Bologna in un giorno: itinerario a piedi

Bologna era una città che mi incuriosiva molto e speravo di visitarla prima o poi. L’occasione è arrivata qualche mese fa, quando Italo Treno ha messo degli sconti del 40%. In quel periodo mi trovavo a Torino e mi son detto “Perché non approfittare?”. Ho acquistato un biglietto andata e ritorno in giornata, risparmiando un bel po’ rispetto al prezzo della tariffa base. Ecco quindi il mio itinerario a piedi per una giornata a Bologna.

Bologna: la rossa, la dotta, la grassa

Perché Bologna viene definita così? Gli aggettivi contenuti in questo detto descrivono appieno l’anima di Bologna. La rossa si riferisce al colore dei mattoni con cui sono costruiti gli edifici e le torri più antiche (oltre all’orientamento politico predominante in città); la dotta fa riferimento alla sua università fondata nel 1088 d.C., la quarta più antica al mondo; la grassa si riferisce alla ricchissima tradizione gastronomica bolognese, che ha dato i natali ad alcuni piatti che tengono alta la bandiera della cucina italiana nel mondo: le lasagne, i tortellini, il ragù, per citarne alcuni.

Nel mio itinerario ho potuto vedere con i miei occhi (e non solo) ognuna di queste caratteristiche: il colore degli edifici medievali del centro di Bologna, la prima sede dell’università (l’Archiginnasio) e i tortellini mangiati a pranzo oltre alle vetrine ricche di prodotti gastronomici, che erano una gioia per gli occhi.

Bologna in un giorno: l’itinerario

Sono arrivato a Bologna poco prima delle 10 del mattino. Pur essendo giugno, le condizioni meteo non erano delle migliori. Anzi, le previsioni davano pioggia forte tra mezzogiorno e le due del pomeriggio. La cosa però non mi scoraggiava, perché il centro di Bologna è famoso per i suoi chilometri di portici, quindi sarei stato in grado di girare la città anche in caso di pioggia.

Giardino della Montagnola e Scalinata del Pincio

Appena uscito dalla stazione ferroviaria, sono arrivato in Piazza XX Settembre. Qui si trovano alcuni resti romani e la bellissima Scalinata del Pincio, dalla quale si accede al Giardino della Montagnola.

Questo è stato il primo parco pubblico della città, voluto da Napoleone Bonaparte durante i tre giorni della sua permanenza nel capoluogo emiliano. È un luogo ricco di storia: infatti, dove oggi sorge il Giardino della Montagnola, fu combattuta la battaglia decisiva che portò alla cacciata degli austriaci dalla città nel 1848.

La Scalinata del Pincio fu realizzata a fine dell’Ottocento. È costituita da tre parti: il porticato lungo Via dell’Indipendenza, l’altro lungo le mura e la scalinata vera e propria. Quest’ultima è decorata con dai due bassorilievi “Bologna docet” e “Bologna Libertas” e da una fontana centrale, che rappresenta una ninfa assalita da una piovra.

Cattedrale Metropolitana di San Pietro

Ho ripreso il cammino, percorrendo Via dell’Indipendenza. È una strada costeggiata per intero da portici e tantissimi negozi delle principali catene. L’ho percorsa quasi fino alla fine, fermandomi alla Cattedrale Metropolitana di San Pietro.

La Cattedrale si presenta con una facciata barocca, realizzata con mattoni rossi e decorazioni in marmo. Ai due lati in alto, svettano le due statue di San Paolo e San Pietro. Gli interni si presentano divisi in tre navate e sono decorati in stile barocco. Da vedere all’interno, tra le altre cose, l’acquasantiera a forma di leone e il gruppo scultoreo del Compianto sul Cristo morto.

La Cattedrale ha anche un campanile alto 70 metri, da cui si può godere un panorama a 360 gradi sulla città. Sfortunatamente non è possibile accedervi sempre. Il campanile ha anche una campana del 1594, che pesa ben 33 quintali, ed è soprannominata “la nonna”.

Piazza Maggiore

Uscito dalla Cattedrale, ho percorso il pezzo mancante di Via dell’Indipendenza per raggiungere Piazza Maggiore, cuore pulsante della città. Nelle sue vicinanze si trovano i monumenti più importanti e conosciuti di Bologna. Appena arrivato in piazza, mi sono trovato davanti alla Fontana del Nettuno, che però era in restauro (adesso si può nuovamente ammirare in tutto il suo splendore).

