La Reggia di Venaria: un gioiello barocco a due passi da Torino

Era da tanto tempo che volevo visitare la Reggia di Venaria. Quando, dopo un lungo restauro, nel 2007 la Reggia di Venaria ha riaperto le sue porte, io ero uno studente universitario totalmente immerso nello studio, tra una sessione di esami e l’altra, e non mi passava per la mente di andare a visitare quel capolavoro barocco unico nel suo genere. Dieci anni dopo, avendo forse un po’ di sale in zucca in più, sono andato a visitarla ed è stata un’esperienza unica.

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Reggia di Venaria, Corte d’onore

Cenni storici

Prima di raccontarvi della visita alla Reggia di Venaria, vediamo un po’ la sua storia. È nata a metà del ‘600 per volere del duca Carlo Emanuele II di Savoia e della sua consorte. Il progetto fu affidato ad Amedeo di Castellamonte, il quale disegnò un progetto grandioso che comprendeva il palazzo da caccia, i giardini all’italiana (con terrazze e fontane), un bosco da caccia e un intero borgo (il borgo antico di Venaria Reale).

Nel corso del ‘700, la realizzazione passò a Michelangelo Garove, il quale, seguendo le direttive del duca Vittorio Amedeo II, ridisegnò i giardini alla francese, sull’esempio di quelli meravigliosi della Reggia di Versailles. Quando il duca divenne Re, il progetto dell’ampliamento della Reggia di Venaria fu affidato al siciliano Filippo Juvarra, il quale portò la Reggia a essere uno dei massimi esempi di stile barocco, realizzando la Galleria Grande, la Cappella di Sant’Uberto, la Citroneria e le Scuderie.

Successivamente, casa Savoia incaricò a Benedetto Alfieri la realizzazione di un sistema di gallerie e ambienti di comunicazione, portando il palazzo allo stato che oggi vediamo.

Con il declino dell’Antico Regime e il periodo napoleonico, la Reggia di Venaria cessò di essere residenza reale e fu trasformata in caserma militare; i giardini divennero un campo per le esercitazioni militari e “parcheggio” per i cannoni – bella furbata, direte!

Dopo la Seconda Guerra Mondiale, la Reggia di Venaria cessò di essere presidio militare e fu abbandonata a se stessa, diventando preda dei vandali. Le cose per fortuna cambiarono, quando nel 1997 la Reggia di Venaria fu dichiarata Patrimonio Mondiale dell’Umanità dall’UNESCO. Nel 1999 sono iniziati i lavori di restauro che in 8 anni hanno riportato la Reggia di Venaria al suo antico splendore. Nel 2007, la Reggia ha riaperto le sue porte, divenendo uno dei maggiori luoghi d’interesse di Torino e del Piemonte. Oggi non è solo un luogo da visitare, ma viene anche utilizzata come ambiente espositivo e location per eventi.

La mia visita alla Reggia di Venaria

Ho raggiunto la Reggia di Venaria con il Venaria Express, un bus navetta offerto da GTT (per info su questo servizio, leggete in basso), che collega comodamente il centro di Torino con la Reggia di Venaria e il Parco della Mandria, e viceversa. Arrivato poco più tardi delle 11 del mattino, mi sono recato per prima cosa in biglietteria e poi ho scattato qualche fotografia all’esterno della Reggia.

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Torre dell’Orologio

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Reggia di Venaria, foto all’esterno del palazzo

La storia dei Savoia e della Reggia di Venaria

Una volta deciso a entrare, l’addetto all’ingresso mi ha avvisato che da lì a pochi minuti, a mezzogiorno in pratica, ci sarebbero stati i giochi d’acqua alla Corte d’onore. Il Teatro d’acqua è costituito da 100 ugelli d’acqua, proiettori e condotti di vapore, che creano delle scenografie suggestive a tempo di musica.

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Reggia di Venaria, Teatro d’acqua alla Corte d’onore

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Giochi d’acqua alla Reggia di Venaria

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Reggia di Venaria, dettaglio dei giochi d’acqua

Finiti i giochi d’acqua, ho iniziato il mio tour all’interno della Reggia di Venaria. La prima sezione del percorso di visita si svolge al piano seminterrato, dove è allestita una mostra che narra la storia di casa Savoia, con tantissimi dipinti e oggetti appartenuti alla dinastia sabauda.

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Mostra sulla storia dei Savoia alla Reggia di Venaria

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Reggia di Venaria, culla di Vittorio Emanuele III

Nelle ultime sale di questa sezione viene invece raccontata la storia della Reggia di Venaria, dal progetto di Castellamonte (in parte non realizzato), fino alle opere di Garone, Juvarra e Alfieri.

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Ricostruzione della sala del trono

Gli appartamenti reali

Si passa al piano superiore, il Piano Nobile, dove a partire dalla splendida Sala di Diana, è possibile visitare l’area seicentesca del palazzo, con gli appartamenti del duca e della duchessa, per poi passare ai settecenteschi appartamenti del Re e della Regina, con centinaia di oggetti originali appartenuti ai reali, immergendosi così nell’atmosfera dell’epoca.

