Visitare il Gargano in inverno: un itinerario tra borghi e natura

Dopo avervi descritto la festa di San Valentino a Vico del Gargano, vorrei parlarvi di un itinerario da seguire in questa zona della Puglia. Il Gargano è una meta gettonatissima in estate per il bellissimo mare, la natura, i borghi. In realtà merita di essere visitato anche al di fuori del periodo estivo. Visitare il Gargano in bassa stagione vuol dire andare in un luogo poco battuto dal turismo di massa (concentrato appunto in estate) e poterne apprezzare ancora di più le bellezze. Andiamo al sodo e parliamo di cosa vedere e fare nel Gargano in inverno.

I borghi del Gargano

Quando visitate il Gargano, inevitabilmente vi trovate catapultati in borghi incantevoli, dove il tempo sembra quasi essersi fermato. Molti di questi borghi si presentano abbarbicati su dolci colline e, già a guardarli dalla strada, sembrano dei veri e propri presepi.

Vico del Gargano

Il primo borgo di cui voglio parlarvi è Vico del Gargano. Si trova nel cuore del Parco Nazionale del Gargano, a circa 450 metri di altitudine e a 6 km dal mare, ed è inserito tra i “Borghi più belli d’Italia“.

Cenni storici

Ha origini antiche e gli scavi neolitici nella zona sono la testimonianza. Tuttavia, le prime notizie sul borgo risalgono al 970 d.C, quando i mercenari slavi riuscirono a liberare il Gargano dall’occupazione dei saraceni. Al capo di questi mercenari fu affidata parte delle terre liberate e qui fondò un vicus, un villaggio. Da qui deriverebbe il nome del paese. Fu soltanto nel XI secolo, con la costruzione del castello da parte dei Normanni, che Vico iniziò ad assumere più importanza a livello locale.

Il Castello fu ampliato durante il regno di Federico II di Svevia e nel periodo aragonese, tant’è che oggi riusciamo a vedere nell’edificio i diversi stili con cui è stato realizzato. Successivamente il borgo è stato dotato di una cinta muraria con una ventina di torri di avvistamento. Alcune di queste torri sono ancora esistenti oggi e utilizzate a scopo abitativo. Il vero sviluppo di Vico del Gargano avvenne nel XVII secolo, quando arrivarono molti coloni dalla Dalmazia.

Cosa vedere a Vico del Gargano

Il centro storico di Vico del Gargano è tutto da scoprire. La pietra è la protagonista indiscussa del dedalo di stradine che costituisce il centro storico, di cui è impossibile non rimanere affascinato.

Tutto profuma di storia, di tempi antichi in cui i vecchi mestieri erano protagonisti di questo borgo di Puglia. Un tempo, camminare tra i vicoli del centro storico di Vico del Gargano significava sentire il suono degli antichi telai in funzione. A Vico ne esistevano 800, oggi sfortunatamente resta ancora in attività un solo telaio, grazie a Maria Voto, l’unica tessitrice di Vico del Gargano. Incontrarla significa avere la testimonianza di una donna che cerca con tutte le sue forze di far sopravvivere una tradizione che la modernità sta spazzando via. Se capitate nel borgo, andate a trovarla nel suo laboratorio. Sarà ben lieta di mostrarvi la sua arte e la sua passione.

Le chiese

Molte sono le chiese che s’incontrano passeggiando per il centro storico. Prima fra tutte la Chiesa Matrice (o Chiesa Madre), intitolata alla Beatissima Vergine Assunta. All’esterno la chiesa si presenta con una facciata molto semplice, affiancata da una torre campanaria quadrangolare. L’interno si sviluppa in tre navate e dispone di ben 11 altari.

Altre chiese interessanti sono quella di San Giuseppe e la Chiesa del Purgatorio. La prima custodisce un’antica statua lignea del Cristo Morto, portata in processione dalle Confraternite il Venerdì Santo; la seconda, in stile barocco ed edificata nel Seicento, mi ha colpito molto per i marmi policromi con cui è realizzata. Inoltre, custodisce una scheggia della Croce di Cristo, che viene esposta in determinati giorni dell’anno, ad esempio il Venerdì Santo.

