Gargano: cosa vedere sul Lago di Lesina e dintorni

Sono appena tornato da un nuovo viaggio in Puglia, nel Gargano e più precisamente sul Lago di Lesina. Ho partecipato al press tour “La Laguna di Lesina: Opportunità per i giovani e per la diversificazione dello sfruttamento sostenibile”, organizzato dal Centro Visite di Lesina e il Comune di Lesina, cui mando un ringraziamento speciale per l’ospitalità.

Lesina è un piccolo comune nella provincia di Foggia. È ubicato su una penisola che si affaccia sul Lago di Lesina, che da secoli rappresenta la principale fonte di sostentamento per l’economia del borgo. Tanti secoli fa, tuttavia, il Lago di Lesina non esistenva. Il borgo si affacciava direttamente sul Mar Adriatico. Un evento naturale cambiò radicalmente la morfologia del territorio lesinese. Il 30 luglio 1627 si verificò un fortissimo terremoto che sconvolse l’intera area della Capitanata, colpendo quindi tutto il Gargano e il Tavoliere delle Puglie, fino a Lucera. Il terremoto provocò anche uno tsunami e ciò comportò la formazione del Lago di Lesina. Dall’accumulo di vari sedimenti, col tempo si formò infatti la striscia di terra che lo separa dal Mar Adriatico (l’odierno Bosco Isola).

Il rapporto degli abitanti con il Lago di Lesina

Al Centro Visite di Lesina ho avuto modo di guardare un video che proponeva uno spaccato di vita dei pescatori lesinesi dei primi del Novecento. Questo video mostrava come i pescatori faticassero ogni giorno per la manutenzione del lago, pulendolo dalle alghe che lo ricoprivano completamente svestiti. Un’altra cosa che mi ha colpito guardando queste immagini è stato vedere come gli edifici che si affacciavano sul lungolago avessero pochissime finestre rivolte verso lo specchio d’acqua.

Sebbene il Lago di Lesina fosse fonte di sostentamento per gli abitanti del borgo, perché offriva loro cibo e ricchezza, i lesinesi provavano un rapporto di amore/odio verso il loro lago. L’evento catastrofico del 1627 era rimasto ben impresso nella mente dei lesinesi. Quindi, se da un lato il lago era fonte di lavoro e ricchezza, dall’altro lo si vedeva come uno strumento di morte, tanto che le mamme del paese raccomandavano ai propri figli di non andare al lago.

Oggi le cose stanno cambiando e il lago, oltre a essere la base dell’economia ittica del paese, inizia a essere percepito come un polo di attrazione turistica. Lo testimonia il bel lungolago che è stato realizzato negli ultimi anni, dove si trovano locali e si possono svolgere diverse attività.

Cosa vedere a Lesina

Le chiese

Sebbene il centro storico di Lesina sia di piccole dimensioni, regala degli angolini carini da vedere. A cominciare dalla Chiesa Madre, dedicata alla Santissima Annunziata. La Cattedrale di Lesina è il risultato di diversi rifacimenti, a causa di danneggiamenti dovuti a conseguenze telluriche. Si presenta esternamente come un edificio chiaro, affiancato da un alto campanile, visibile anche dal lago. All’interno, l’edificio è a un’unica navata con due cappelle laterali.

Un’altra chiesa molto importante per il borgo è quella di San Primiano, patrono di Lesina e festeggiato per tre giorni il 14, 15 e 16 maggio. Il clou della festa è giorno 15, con l’uscita della statua del Santo dalla Chiesa Madre dopo la messa delle 10. Viene portato in processione per tutte le strade di Lesina ininterrottamente fino alle ore 16:30, percorrendo circa 6 chilometri. La festa patronale di San Primiano è un vero e proprio evento ogni anno, tanto che molti lesinesi emigrati tornano in ferie proprio nella settimana dei festeggiamenti. In occasione della festa vengono offerti vari spettacoli serali proposti da artisti di strada e band musicali. Il tutto si conclude con i fuochi d’artificio sparati dal lago.

