I miei tre giorni a Madrid: diario di viaggio e itinerario

Madrid era nei miei pensieri da un po’. A gennaio, a ridosso del mio compleanno, ho trovato dei voli per Madrid in offerta e ne ho approfittato. Dopo un’attesa di qualche settimana, a inizio marzo mi sono recato nella capitale spagnola con aspettative non molto alte, se devo essere sincero, perché avevo sentito dei pareri un po’ discordanti. C’era chi mi aveva detto che Madrid fosse una città noiosa, un po’ austera, che aveva di bello solo i musei; altri mi avevano detto l’opposto, che fosse una città bella e affascinante, piena di cose da fare e da vedere, dove non ci si annoia mai. Ho quindi preferito tenere basse le mie aspettative, per evitare delusioni. Adesso vi dico che appartengo decisamente alla seconda corrente di pensiero.

Non è stata la mia prima volta in Spagna. Il mio primo viaggio all’estero è stato proprio in terra iberica ben 12 anni fa – mamma, come passa il tempo! In quell’occasione però sono stato nel sud del paese, in Andalusia, e ne sono rimasto affascinato.

Madrid in tre giorni: il mio itinerario

I voli per Madrid in offerta che avevo trovato prevedevano la partenza di domenica pomeriggio e ritorno il giovedì al mattino presto. Avevo quindi a disposizione tre giorni pieni. Nessun problema se si intende restare a Madrid, ma nei miei (forse folli) piani c’era anche una visita a Toledo. Prima del viaggio ho cercato, quindi, di pianificare l’itinerario nel migliore dei modi, così da ottimizzare i tempi. Devo dire che mi ritengo soddisfato, perché sono riuscito a fare e vedere tutto quella che avevo programmato. Ecco il mio itinerario:

Madrid in tre giorni: giorno 1

Puerta del Sol

La mia prima giornata a Madrid è iniziata presto. Alle 8 sono uscito da dove alloggiavo per andare a fare colazione. Purtroppo le previsioni meteo avevano indovinato e si prospettava una giornata di pioggia. Dopo colazione, mi sono spostato a Puerta del Sol, a circa 5 minuti a piedi. È la piazza più importante e conosciuta della Madrid turistica, ma anche punto di ritrovo per i madrileni. Il suo nome deriva dal fatto che qui sorgeva la porta orientale della città lungo la sua antica cinta muraria. La piazza come la vediamo oggi è il risultato di un lavoro di riqualificazione del secolo scorso.

L’edificio principale di Puerta del Sol è la Real Casa de Correos. Si tratta di un edificio barocco in pietra e mattoni rossi, nato per ospitare l’ufficio postale centrale. Durante la dittatura franchista divenne sede del Ministero degli Interni e della temutissima polizia di stato. Oggi è sede della giunta regionale della Comunidad de Madrid. La torre dell’orologio è uno dei simboli della città e segna l’ora ufficiale in Spagna. Davanti alla Real Casa de Correos si trova una pietra semicircolare sul pavimento: si tratta del Kilómetro Cero, considerato il centro di Spagna e il punto da dove vengono misurate le distanze tra Madrid e le altre città spagnole.

A Puerta del Sol si trova un altro simbolo della città: la statua in bronzo dell’Orsa e del Corbezzolo. Raffigura un’orsa che si arrampica su un albero di corbezzolo. L’orsa simboleggia la fertilità ed è il simbolo della città, mentre la pianta di corbezzolo rappresenta l’aristocrazia.

Da Puerta del Sol partono diverse strade, molte delle quali pedonali, con tantissimi negozi e locali dove mangiare.

Plaza Mayor

Ho imboccato Calle Mayor, una delle vie principali del centro di Madrid, che collega Puerta del Sol alla zona del Palazzo Reale. Arrivando più o meno metà, girando a sinistra si arriva in Plaza Mayor. Si presenta come una piazza circondata da edifici in mattoni rossi e con tanti locali e ristoranti con tavoli all’aperto.

Secoli fa qui sorgeva un mercato fuori dalle mura della città. Quando Madrid divenne capitale della Spagna nel 1561 (fino a quel momento lo era stata Toledo), fu pensata una riqualificazione dell’area, con la realizzazione di una piazza per gli eventi pubblici.