L’architettura civile

Passeggiando tra gli antichi rioni del borgo, s’incontrano testimonianze di epoca medievale, come il castello e alcune torri che facevano parte della cinta muraria. Poco lontano si trova Palazzo Della Bella. Fu voluto dall’omonima famiglia all’inizio del Novecento, seguendo la corrente neo-gotica del periodo. L’edificio è infatti un rifacimento di Palazzo Vecchio di Firenze e oggi è utilizzato come spazio espositivo in occasione di manifestazioni culturali.

Da non perdere a Vico del Gargano è il Trappeto Maratea. Si tratta dell’antico frantoio del borgo, interamente sotterraneo e scavato nella roccia. Al suo interno, oggi un museo, è possibile vedere l’antica macina realizzata con la pietra locale, le presse in legno e altri strumenti di lavoro utilizzati per la produzione dell’olio, altra eccellenza locale insieme agli agrumi.

Un altro vanto di Vico del Gargano è il grandissimo leccio secolare che si trova davanti al Convento dei Cappuccini. Non si conosce l’anno in cui Fra Nicola da Vico lo piantò, ma considerando che egli morì in età molto avanzata nel 1719, si può affermare che abbia sicuramente tre secoli. Oggi presenta un grande squarcio sul tronco, dovuto al distaccamento di un grosso ramo durante una tempesta nel 1934.

Dove mangiare a Vico del Gargano

Sebbene il borgo non sia grandissimo, non mancano i posti dove mangiare bene a Vico del Gargano. Ho avuto la possibilità di provarne diversi e nessuno di questi che vi sto per suggerire, mi ha deluso.

Che sia a pranzo o a cena, vi consiglio una tappa da Il Federiciano da Miki. Si tratta di un ristorante a conduzione familiare all’interno di una cornice d’eccezione: il Castello Normanno-Svevo Aragonese. Non solo la location, ma anche e soprattutto i piatti e la simpatia del Signor Peppino vi faranno uscire più che soddisfatti dal locale. Le specialità del ristorante sono soprattutto i piatti a base di pesce, in particolare i crudi, grande vanto del Signor Peppino. Ma vi assicuro che anche quando si cimenta nei piatti della tradizione di Vico del Gargano, non si smentisce. Come dimenticare gli strascinati (orecchiette un po’ più grandi) con il pomodoro e fungo di carrubo o quelli con vongole e funghi porcini (questi ultimi mi hanno proprio commosso!). Se siete fortunati, potrete anche assistere alla preprazione degli strascinati per opera della Signora Enza, moglie di Peppino. Resterete affascinati dalla maestria con cui le sue mani riescono a dare la tipica forma alla pasta.

Se volete provare uno dei piatti tipici di Vico del Gargano, la paposcia, allora vi consiglio due posti che vi soddisferanno: la pizzeria Le Macine, dove potrete provare questa panfocaccia farcita in tutti i modi possibili e immaginabili, anche con la nutella; il secondo posto è la pizzeria La Patana, poco fuori dal centro di Vico del Gargano. Qui, oltre ai piatti della tradizione, la specialità è la paposcia classica, condita con olio e pecorino e vincitrice di premi a livello internazionale.

Un altro posto dove mangiare la cucina tipica di Vico del Gargano è l’enoteca Radici, vicinissima al castello e al Trappeto Maratea.

Dove dormire a Vico del Gargano

Durante la mia permanenza a Vico del Gargano ho pernottato presso il B&B Vico Vacanze, vicinissimo al centro storico del borgo. La stanza era davvero ampia, pulitissima, ben riscaldata (e in quei giorni soffiava un forte vento gelido), dotata di ogni comfort. Oltre alla comodità della stanza, il pezzo forte del B&B è stata la colazione servita a buffet. Non potete immaginare il mio stupore la prima mattina nel vedere la tavolata piena di dolci e decorazioni fatte con le arance. Il tutto curato alla perfezione dal titolare Mario e da sua moglie Caterina. Quale è stata la mia colazione ogni mattina? Spremuta d’arancia bionda del Gargano accompagnata dalle torte e crostate preparate con amore dalla Signora Caterina. La mia preferita era la torta all’arancia, ancora me la sogno!