Il Centro Visite di Lesina

Sul lato ovest del lungolago si trova il Centro Visite di Lesina. Sorto nel 1995 come Centro di Documentazione Ambientale, oggi affianca alla tematica ambientale quella della promozione turistica di Lesina. Al suo interno si possono visitare l’Acquario, il Museo Naturalistico, dove sono esposte tutte le specie relative alla flora e fauna del Lago di Lesina, e il Museo Etnografico, con la ricostruzione di una casa tipica dei pescatori lesinesi. L’Acquario del  Centro Visite di Lesina, inoltre, è il primo in Europa di acqua salmastra e ospita nelle sue 14 vasche tutte le specie ittiche presenti nella Laguna di Lesina.

Visitare il Centro Visite di Lesina significa conoscere a 360 gradi l’ecosistema del Lago di Lesina e tutte le specie vegetali e animali che lo abitano. Per la sua vocazione educativa, ogni anno è visitato da migliaia di persone e scolaresche (non solo italiane). I volontari accompagnano i visitatori in tutte le attività proposte dal centro: dalla semplice visita dei musei che ospita, alle uscite in barca sul Lago di Lesina, alle passeggiate naturalistiche nel Bosco Isola.

Il Lungolago

Sopra avevo accennato al Lungolago di Lesina. È stato riqualificato negli ultimi anni e il risultato è stato davvero sorprendente. Qui è dove si svolge la vita dei pescatori del borgo, ma anche dove i visitatori possono passeggiare, rilassarsi mangiando un gelato o bevendo un aperitivo godendosi un bel tramonto. Per l’aperitivo posso consigliarvi il Lake Café, mentre per un gelato il Laguna Minibar. Per i giovanissimi consiglio il risto-bar L’Isola di Wight sia per l’aperitivo, sia per trascorrere una serata spensierata tra amici fino a tarda notte.

Arrivando circa a metà del Lungolago, si trova una passerella che collega la terra ferma all’Isolotto di San Clemente. Qui sorgeva un tempo il convento di San Clemente, costruito sui resti di un edificio più antico e distrutto dall’evento disastroso del 1627 di cui vi ho parlato sopra. Oggi del convento si riescono a vedere solamente le fondamenta, sommerse dalle acque del Lago di Lesina. In ricordo di quel luogo di culto, oggi si trova una croce che esce dalle acque del lago. Vi consiglio di percorrere la passerella fino in fondo per poter osservare il borgo di Lesina da un’altra prospettiva.

Il Lago di Lesina

Solitamente quando si pensa a un lago, la mente va subito a un bacino di acqua dolce. Il Lago di Lesina è un’eccezione, perché è formato da acqua salmastra. Il lago, infatti, è separato dal mare da una striscia di terra larga 1-2 chilometri e collegato all’Adriatico dai canali artificiali Acquarotta e Schiapparo. Ciò permette l’ingresso di acqua salata dal mare, facendo diventare salmastra quella dolce proveniente dai fiumi dell’entroterra che alimentano il Lago di Lesina. È il nono lago più grande d’Italia, con una profondità media di 70 centimetri, anche se in alcuni punti raggiunge il metro e mezzo.

La scarsa profondità del lago lo rende la meta ideale per gli uccelli migratori, primi fra tutti i fenicotteri rosa. Ho avuto la possibilità di osservarli da lontano ed è stata una bella emozione, perché è stata la prima volta che li ho visti in libertà. Oltre ai fenicotteri rosa, il Lago di Lesina è abitato da 200 specie di uccelli, di cui 69 per scopi riproduttivi, tra cui il cavaliere d’Italia, il falco di palude, la garzetta, il fraticello, il martin pescatore, l’airone cenerino e varie specie di anatre selvatiche. Sul lato orientale del lago si trova la Riserva Naturale Statale Lago di Lesina. Si può accedere solo previo permesso dell’Arma Forestale dello Stato e accompagnati dalla stessa. Qui si trova un osservatorio ornitologico dove poter fare birdwatching.