Deluso dal non aver potuto vedere il Nettuno, sono entrato nella Biblioteca Sala Borsa. La sala principale si presenta con una struttura ottocentesca in ghisa e vetro in stile liberty. Il pavimento trasparente permette di vedere gli scavi archeologici, che testimoniano le varie stratificazioni che ha avuto la città nel tempo. È possibile anche scendere e vedere gli scavi da vicino.

Uscito dalla biblioteca, mi sono fermato in Piazza Maggiore per osservare i vari palazzi che qui sorgono. Troviamo, infatti, Palazzo d’Accursio, sede del municipio della città, Palazzo dei Notai, Palazzo del Podestà, dove si trova la sede dell’ente del turismo di Bologna. In Piazza Maggiore si trova anche la Basilica di San Petronio, dedicata al patrono della città.

Basilica di San Petronio

La Basilica di San Petronio è la sesta chiesa più grande d’Europa (dopo la Basilica di San Pietro, St. Paul’s Cathedral a Londra, la Cattedrale di Siviglia, il Duomo di Milano e quello di Firenze) e la terza più grande nel territorio italiano. È la chiesa a cui i bolognesi si sentono più legati, sia perché dedicata al Santo patrono sia per la sua posizione in Piazza Maggiore. È una basilica minore, poiché la sede episcopale è della Cattedrale Metropolitana di San Pietro.

La facciata della Basilica di San Petronio è incompiuta. Salta immediatamente all’occhio che sia divisa in due zone: una inferiore con decorazioni marmoree e una superiore con mattoni rossi, i quali dovevano fungere da base d’appoggio della decorazione marmorea.

All’interno, la basilica si presenta con le pareti bianche e le colonne in mattoni rossi. Una delle cose principali da vedere è la meridiana al chiuso più lunga del mondo. Un foro posto a 27 metri di altezza fa entrare un raggio di luce che, colpendo la linea della meridiana, segna il trascorrere dei giorni e delle stagioni.

Durante la mia visita erano in corso dei lavori di restauro sia all’interno della basilica sia sul tetto. Proprio grazie a questi lavori sul tetto, è stato possibile salire sulla terrazza dell’abside della basilica (a 54 metri di altezza), potendo godere da lassù di un panorama mozzafiato su Bologna. L’ingresso è su Piazza Galvani al costo di 3 euro.

L’Archiginnasio

Tornato con i piedi per terra, sono andato al vicinissimo Archiginnasio. Questo palazzo è stato sede dell’antica Università di Bologna e oggi ospita la biblioteca comunale. Si presenta come un palazzo su due livelli, al cui centro si trova un cortile interno porticato. Una delle caratteristiche principali di questo cortile interno è la presenza di tantissimi stemmi studenteschi e araldici, che testimoniano l’antica funzione di questo palazzo.

Da non perdere sono due sale: la prima è il Teatro anatomico, la sala in cui venivano fatte le lezioni di anatomia; la seconda è la sala Stabat Mater, l’antica sala studio degli studenti di legge.

Pausa pranzo: dove mangiare a Bologna

Era arrivata abbondantemente l’ora di pranzo e il cielo minacciava pioggia – cavolo, le previsioni ci avevano preso! Uscito dall’Archiginnasio, ho imboccato Via Clavature e mi sono fermato per qualche istante ad ammirare il Santuario di Santa Maria della Vita.

Ho ripreso il mio cammino verso un posto dove andare a mangiare le lasagne bolognesi. A Bologna non manca di certo dove mangiare bene e mi avevano consigliato un posto in particolare: Sfoglia Rina in Via Castiglione. Non è un ristorante o una tavola calda nel vero senso del termine, bensì si tratta di un pastificio che fa anche da ristorante. In pratica offre vari piatti a base di pasta fresca di loro produzione. Ahimè, quando ho ordinato le lasagne, mi hanno risposto che erano appena terminate (effettivamente erano quasi le 14), quindi ho dovuto ripiegare sui tortellini in brodo…buonissimi!!!

Basilica di Santo Stefano

Uscito con la pancia piena, ho iniziato a camminare per i portici del centro di Bologna alla volta della Basilica di Santo Stefano. Mentre pranzavo, il cielo ha iniziato a schiarirsi senza neanche aver versato una goccia di pioggia e il sole stava iniziando a farsi strada tra le nuvole.