Carpino

Un altro borgo che ho avuto modo di toccare durante il mio recente viaggio nel Gargano è Carpino. La sua fondazione risale intorno all’anno Mille e il nome sembrerebbe derivare o dai caprioli che popolavano l’area o dai carpini, cioè gli alberi tipici delle foreste di questa zona.

Il centro storico di Carpino è costituito da stradine strette, spesso intervallate da scalinate, dove le case sembrano una attaccata all’altra. Questa conformazione crea dei bellissimi scorci che si affacciano sul vicino Lago di Varano. Tra le cose da vedere a Carpino vi sono i resti del castello Normanno-Svevo, la Chiesa Madre intitolata a San Nicola di Mira e la Chiesa di San Cirillo nell’omonima piazza, sulla cui facciata è possibile ammirare un portale romanico.

Ischitella

Ischitella sorge su un promontorio del Gargano, a circa 300 metri sul livello del mare. Grazie a questa sua posizione privilegiata, il borgo regala degli scorci unici che si affacciano sulla costa adriatica e sul vicino Lago di Varano.

La mia passeggiata nel centro storico di Ischitella è stata molto piacevole, tra stradine strettissime e case bianche a terrazza. Sono partito da Palazzo Ventrella, l’ex palazzo baronale, costruito nel XII secolo e riedificato nel Settecento a seguito del terremoto del 1646. Da lì, mi sono addentrato nel quartiere Terra, il nucleo più antico del borgo, passando dalla Terrazza Panoramica che si affaccia sul Lago di Varano (imperdibile al tramonto!). Tutte le stradine del quartiere conducono al nucleo centrale, costituito dalla Chiesa Matrice di Santa Maria Maggiore. Molto bella è la Chiesa di Sant’Eustachio, costruita nel Settecento dopo il terremoto, nel punto in cui sorgeva una delle porte del borgo distrutta dal sisma.

Da non perdere è il Convento di San Francesco. All’interno della sua chiesa quattrocentesca si possono ammirare alcune opere del Settecento e parte degli affreschi originali. Secondo la tradizione, il convento è stato voluto per desiderio di San Francesco stesso. Egli infatti si trovò a passare da Ischitella, fermandosi a pregare in una cappella e, proprio lì davanti, il Santo espresse il desiderio che in quel luogo sorgesse un convento. E non è tutto. Davanti al convento si può ammirare l’Albero capovolto di San Francesco. La leggenda narra che qui San Francesco piantò il suo bastone che iniziò a germogliare diventando un meraviglioso cipresso. Il Diavolo, invidioso di quell’albero, decise di scagliarvi contro un vento fortissimo fino a sradicarlo. A questo punto, San Francesco, per beffare il Diavolo, ripiantò l’albero capovolto e questo riprese a germogliare. Oggi l’albero è ancora lì, sebbene sia secco.

Peschici

Spostiamoci sul litorale garganico e andiamo a Peschici. Sebbene Peschici sia una delle località più famose e frequentate del Gargano in estate, insieme a Rodi Garganico e Vieste, questo borgo merita di essere inserito in un itinerario nel Gargano in inverno. Vi starete chiedendo: “Perché, dato che non posso andare al mare?”. Beh, innanzitutto perché credo che il mare sia bello da vedere anche in inverno. Inoltre visitare Peschici in inverno significa poterne apprezzare ancora di più la bellezza, visto che non è affollata di turisti.

Peschici è stata fondata nello stesso periodo di Vico del Gargano, intorno al 970 d.C. Arrivando dalla strada costiera, si presenta come un borgo di case bianche abbarbicato su una rupe a strapiombo sul mare, in una delle baie più belle del Gargano. Davvero suggestivo! Per entrare nel centro storico di Peschici, si attraversa la Torre del Ponte. Da lì ci si abbandona nel dedalo di stradine, scalinate e viottoli circondati da edifici dalla facciate bianchissime che costuiscono il centro storico. Passando per la Chiesa di Sant’Elia e camminando in direzione del mare, si arriva al Castello Normanno, costruito a strapiombo sul mare. Dalla terrazza panoramica che si trova nelle vicinanze, si può vedere un panorama mozzafiato che dà su tutta la baia.