Al centro di Plaza Mayor si trova la statua equestre di Filippo III. L’edificio che cattura subito l’attenzione è la Casa de la Panadería: già esisteva prima della costruzione della piazza e per secoli è stata sede della gilda dei panettieri; gli affreschi che oggi ricoprono la sua facciata, rappresentano i segni zodiacali e le allegorie del tempo e della temperatura. Qui oggi si trova l’ufficio turistico di Madrid al pian terreno.

Plaza de la Villa

Proseguendo su Calle Mayor, ho incontrato Plaza de la Villa. Prima della costruzione di Plaza Mayor, questa era la piazza principale della città. Qui infatti sorge l’antico municipio di Madrid, la Casa de la Villa, uno dei massimi esempi di architettura asburgica a Madrid. Al centro della piazza si trova la statua dell’ammiraglio Ivaro de Bazán, vincitore della battaglia di Lepanto contro gli ottomani nel 1571.

Cattedrale de Nuestra Señora de Almudena

La pioggia ha iniziato a cadere con maggiore insistenza, ciononostante ho continuato il mio giro, arrivando fino alla fine di Calle Mayor. Proprio lì di trova la Cattedrale de Nuestra Señora de Almudena.

Pur essendo la capitale di Spagna e di un grande impero, Madrid non aveva una cattedrale. La sua costruzione iniziò solo nell’Ottocento, anche se i lavori durarono più di cento anni. Il primo progetto prevedeva la costruzione di una cattedrale gotica con una cripta in stile romanico. Quest’ultima fu inaugurata nel 1911, mentre la Guerra Civile bloccò i lavori della cattedrale, che ripresero solo nel 1939. Fu rivalutato lo stile gotico francese, ritenuto non più adeguato per il periodo e in contrasto con gli edifici circostanti. Il progetto fu così cambiato e i lavori ripresero negli anni ’50. L’opera fu definitivamente conclusa e inaugurata nel 1993 da Papa Giovanni Paolo II.

Uno degli elementi più caratteristici della cattedrale è la cupola in ardesia. È possibile salire sulla cupola, acquistando un biglietto cumulativo che comprende la visita del museo della cattedrale. Da lassù si può godere di una vista a 360 gradi su Madrid e vedere il Palazzo Reale da una prospettiva particolare. L’ingresso alla cattedrale e alla cripta è invece gratuito.

La parte più suggestiva, a mio parere, della Cattedrale dell’Almudena è la cripta. L’ingresso è gratuito, anche se viene richiesta una donazione di 1-2 euro. Presenta più di cento colonne, con altrettanti capitelli decorati. Sia nelle cappelle laterali sia a terra sul pavimento, si trovano le tombe di esponenti della nobiltà madrilena. Pur essendo un vero e proprio cimitero, l’atmosfera all’interno della cripta non è opprimente e cupa, al contrario, le colonne e l’illuminazione la rendono un luogo molto suggestivo e da non perdere.

A spasso nella Madrid de los Austrias

Lasciata la cattedrale, ho iniziato un giro della Madrid de los Austrias, la Madrid asburgica in pratica. Dalla cattedrale mi sono diretto verso la Basilica di San Francesco il Grande, all’inizio del quartiere de La Latina. Questa basilica è famosa per la sua cupola affrescata, ma sfortunatamente l’ho trovata chiusa. Un po’ deluso, ho ripreso il mio giro. Tornato in Calle Mayor, avevo intenzione di raggiungere la Basilica di San Miguel, prima che chiudesse a mezzogiorno. Sfortunatamente la pioggia battente mi ha costretto a fermarmi al Mercado de San Miguel, che avrei comunque visto dopo la basilica.

Il Mercado de San Miguel è l’ultimo mercato coperto in ferro battuto costruito a Madrid nel 1916. Al suo interno si trovano 33 banchi che offrono prodotti e materie prime selezionate. Tutti i prodotti sono esposti in maniera studiata, per apparire appetibili il più possibile al potenziale acquirente e quindi per convincerlo all’acquisto. Qui si può trovare il tipico prosciutto iberico, i frutti di mare provenienti dalla Galizia, un banco di frutta coloratissimo, bar dove gustare tapas e bere cerveza (birra) o i vini spagnoli. Oggi è più che altro un luogo turistico, quindi come potrete immaginare, i prezzi sono più alti della media.

Non appena ha smesso di piovere, mi sono rimesso in cammino. Purtroppo la Basilica di San Miguel l’ho trovata chiusa (ci sono tornato il terzo giorno, di mattina, ma l’ho trovata sempre chiusa).