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Reggia di Venaria, soffitto della Sala di Diana

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Appartamenti seicenteschi

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Reggia di Venaria, appartamenti settecenteschi

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Appartamenti reali della Reggia di Venaria

La Galleria Grande

Senza togliere nulla alle bellezze che è possibile vedere alla Reggia di Venaria, il pezzo forte di tutto il tour è senza dubbio la Galleria Grande. Ricordo che, finito di visitare l’appartamento del Re, avevo davanti a me una porta con una tenda rossa che non mi faceva vedere cosa ci fosse dopo, una volta oltrepassata. Spostata la tenda per passare, sono rimasto pietrificato davanti a una bellezza che non può essere descritta. Ero senza parole, e di posti belli ne ho visti finora, ma penso che mai nessuno abbia sortito un tale effetto su di me. Chi ha già visitato questo posto sa di cosa sto parlando!

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Galleria Grande

La Galleria Grande è un ambiente che unisce l’appartmaneto del Re con quello dell’erede al trono, e colpisce prima di tutto per le sue dimensioni (è lunga 80 metri, alta 15 nella parte centrale e larga 12), ma anche per la maestosità dei decori che la rendono uno dei massimi esempi di barocco…la mano inconfondibile di FIlippo Juvarra non si può nascondere!

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Volta della Galleria Grande

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Reggia di Venaria, dettagli della Galleria Grande

Altra caratteristica della Galleria Grande sono i giochi di luce che si generano dalle ampie vetrate e dalle aperture sulla volta, che mettono in risalto i decori. Per la cronoca, sono rimasto 50 minuti in quella sala perché non riuscivo ad andare via.

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Giochi di luce della Galleria Grande

La Cappella di Sant’Uberto

Ma il giro doveva continuare. Superati altri ambienti degli appartamenti reali, sono giunto alla Cappella di Sant’Uberto, dedicata al santo protettore della caccia. Questa è anche un’opera di Filippo Juvarra e ciò è visibile nelle decorazioni fastose e dai giochi di luce, che riprendono quelli della Galleria Grande.

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Cappella di Sant’Uberto

I giardini

Finita la visita all’interno del Palazzo, è arrivato il momento di ammirare i meravigliosi giardini. Essi si articolano su due livelli: Parco Alto e Parco Basso. In entrambi i casi si cammina lungo viali e vialetti costeggiati da fiori coloratissimi e piante di ogni tipo, tutte ben curate nel rispetto delle forme geometriche secondo cui è stato concepito il giardino. Non dimentichiamoci dei bei roseti all’inglese!

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Statua di Ercole Colosso

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Parco Alto

Da vedere nel giardino basso vi sono i resti della Fontana di Ercole e del Tempio di Diana e la Peschiera, un vasto bacino d’acqua dove la Reggia si specchia – peccato che quel giorno l’acqua fosse sporca di alghe!

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Resti della Fontana d’Ercole

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Parco Basso, resti del Tempio di Diana

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La Peschiera

Ultima cosa da vedere, non perché meno importante o bella, sono le scuderie, realizzate anch’esse da Juvarra. Sfortunatamente quel giorno non sono riuscito a visitarle, perché era quasi ora di chiusura…per forza, sono rimasto 50 minuti nella Galleria Grande! 😀 Quindi, per il momento rimando la loro descrizione alla mia prossima visita – non mi piace descrivere cose che non ho visto con i miei occhi!

Prima di riprendere il bus navetta in direzione Torino, ho fatto una breve passeggiata nel grazioso Borgo Antico di Venaria Reale.

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Borgo Antico di Venaria

Reggia di Venaria: alcune informazioni utili

La Reggia di Venaria si trova nel comune di Venaria Reale, non tanto lontano dallo Juventus Stadium. È possibile raggiungerla in bus, tramite il servizio navetta Venaria Express, che collega il centro di Torino con la Venaria appunto e il Parco della Mandria. Per maggiori informazioni sul Venaria Express, cliccate qui.

In alternativa, potete raggiungere Venaria in treno, prendendo la linea GTT in partenza dalla Stazione Dora (la stessa linea per raggiungere l’aeroporto di Torino Caselle), o con gli autobus 11 o 60 (ma i tempi di viaggio si allungano parecchio).

La Reggia di Venaria prevede i seguenti orari di apertura:

  • Lunedì: giorno di chiusura (se un giorno festivo, escluso Natale, cade di lunedì, si osservano gli stessi orari della domenica);
  • da martedì a venerdì: dalle ore 9 alle 17;
  • sabato, domenica e festivi: dalle ore 9 alle 18.30.

Le biglietterie e gli ingressi chiudono un’ora prima rispetto agli orari sopra indicati.

Per maggiori informazioni sulla Reggia di Venaria, sulle mostre temporanee presenti e gli eventi, i costi e le diverse formule di biglietti, visitate il sito ufficiale.

Se cercate altre idee su cosa vedere a Torino, cliccate qui.

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