La pesca nel Lago di Lesina

Oltre a essere popolato da molte specie di uccelli, il Lago di Lesina è anche tanto pescoso. La pesca predominante è quella dell’anguilla e ciò fa intuire che sia un tipo di pesce anche molto utilizzato nella cucina lesinese. Ed è così, infatti a Natale la zuppa di anguilla non può mancare sulla tavola dei lesinesi. Oltre all’anguilla, il Lago di Lesina è molto ricco di cefali, spigole e orate.

La scarsa profondità del lago consente la pesca con la paranza. Si tratta di una tecnica di pesca che prevede l’uso di uno sbarramento (la paranza appunto) che costringe il pesce a entrare nei bertovelli posti a intervalli regolari lungo lo sbarramento stesso. Se osservate il lago e vedete una fila di pali che sbucano dall’acqua, quella è la paranza.

Il Bosco Isola

Sulla striscia di terra che separa il Lago di Lesina dal Mar Adriatico si trova il Bosco Isola. Qui il terreno è principalmente sabbioso e ciò ha portato alla crescita di diverse specie di piante tipiche della macchia mediterranea adriatica. Tra queste figurano le querce, gli elci, le cerase marine, il corbezzolo, il pino d’Aleppo, l’olivastro, il lauro, il mirto, il ginepro e il rosmarino. Qui si trova anche il Cisto di Clusio, una pianta legnosa che vive solo in questa zona e che produce dei fiori bianchi o violecei.

Il Bosco Isola è un ottima soluzione se vi piace fare trekking e immergervi nella natura. Qui si trova anche il Parco Avventura, dove grandi e piccini possono svolgere varie attività immersi nella pineta.

Cosa fare sul Lago di Lesina

Visitare la zona del Lago di Lesina permette di fare tantissime cose. Innanzitutto, si può esplorare il borgo, con i suoi monumenti, musei e il lungolago. Ma Lesina si presta bene anche per chi cerca qualcosa di più avventuroso. Qui infatti è possibile praticare windsurf e kitesurf. Si possono fare tante passeggiate completamente immersi nella natura del Bosco Isola e praticare birdwatching intorno al lago.

È possibile anche fare un giro sul lago attraverso il Lagobus. Si tratta di una piccola imbarcazione che permette il trasporto di piccoli gruppi di persone sul Lago di Lesina. Io l’ho fatto ed è stata un’esperienza bellissima. Ho avuto modo di vedere il borgo di Lesina dalla prospettiva del lago e di attraversare il Canale Acquarotta fino al mare.

Cosa vedere nei dintorni del Lago di Lesina

Se tutto questo non vi basta, potete sempre iniziare a esplorare i dintorni del Lago di Lesina. Potete cominciare dall’altro grande lago di Puglia, il Lago di Varano. Ha una superficie più estesa di quella del vicino Lago di Lesina e il suo territorio è diviso tra i comuni di Cagnano Varano, Ischitella e Carpino. Rispetto al Lago di Lesina, quello di Varano è abbastanza profondo. Si parla di una media di tre metri di profondità, con punti fino a 5 metri. Non a caso, qui accanto alla pesca, si pratica anche l’allevamento delle ostriche. Potete leggere di più sul Lago di Varano e i comuni limitrofi in un altro articolo che parla di un viaggio nel Gargano fatto nei mesi scorsi.

Un luogo che non avevo visitato precedentemente, è la Chiesa di Santa Maria di Monte d’Elio. Si trova in territorio di San Nicandro Garganico, su un’altura che si affaccia sulla macchia mediterranea garganica della piana Sagri-Falconetto, sulla Laguna di Lesina e il mare. All’esterno si presenta con una facciata molto semplice, senza grandi decori, in stile romanico pugliese. All’interno, invece, è divisa in tre navate e si possono ammirare alcuni affreschi alle pareti, risalenti al XII-XIII secolo.