Era arrivata l’ora di pranzo e girando tra le viuzze intorno a Plaza Mayor, ho trovato un Museo del Jamon. Qui i tipici bocadillos de jamon iberico costano solo 1 euro. Un’ottima soluzione se volete pranzare con qualcosa al volo, magari camminando.

Plaza de Oriente e i Jardines de Sabatini

Con il mio buonissimo panino in mano, ho ripercorso a ritroso Calle Mayor per tornare nella zona del Palazzo Reale. Erano circa le due del pomeriggio e io avevo in programma di visitare il Palazzo Reale dopo le 16, quando l’ingresso sarebbe stato gratuito. Quindi, avevo un paio di ore per esplorare l’area

Per prima cosa ho fatto un giro in Plaza de Oriente. Questa piazza semicircolare a lato del Palazzo Reale, fu voluta da Giuseppe Bonaparte, durante il suo breve regno in Spagna. I lavori iniziarono nel 1811 e l’area subì dei cambiamenti drastici, perché furono demoliti vari edifici, tra i quali chiese e addirittura la biblioteca del Palacio Real. Quando la corona tornò nuovamente in mano spagnola, re Ferdinando VII volle continuare con il progetto di realizzazione della piazza. Il risultato è una piazza con giardino all’inglese con delle statue di pietra raffiguranti gli imperatori romani, visigoti e i re cristiani. Esse erano destinate al parapetto del Palazzo Reale, ma il re non volle installarle lì per paura che cadessero a causa del loro peso. Sulla piazza si può anche ammirare il Teatro Real.

Poco più avanti si trova l’ingresso ai Jardines de Sabatini, i giardini all’inglese del Palazzo Reale. Ci sarebbero anche i giarnini del Campo del Moro, ma ammetto di essermi dimenticato quel giorno di passarci. Ci andrò la prossima volta!

Plaza de España

A pochi minuti a piedi dai Jardines de Sabatini si trova Plaza de España. Fu costruita dopo che i nazionalisti di Franco vinsero la Guerra Civile Spagnola. Il progetto della piazza doveva essere imponente, per simboleggiare la grandezza nazionale.

Arrivando in Plaza de España, si viene subito catturati dai due grattacieli che si trovano rispettivamente sul lato settentrionale e su quello occidentale. Il primo è l’Edificio España, un palazzo di 117 metri e 25 piani, divenuto uno dei simboli di Madrid; sfortunatamente era coperto dalle impalcature perché in fase di restauro. Il secondo edificio è la Torre de Madrid, alto 142 metri e 34 piani. Per diversi anni è stato l’edificio più alto della città.

Al centro di Plaza de España c’è il Monumento dedicato a Cervantes. Lo scrittore è rappresentato seduto con un libro in mano e davanti a lui si trovano le statue bronzee di Don Chisciotte a cavallo e Sancho Panza sull’asinello.

Tempio di Debod

Sapete che a Madrid c’è un angolo d’Egitto? Si trova proprio poco lontano da Plaza de España ed è stato la tappa successiva del mio primo giorno a Madrid: si tratta del Tempio di Debod. Ma come è finito a Madrid? Quando negli anni ’60 fu costruita la diga di Assuan, molti monumenti e templi rischiavano di essere sommersi dalle acque. Tra questi edifici fu anche interessato il Tempio di Debod, che riemergeva solo durante la stagione estiva. Alcuni archeologi spagnoli riuscirono a salvare il Tempio di Abu Simbel e il governo egiziano decise di donare alla Spagna il Tempio di Debod come riconoscimento.

L’ideale sarebbe andare a vedere il Tempio di Debod al calare della sera, perché è molto suggestivo con la luce del tramonto. Purtroppo in quei giorni le condizioni meteo non erano favorevoli e quindi ho deciso di andarci nel primo pomeriggio, approfittando anche di un momento di pausa della pioggia. Alle spalle del Tempio di Debod, si trova un punto panoramico, dal quale si può ammirare una bella vista sul Palazzo Reale, la Cattedrale dell’Almudena, fino alla cupola della Basilica di San Francesco il Grande.

Pausa merenda: Chocolatería San Gines

Avando mangiato a pranzo solo un bocadillo, iniziavo ad avere un po’ fame. Visto che mancava ancora quasi un’ora alle 16 per la visita gratuita al Palazzo Reale, ho deciso di andare a fare merenda alla Chocolatería San Gines per provare la sua specialità: churros accompagnati dalla cioccoloata calda. Sono una specialità di Madrid e di tutta la Spagna, ma dicono che questa pasticceria storica sia il posto migliore dove mangiarli.

