Un giorno in Sicilia: Scala dei Turchi e Valle dei Templi

State organizzando un viaggio in Sicilia e siete alla ricerca di idee? State partendo per la Sicilia in gruppo e ad alcuni piace il mare e la tintarella e ad altri la cultura? Ecco, continuate a leggere, perché sto per darvi un’idea per un’escursione in Sicilia che accontenterà tutti. Vi porto, infatti, nell’agrigentino, proponendovi una giornata tra Scala dei Turchi e il parco archeologico della Valle dei Templi di Agrigento.

Scala dei Turchi

Chissà quante volte avrete visto Scala dei Turchi in foto e avrete detto “Quanto sarebbe bello andarci!”. Ecco, io ero in quella situazione fino a pochi giorni fa. L’avevo vista sempre e solo in foto e desideravo tanto vederla – da siciliano, devo ammettere di aver girato poco la Sicilia. “Male, molto  male!” starete dicendo; e avete ragione, di fatti cercherò di recuparare.

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Scala dei Turchi

Scala dei Turchi fa parte del territorio del comune di Realmonte, vicinissimo alla più famosa Porto Empedocle (città natale del padre di Montalbano Camilleri e località da cui ci s’imbarca per le isole di Lampedusa e Linosa).

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Scogliera bianca di Scala dei Turchi

Si tratta di una scogliera bianchissima, una falesia per la precisione, costituita da marna, un composto di calcare e argilla. Oltre al suo colore bianco, Scala dei Turchi colpisce per la sua forma. La marna è un materiale molto delicato che viene facilmente modellato dagli agenti atmosferici e dal mare. Ciò ha permesso col passare del tempo che la scogliera formasse i gradoni che la caratterizzano, da cui il nome di Scala dei Turchi.

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Camminando su Scala dei Turchi

Ok sul fatto della scala, ma perché “dei Turchi”? Secondo la leggenda, questa scogliera fu utilizzata dai saraceni per ripararsi dal vento ed entrare in Sicilia. Questa è solo una leggenda, perché le testimonianze storiche ci dicono che i saraceni entrarono da più punti della Sicilia.

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Scala dei Turchi, la marna modellata dal vento

Molti credono che la marna abbia buoni effetti sulla pelle e sono soliti cospargersi il corpo di marna mentre prendono il sole. In realtà non è così, anzi questa pratica ha degli effetti negativi sulla Scala dei Turchi e si sta pensando di multare chi la pratica.

Valle dei Templi

Dopo una mattinata trascorsa al mare, tra tintarella, bagni e scogliere bianche, ecco un buono e sano pomeriggio dedicato alla cultura. Ma non in un posto qualsiasi. Andiamo alla Valle dei Templi di Agrigento, sito patrimonio dell’umanità dell’UNESCO dal 1997 e insignito quest’anno del premio Paesaggio italiano 2017.

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Valle dei Templi, scultura in bronzo di Icaro di Igor Mitoraj

In realtà, la Valle dei Templi non sorge in una vallata, bensì su una collina. Entrando dall’ingresso principale, il persorso che collega i templi è in discesa, quindi un’ottima soluzione soprattutto in estate durante le giornate molto calde. Dove oggi sorge il parco archeologico, sorgeva la città di Akragas, l’antica Agrigento. Quell’area fu utilizzata fino all’età romana; in seguito, con l’avvento del Cristianesimo e la successiva invasione araba, Agrigento si “spostò” sulla collina di Girgenti, dove oggi si trova la città moderna. Tutti i templi sono costruiti con la pietra del posto, il tufo arenario, di colore giallastro. La colorazione della pietra li rende particolarmente belli da vedere all’alba o al tramonto, quando i templi assumono una colorazione dorata.

Tempio di Giunone

Superato l’ingresso, s’incontra subito il Tempio di Giunone (Hera se consideriamo il nome greco). Fu costruito nel V secolo a.C. ed ebbe una storia abbastanza travagliata. Circa 50 anni dopo la sua costruzione, fu infatti incendiato dai Cartaginesi; nel III sec. a.C. fu espropriato del tetto dal console romano Quinto Fulvio Flacco, che aveva bisogno urgente di marmo; e, infine, nel Medioevo fu fortemente danneggiato da un terremoto. Il risultato è quello che vediamo oggi: solamente 25 delle 34 colonne originarie sono in piedi, grazie anche a un lavoro di restauro eseguito nel 1700.

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Valle dei Templi, Tempio di Giunone

Tempio della Concordia

Più “fortunato” è stato il vicino Tempio della Concordia. È il tempio meglio conservato di tutto il parco archeologico della Valle dei Templi. Come il Tempio di Giunone, fu costruito nel V sec. a.C., ma è riuscito ad arrivare intero fino a noi, perché fu trasformato in tempio cristiano nel VI secolo. Oggi viene dedicato alla Concordia, perché al suo interno è stata trovata un’incisione latina dedicata alla concordia appunto, ma non si sa di preciso a chi fosse dedicato in età greca.