Dove mangiare a Lesina e dintorni

Partiamo da un presupposto. Durante un viaggio in Puglia difficilmente si mangia male e soprattutto poco! Anche a Lesina e dintorni non è stato da meno. Ho avuto un’esperienza più che positiva in tutti i locali che ho frequentanto per pranzo e cena durante i miei 5 giorni di permanenza. Per questo, ho deciso di darvi qualche suggerimento su dove mangiare a Lesina e dintorni.

I prodotti tipici di Lesina

La cucina lesinese è molto legata al territorio e a quello che offre. La presenza del Lago di Lesina indubbiamente ha influenzato i gusti culinari locali. Il pesce infatti è alla base della cucina. Qui a Lesina l’ho mangiato in tutte le salse.

Oltre al pesce, a fare da padrone sono anche altre specialità locali, come la salicornia. Si tratta di una pianta spontanea simile all’asparago, che cresce in prossimità di acquitrini salmastri o di acque stagnanti. Questa caratteristica le ha conferito anche il nome di asparago di mare. La salicornia cresce abbondante sulle sponde del Lago di Lesina ed è per questo che sia molto presente nella cucina locale. La si mangia sui crostini di pane, sulla pizza, con il pesce e in tanti altri modi.

Nel territorio del Lago di Lesina è anche praticato l’allevamento delle bufale, da cui si ricavano bocconcini di mozzarella, scamorze e caciocavallo. Se vi viene voglia di fare un’assaggio di questi prodotti, o magari portarveli a casa, vi suggerisco di fare un salto all’Azienda agricola La Bufalara. Qui ho avuto modo di osservare il processo di produzione dei diversi tipi di prodotti caseari e di vedere da vicino le bufale al pascolo sulle rive del Lago di Lesina.

Alcuni ristoranti da provare a Lesina e dintorni

Ma ora vediamo dove andare a mangiare tutte queste prelibatezze. Per gusatre una buona pizza, sia classica sia dai tratti un po’ particolari, vi consiglio di andare alla pizzeria La Cruna del Lago, a pochi passi dalla passerella sul lago. Vi suggerisco di provare la pizza con salicornia e pomodori datterini secchi dell’Azienda agricola Turco, oppure quella con mozzarella di bufala e polipo su una base di pasta alla curcuma.

Il ristorante Le Antiche Sere dello chef Nazario Biscotti propone invece una cucina che ha alla base quella della tradizione lesinese e del Gargano, rivisitata in maniera innovativa. Per un’ottima zuppa di pesce e la cucina tradizionale del Lago di Lesina, vi consiglio di andare al ristorante In Laguna, attrazzato con un’area picnic e una di sosta camper. Se vi trovate nei dintorni del Lago di Lesina, magari nei pressi di quello di Varano, potrete provare la cucina tradizionale dell’Agriturismo Le Falcare, in territorio di Cagnano Varano.

Se cercate qualcosa di più innovativo e ricercato, allora vi consiglio di andare da Hugò Food and Beverage. Io non sono per niente un amante della nouvelle cuisine, perché prediligo quella più tradizionale e “casereccia”, ma vi assuro che il giovane chef Ugo, di soli 24 anni, mi ha stupito. È stato capace di preparare dei piatti con accostamenti che all’apparenza potrebbero sembrare azzardati, e che invece si sono rivelati ben equilibrati al palato. Ogni piatto era un’esperienza sensoriale che coinvolgeva, oltre al gusto, anche la vista e l’olfatto.

Ultime considerazioni

Visitare il Lago di Lesina e i suoi dintorni vi farà entrare in contatto con un angolo di Gargano e di Puglia lontano da quello che solitamente ci aspettiamo da questa zona d’Italia. Vi farà entrare in contatto con una natura che deve essere preservata, per poterne godere la bellezza e l’essenza, con persone semplici che raccontano il loro territorio con gesti della loro quotidianità, come il pescatore che prepara le reti o la signora anziana che prepara le orecchiette. Quindi, se state organizzando un viaggio nel Gargano o lo farete in futuro, ricordatevi di questo territorio meno conosciuto e includetelo nel vostro itinerario.

Post scritto in collaborazione con il Centro Visite di Lesina

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