo, dove si possono ammirare varie opere d’arte e pezzi di antiquariato, comprende 12 cortili interni e un giardino nobiliare. Tutti i cortili sono un tripudio di piante, fiori e fontane. Camminando lungo il percorso, ci si accorge che i cortili appartengono a epoche diverse. Ciò è dovuto al fatto che il palazzo si è ampliato nel corso dei secoli, arrivando a ricoprire una sperficie totale di circa 6.500 m2. Non a caso si tratta di una delle dimore nobiliari più importanti dell’Andalusia.

Ritornando verso il centro storico

Uscito da Palacio de Viana dovevo fare ritorno alla Mezquita. Non ho ripercorso a ritroso lo stesso tragitto dell’andata, ma ho fatto alcune deviazioni. La prima è stata in Plaza de la Corredera. Questa è la piazza principale di Cordoba ed è di forma rettangolare. Attorno al suo perimetro si sviluppa un unico edificio con porticato. È stata costruita sul modello di Plaza Mayor di Madrid e in effetti la ricorda parecchio.

La seconda deviazione è stata al Tempio Romano di Cordoba. Le rovine di questo tempio risalente al I secolo d.C. si trovano tra Calle Claudio Marcelo e Calle Capitulares. Si pensa che il tempio fosse dedicato al culto imperiale e oggi restano solo dei gradini, alcune colonne con capitello e l’altare.

Proseguendo, ho fatto una piccola sosta in Plaza de las Tendillas. È lo spartiacque tra il centro storico di Cordoba e la zona commerciale della città. Infatti da un lato si snodano le vie dello shopping di Cordoba e dall’altro iniziano i vicoli che conducono alla zona della Mezquita. La piazza è un punto di ritrovo per gli abitanti di Cordoba, con diversi ristoranti, bar e negozi.

Dovendo andare alla Mezquita, mi sono addentrato tra i vicoli del centro storico. Sono passato anche da uno dei vicoli più famosi di Cordoba: Calleja de las Flores. In questo vicolo stretto si trovano appesi i tipici vasi di fiori che vediamo solitamente nei patios. Conduce a una piazzetta, dove si trovano alcuni negozietti. Proprio dalla piazzetta si può ammirare e fotografare uno degli scorci più famosi di Cordoba. Si vede infatti la Calleja de las Flores con alle spalle la Torre Campanaria della Mezquita.

Torre Campanaria della Mezquita

E proprio qui ho chiuso il mio itinerario di un giorno a Cordoba. Se vi ricordate, di mattina la torre era ancora chiusa quando ho finito la mia visita alla Mezquita. Così ho rimandato la salita al campanile al pomeriggio. Diciamo che questa scelta obbligata in realtà si è rivelata la più azzeccata. Ho potuto infatti dare un saluto speciale a Cordoba, dall’alto, e rivedere tutti i posti che avevo visitato durante la giornata.

Alta 54 metri, la torre campanaria della Mezquita è stata riaperta al pubblico nel 2014, dopo 24 anni di restauro. Era l’antico minareto della Mezquita, quando quest’ultima era la grande moschea di Cordoba.

Una volta sceso dal campanile, ho fatto una breve passeggiata tra le viuzze attorno alla Mezquita per comprare qualche souvenir e poi sono tornato in hostal, dove avevo lasciato il bagaglio. Mi sono diretto alla stazione dei bus di Cordoba per prendere l’autobus che mi avrebbe portato a Granada, terza tappa del mio tour in Andalusia.

Dove mangiare a Cordoba

Prima di ultimare questo post su cosa vedere a Cordoba in un giorno, volevo dare qualche breve suggerimento su dove mangiare a Cordoba. Vi suggerisco due taberne, che ho provato in prima persona. A cena ho mangiato alla Taberna El Pimentón. Il luogo è molto informale, poco frequentato dai turisti e perlopiù da gente del posto. Qui ho mangiato uno dei piatti tipici di Cordoba: il flamenquín. Si tratta di un rotolo di lonza di maiale, ripieno di prosciutto e formaggio. Il tutto impanato e fritto. Ho cenato con circa 10 euro, prendendo un flamenquín e una caña di birra.

Il secondo posto che voglio consigliarvi e Taberna Viana. Si trova proprio davanti a Palacio de Viana. A guardarlo da fuori non sembra granché, ma fidavi, ho mangiato benissimo. Con circa 10 euro ho preso una fetta di tortilla de patatas, una razione media di patatas bravas e una coca cola.

Per finire, se vi trovate alla Mezquita all’ora di pranzo, uno dei posti più famosi dove mangiare la tortilla de patatas a Cordoba è Bar Santos. Potreste inoltre pensare di cenare assistendo a uno spettacolo di flamenco e gustare la cucina tipica spagnola al suono delle chitarre e al ritmo della danza.

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