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Valle dei Templi, facciata del Tempio della Concordia

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Valle dei Templi,Tempio della Concordia

Villa Aurea

Proseguendo la discesa lungo il parco archeologico, s’incontra Villa Aurea. È una villa a pochi passi dal Tempio della Concordia, appartenuta al Capitano dell’esercito inglese Sir Alexander Hardcastle, il mecenate che negli anni ‘20 del secolo scorso spese la sua fortuna per finanziare gli scavi nella Valle dei Templi. Al suo interno oggi vengono allestiti spazi espositivi.

Tempio di Ercole

Scendendo più giù, si arriva al Tempio di Ercole (o di Eracle). Questo è il tempio più antico del parco archeologico della Valle dei Templi. I primi coloni lo innalzarono in onore di Ercole, per ringraziarlo per averli protetti nella loro traversata dalle isole greche alla Sicilia. Delle 38 colonne originali, ne restano in piedi solo 8, grazie ai lavori di retauro finanziati dal mecenate Hardcastle.

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Valle dei Templi, Tempio di Ercole

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Valle dei Templi, rovine del Tempio di Ercole

Tempio di Zeus

Poco più giù si trova il Tempio di Zeus Olimpio (o Giove), di cui restano solo delle macerie. In origine, era un edificio sacro molto imponente, dato che si è calcolato che le colonne potessero raggiungere i 17 metri di altezza. Oltre a ciò, la sua facciata era diversa da quella degli altri templi per la presenza dei telamoni, cieè delle figure umane in pietra poste tra le colonne. Anche i telamoni sono andati distrutti (come il resto del tempio), ma uno è esposto in verticale al museo archeologico di Agrigento. Il tempio ebbe vita breve, perché tra terremoti e saccheggi vari fu completamente ditrutto. E non è tutto: fu persino utilizzato come fonte da cui attingere il materiale di costruzione del molo del porto di Porto Empedocle.

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Valle dei Templi, rovine del Tempio di Zeus

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Valle dei Templi, ricostruzione di un telamone del Tempio di Zeus

Altre cose da vedere alla Valle dei Templi

La Valle dei Templi non è solo questo: girando per i suoi 1.300 ettari, troverete dieci templi (o ciò che resta di essi), santuari, necropoli e resti di nuclei abitativi, il tutto immerso nella natura, tra ulivi e mandorli. Un ottimo periodo per visitare la Valle dei Templi è il tempo di fioritura dei mandorli, intorno a febbraio. Non è tutto, recenti scavi di ottobre 2016 stanno portando alla luce il teatro greco, quindi tra un po’ di tempo avremo possibilità di vederlo.

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Valle dei Templi, resti delle fortificazioni greche

Per altre informazioni sul Parco Archeologico della Valle dei Templi, potete consultare il sito ufficiale. Se, invece, siete alla ricerca di altre idee per il vostro viaggio in Sicilia, cliccate qui.

 

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9 pensieri su “Un giorno in Sicilia: Scala dei Turchi e Valle dei Templi

  1. Claudia B. Voce del Verbo Partire

    Una panoramica stupenda sulla Valle dei Templi 😊! Spero di poter andare presto, magari in inverno (lo so, sono strana), ma sogno da un po’ ammirare la Sicilia fuori stagione, con poche persone attorno. Deve essere terribilmente affascinante!
    Quindi tu sei riuscito a seguire la visita in mezza giornata, giusto?
    A presto,
    Claudia B.

    1. Andrea Autore dell'articolo

      Ciao Claudia! Sì, la Valle dei Templi in mezza gionata riesci tranquillamente a visitarla. Se vuoi venire nei mesi invernali, ti consiglio, come avrai letto, il mese di febbraio, quando i mandorli sono in fiore e la Valle dei Templi è ancora più spettacolare. In Sicilia trovarai quasi sempre 😛 il sole anche d’inverno. Quindi corri a prenotare 😀

  2. Giuseppe Gramaglia

    Articolo interessante un solo appunto, la marna non fa bene alla pelle, anzi, non è argilla pura. Inoltre questa pratica letteralmente rovina la scala infatti si è anche pensato di multare chi lo fa.

    1. Andrea Autore dell'articolo

      Buongiorno Giuseppe! Grazie per aver fatto questo appunto…è un’informazione sbagliata che mi hanno dato. Provvederò immediatamente a corregere l’articolo, dicendo come stanno le cose in realtà. Grazie mille per aver letto il mio articolo 🙂

    1. Andrea Autore dell'articolo

      Ciao Roberta! Grazie per essere passata qui sul blog 🙂 Sono contento che ti piaccia la Sicilia. A breve ti accontenterò anche sul tuo terzo luogo preferito, Taormina 😉

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