Ho trovato un po’ di fila all’ingresso, ma per fortuna sono riuscito a entrare e prendere posto in pochi minuti. Che dire? I churros erano buonissimi… premetto che sono un supergoloso in fatto di dolci e ne mangio a quantità industriali, ma forse 6 churros per una persona sola sono un po’ pesantucci, ma il sacrificio l’ho fatto! 😀

Palazzo Reale

Sono arrivato a Palazzo Reale (con la pancia pienissima) alle 15:55 circa e davanti all’ingresso ho trovato una fila chilometrica che arrivava fino a quasi l’ingresso laterale della Cattedrale dell’Almudena. Mi sono messo in fila, ma sinceramente ero molto scoraggiato, perché credevo che non sarei mai entrato. Invece, nel giro di una ventina di minuti avevo già superato i controlli di sicurezza e ho iniziato la mia visita del Palazzo Reale.

All’interno non è consentito scattere foto né fare riprese video, quindi non ho materiale da mostrarvi. L’unico ambiente dove è consentito è la grande scalinata d’ingresso, progettata da Sabatini.

La costruzione del Palazzo Reale risale a metà del XVIII secolo, nel punto in cui sorgeva l’antica Alcazar araba, e re Carlo III fu il primo a usarlo come residenza reale. Il progetto iniziale fu realizzato da Filippo Juvarra, anche se a seguito della sua morte fu modificato ed eseguito dal suo allievo Giovanni Battista Sacchetti.

All’interno del Palazzo Reale

Il Palazzo Reale conta circa 2800 sale, di cui solo una piccola parte sono visitabili. Il giro completo dura circa 45 minuti, passando in ambienti copiosamente decorati, a testimonianza della grandezza della Spagna nei secoli scorsi.

Superata la grande scalinata, si entra nella Sala degli Alabardieri, utilizzata dalla guardia reale e decorata con arazzi alle pareti e un affresco sul soffitto realizzato da Giovanni Battista Tiepolo. Anche la Sala del Trono presenta un soffitto affrescato da Tiepolo, raffigurante l’allegoria della potenza della monarchia spagnola. I due troni sono stati realizzati per re Juan Carlos e la regina Sofia nel 1977 e presentano i loro ritratti.

Si passa agli Appartamenti del Re, appartenuti a Carlo III, primo monarca a risiedere nel Palazzo Reale di Madrid, e riccamente decorati: molto bella la stanza da letto del re con le pareti azzurre. La Stanza della Porcellana presenta le pareti completamente ricoperte da pannelli di porcellana, raffiguranti Bacco, ed era il luogo dove gli uomini fumavano mentre le donne si intrattenevano nell’adiacente Stanza Gialla.

Due ambienti mi hanno lasciato letteralmente a bocca aperta. Il primo è la Sala dei banchetti, riccamente decorata con stucchi e porcellane. La tavola apparecchiata alla perfezione è illuminata da ben 25 lampadari e può ospitare fino a 144 persone. Il secondo è la Capilla Real (Cappella Reale). Presenta un’unica navata sorretta da colonne in marmo nero e un soffitto completamente affrescato.

Durante la visita si possono anche vedere i documenti autografi dell’abdicazione di re Juan Carlos e il discorso di provlamazione di suo figlio, l’attuale re Filippo VI.

Museo Reina Sofía

Uscito dal Palazzo Reale, il sole e il cielo azzurro si erano fatti spazio tra le nuvole minacciose. Erano circa le 17:20 e la mia tappa successiva per la giornata era il Museo Reina Sofía, gratuito dalle 19. Avevo più di un’ora e mezza e ho quindi deciso di raggiungerlo a piedi, riuscendo a vedere altri angoli della città.

Arrivato davanti al museo, mi sono messo in fila. Alle 19 esatte lo staff ha aperto l’accesso per gli ingressi gratuiti e in pochi minuti ero già dentro. Il Reina Sofía è un museo di arte contempoaranea e la sua collezione permanente di circa 500 opere è esposta su due piani. Il percorso inizia dal secondo piano (se lo si vuole seguire secondo un ordine cronologico), dove nella sala 1 sono esposte opere del periodo precedente alla Seconda Guerra Mondiale.