Sono arrivato in Piazza Santo Stefano, dove sorge l’omonima basilica. Arrivando da Via Santo Stefano, la piazza sembra quasi avere una forma a imbuto. In realtà, più che di basilica dovremmo parlare di complesso, perché sono sette gli edifici religiosi che la compongono.

Secondo la tradizione, fu il patrono di Bologna San Petronio, allora vescovo della città, a volere una chiesa da edificare sopra un edificio pagano preesistente. Da Piazza Santo Stefano si vedono le facciate di tre chiese: quella del Crocifisso, del Sepolcro e di San Vitale e Agricola. Ho visitato tutti gli ambienti del complesso e devo dire che quelli che mi hanno colpito di più sono stati la Chiesa del Crocifisso, quella del Sepolcro (dove è stato riprodotto il Santo Sepolcro e fu seppellito San Petronio) e il chiostro medievale.

Le Due Torri e la Basilica dei SS. Bartolomeo e Gaetano

Sicuramente vi starete chiedendo: “Non sei andato  a vedere le Due Torri, simbolo della città, e salito sulla Torre degli Asinelli?” Le Due Torri sono andato a vederle, ma sfortunatamente mi sono dovuto accontentare di guardarle dal basso. In quelle settimane, infatti, la Torre degli Asinelli era chiusa ai visitatori, a causa di lavori di manutenzione – avrebbe riaperto pochi giorni dopo. La mia solita sfortuna!

Deluso dal non aver avuto la possibilità di salire sulla Torre degli Asinelli e fotografare Bologna dall’alto, mi sono recato alla vicinissima Basilica dei SS. Bartolomeo e Gaetano. Rispetto agli edifici religiosi visti finora, questa basilica è un esempio di stile barocco. Solitamente nelle chiese barocche dominano tonalità chiare, in questa invece facevano da padrone quelle scure (blu principalmente), creando un’atmosfera suggestiva.

Basilica di San Francesco

Tappa successiva del mio tour di un giorno a Bologna è stata la Basilica di San Francesco. Lungo il tragitto, sono passato per caso davanti alla casa natale di Guglielmo Marconi.

La Basilica di San Francesco appare come un edificio in stile romanico all’esterno, per poi passare a quello gotico all’interno. Lo stile all’interno riprende quello della Basilica di San Petronio, con le pareti bianche e le colonne rosse.

La Finestrella di Via Piella

Ho lasciato una chicca di Bologna come ultima tappa del mio itinerario, prima di tornare alla Stazione Centrale. Si tratta della Finestrella di Via Piella. Guardando attraverso questa finestrella, si può vedere il passaggio del canale delle Moline in mezzo ai palazzi. Questo punto della città viene infatti chiamato “la piccola Venezia”. In realtà, il passaggio del canale si può vedere anche dai due ponti lì presenti (in Via Piella e Via Oberdan), ma farlo guardando dalla finestrella è una cosa insolita.

Bologna, abbiamo dei conti in sospeso!

Sebbene, secondo le previsioni meteo, la giornata sarebbe stata miseramente rovinata dalla pioggia, alla fine non è andata così. Tuttavia, non posso dire che sia andato tutto come avrei voluto. Io e Bologna abbiamo dei conti in sospeso e in particolare tre: 1. la Fontana del Nettuno che era in restauro; 2. non ho potuto mangiare le lasagne; 3. la Torre degli Asinelli era chiusa e non mi è stato possibile salirci per ammirare e fotografare Bologna dall’alto. Per questo motivo, Bologna, credo che ci rivedremo presto!

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2 pensieri su “Bologna in un giorno: itinerario a piedi

  1. Alice

    Sono a Bologna molto spesso per via del mio lavoro (e trattandosi di Frecciarossa, immagina lo sconforto quando ho visto che ci sei andato con Italo!! :D) e devo ammettere che è una città molto bella, ci passeggio volentieri e naturalmente la tradizione gastronomica è una delle mie preferite in Italia! Ho letto con piacere il tuo post. Complimenti!
    A presto e nel frattempo buon rientro da Madrid!

    1. Andrea Autore dell'articolo

      Ciao Alice! Grazie, Madrid è stata fantastica. Per quanto riguarda Italo, ogni weekend mette sempre delle offerte, quindi potresti buttarci un occhio per quando potrebbe servirti.

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