Uscendo da Peschici, è possibile vedere anche i trabucchi. Si tratta di strutture in legno utilizzate per la pesca. Consistono in pali conficcati nelle rocce e funi che trattengono grandi reti da pesca che vengono calate a mare. Uno dei più vicini al borgo è il Trabucco di San Nicola.

Il Gargano non è solo mare ma anche natura

Quando si pensa al Gargano, la mente va immediatamente al mare in estate. In realtà non è solo questo. Il promontorio del Gargano, infatti, oltre a ospitare distese di uliveti e agrumeti, è anche terra di laghi e foreste. Durante il mio viaggo in Gargano ho avuto modo di visitare due bellezze naturalistiche del luogo: la Foresta Umbra e il Lago di Varano.

La Foresta Umbra

È il polmone verde del Parco Nazionale del Gargano e, con i suoi 10.000 ettari, abbraccia i territori di 5 comuni, arrivando fino a un’altitudine di 800 metri sul livello del mare. Ciò comporta la presenza di una vasta gamma di specie floristiche: troviamo faggi, cerri, querce, carpini, lecci e altre specie. Da aprile a maggio, la Foresta Umbra è terreno fertile per la crescita di 86 specie di orchidee selvatiche. Anche la faunia è molto varia, con la presenza di caprioli, tassi, cinghiali e tante specie di uccelli.

La Foresta Umbra è il luogo ideale se cercate dei luoghi dove fare trekking nel Gargano, sia a piedi sia in mountain bike. Si presta benissimo anche come location per fotografie naturalistiche e bird watching.

Lago di Varano

Altra bellezza naturalistica da non perdere nel Gargano è il Lago di Varano. Con i suoi 60 km² di superficie, è il più grande lago del Sud Italia e il settimo della penisola. Viene tradizionalmente chiamato lago, ma in realtà si tratta di una laguna. Le acque dolci che scendono dai vicini monti, alimentano il lago, il quale a sua volta comunica con vicinissimo Mare Adriatico attraverso due canali. La striscia di terra di pochi chilometri che separa il lago e il mare, si è formata presumibilmente intorno all’anno Mille, a causa dell’accumulo di detriti provenienti dai fiumi vicini.

Il Lago di Varano è molto pescoso (si pratica soprattutto la pesca dell’anguilla) ed è la casa di molti uccelli acquatici. I 37 chilometri del suo perimetro possono essere l’ideale per fare trekking, un giro in mountain bike o semplicemente rilassarsi immersi nella pace del lago.

Come potete vedere, il Gargano non è solo mare e soprattutto non deve essere pensato solo come una meta estiva.

Articolo scritto in collaborazione con Daunia Press Tour, Comune di Vico del Gargano, Comune di Carpino, Comune di Ischitella, Comune di Peschici, Regione Puglia

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4 pensieri su “Visitare il Gargano in inverno: un itinerario tra borghi e natura

  1. Erica

    Se è per questo ancora mi commuovo quando penso agli strascinati porcini e vongole 😅. Cibo a parte, ogni luogo che abbiamo visitato aveva una palette di colori diversa che sei riuscito perfettamente a rappresentare!

  2. Simona

    Sono stata in Puglia diverse volte eppure non ho mai visitato la zona del Gargano. Trovo che in alta stagione sia anche troppo affollata quindi i tuoi consigli per visitarla in inverno o comunque in bassa stagione sono azzeccatissimi! ps. foto sempre spettacolari le tue Andrea! 🙂

    1. Andrea Autore dell'articolo

      Grazie Simona! Beh, sì, se un luogo è troppo affollato, no riesci a godertelo come si deve 🙂 Contentissimo di aver visto questi luoghi in bassa stagione

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