Il percorso continua man mano fino ad arrivare alle sale 5 e 6 interamente dedicate a Pablo Picasso. Qui è custodita l’opera più famosa custodita in questo museo: il Guernica di Picasso. Purtroppo è severamente vietato fotografare l’opera, tanto che ai due lati della stessa erano appostate due addette dello staff che rimproveravano coloro che ci provavano. Continuando il percorso si possono ammirare altre opere, tra le quali figurano alcune di Salvador Dalí, Joan Mirò e tanti altri.

Con il Reina Sofía si è conclusa la mia prima giornata a Madrid. Dopo il museo sono andato a cena al Museo del Jamon (dove avevo comprato il bocadillo per pranzo) e lì ho cenato spendendo poco più di 10€, una caña di birra inclusa (33 cl).

Madrid in tre giorni: giorno 2

Il mio secondo giorno a Madrid è iniziato molto presto, perché avevo in programma di trascorrere la giornata a Toledo. Ma di questo vi parlerò in un altro post.

Sono tornato da Toledo con il treno delle 17:25, arrivando alla stazione ferroviaria di Atocha pochissimi minuti prima delle 18. Giusto in tempo per andare al Museo del Prado, sfruttando l’orario a ingresso gratuito. Prima però mi sono fermato a fare qualche fotografia al giardino tropicale che si trova proprio all’interno della stazione ferroviaria. Anche se non dovrete utilizzare treni durante il vostro viaggio a Madrid, vi consiglio di andare a vederlo.

Museo del Prado

Una volta arrivato davanti al Museo del Prado, ho trovato una fila lunghissima ed essendo già le 18:20, credevo che non sarei riuscito a entrare. Come era successo al Palazzo Reale il giorno prima, sono riuscito a entrare in pochi minuti, quindi non fatevi spaventare se trovate la coda!

Premetto che una visita al Museo del Prado fatta come si deve, richiede diverse ore, se non quasi un’intera giornata, soprattutto se siete amanti del genere. La mia è stata una visita di un’ora solamente. So che per molti questa cosa suonerà come un’eresia, ma il mio rapporto con le gallerie d’arte non è idilliaco. Non riesco a starci per tante ore, è più forte di me! 😀

Ad ogni modo, mappa del museo alla mano, avendo poco tempo ed essendo stanchissimo per i tanti chilometri percorsi a piedi a Toledo, sono andato alla ricerca dei quadri più famosi esposti: tra questi la Madonna del pesce e Ritratto di Cardinale di Raffaello, Davide e Golia di Caravaggio, il Cristo in pietà e un angelo di Antonello da Messina, il Baccanale degli Andrii, Carlo V a Mühlberg e la Danae di Tiziano, giusto per citarne alcuni. Poi sono presenti opere di Tintoretto, Veronese, El Greco, Velázquez, Goya, Tiepolo, Ruben, e molti altri.

Madrid in tre giorni: giorno 3

Finalmente dopo 2 giorni di pioggia, a Madrid splendeva un sole bellissimo. Per questo motivo ho deciso di vivere la giornata in mniera molto più rilassata, cercando di godermi il più possibile la città.

Sono partito da dove alloggiavo verso il Faro de Moncloa, nella parte occidentale di Madrid. Non si trova proprio in zona centrale, ma a circa 3,5 km dalla fermata della metro Gran Via. Ho deciso di raggiungerlo a piedi, perché volevo osservare la città camminando. È stato bello vedere anche zone non turistiche di Madrid.

Faro de Moncloa

Il Faro de Moncloa è una torre d’illuminazione installata nel 1992, quando Madrid fu Capitale Europea della Cultura. Svetta con i suoi 92 metri al centro del quartiere universitario, accanto al Museo de América, che espone tantissimi reperti pre-colombiani e coloniali. Ammetto che avrei voluto visitarlo, ma mi ero promesso quel giorno di godermi la città e stare il più possibile all’aria aperta.

Così mi sono limitato a salire sulla piattaforma panoramica del Faro de Moncloa. Da lassù si può godere di un panorama a 360 gradi sulla città. Quella mattina per fortuna non c’era foschia e quindi erano visibili anche le montagne della Sierra Guadarrama, oltre ai vari edifici pricipali della città. All’interno della piattaforma sono presenti dei pannelli esplicativi che mostrano i vari monumenti ed edifici visibili dalla torre.

Punti panoramici della Gran Via

Sceso dal faro, sono ritornato a piedi alla Gran Via. Mi sono fermato al centro commerciale El Corte Inglés accanto alla fermata della metro Callao. Non avevo intenzione di fare shopping, ma sono salito al nono piano del centro commerciale, dove oltre a vari bar e punti ristoro, c’è una terrazza panoramica da cui godere di un bel paesaggio sulla città.

Dopo aver scattato le mie foto, sono sceso e mi sono spostato al Círculo de Bellas Artes in Calle de Alcalá. Qui è possibile salire sulla sua terrazza (azotea), pagando un biglietto di 4 euro. Sono stati dei soldi ben spesi, perché il panorama è mozzafiato, il più bello visto durante quel viaggio. È molto carina anche la terrazza, dove c’è un bar con tavolini e un’area relax con sdraio.

Era arrivata l’ora di pranzo e la lunga camminata della mattina mi aveva messo tanta fame. Mi sono spostato in Plaza Mayor, dove nelle vicinanze, in Calle Botoneras, si trova un locale che prepara il tipico bocadillo de calamares, secondo molti il più buono di Madrid. Ho consumato il panino poggiato a una colonna di Plaza Mayor, spartendolo con i passerotti che mi si avvicinano ai piedi, aspettando che io lanciassi loro la briciola successiva.

Pomeriggio al Parque del Buen Retiro

Con la pancia pienissima, ho ripreso il mio giro. Quella bellissima giornata di sole non poteva non includere una passeggiata rilassante al Parque del Buen Retiro. Lungo il tragitto sono passato da Plaza de Cibeles, dove si trova l’omonima fontana e il bellissimo Palacio de Comunicaciones, sfortunatamente coperto dalle impalcature. Anche quell’edificio ha un punto panoramico, ma al momento è chiuso per i lavori di restauro. Poco più avanti sono passato davanti alla Puerta de Alcalá, prima di entrare nel parco.

Il Parco del Retiro è il polmone verde del centro di Madrid, un parco molto curato che offre uno spazio di oltre 125 ettari per rilassarsi, fare sport e svagarsi. Entrando dall’ingresso nord-occidentale nei pressi di Puerta de Alcalá e percorrendo il viale principale, Avenida de Méjico, s’incontra quasi subito la Fuente de Galápagos, una fontana decorata con tartarughe, rane e delfini commissionata da re Ferdinando VII in occasione del primo compleanno della figlia Isabella.

Poco più avanti si trova il Gran Éstanque, un lago artificiale di forma rettangolare dove è possibile fare anche un giro in barca a remi. Il lago è dominato dal Monumento ad Alfonso XII, costituito da una statua equestre del re e un colonnato semicircolare.

Proseguendo la passeggiata, ho visto la Fuente de la Alcachofa e Palacio de Velázquez. Questo edificio in mattoni rossi, tegole colorare e archi è stato progettato da Velázquez per ospitare una fiera mineraria nel 1883. Oggi è utilizzato come spazio espositivo.

Poco lontano si trova anche un altro edificio realizzato da Velázquez, il Palazzo di Cristallo. Fu costruito nel 1887 per ospitare l’esposizione di piante e fiori dalle Filippine e si affaccia su un laghetto. L’edificio è stato realizzato con una struttura in ferro e vetro, su ispirazione del Crystal Palace di Londra.

Ho proseguito il mio giro fino alla Fuente del Angel Caído (Fontana dell’Angelo caduto), ispirata al Paradiso Perduto di John Milton. Raffigura infatti la caduta dell’anglelo Lucifero, cacciato dal Paradiso per aver aver sfidato Dio.

Le mie ultime ore a Madrid

Con il Parco del Retiro si è conclusa l’esplorazione di Madrid. Ho passato il tardo pomeriggio in giro a caccia di souvenirs e poi subito in camera dopo cena. Purtroppo il mio volo di ritorno partiva alle 7:10 del mattino, quindi avrei dovuto prendere il bus notturno per l’aeroporto di Madrid alle 4:30.

Come detto all’inzio, avevo sentito pareri contrastanti su Madrid, ma devo dire che ha passato il test a pieni voti. Ah dimenticavo! Ci tengo a precisare che in questo itinerario non ho preso neanche un bus (fatta eccezione per il tragitto da/per l’aeroporto), né una metro, a dirla tutta non ho idea di come sia fatta la metropolitana a Madrid. 😀

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4 pensieri su “I miei tre giorni a Madrid: diario di viaggio e itinerario

  1. Alice

    Finalmente il giorno della mia partenza per Madrid è praticamente arrivato. Sono contenta di vedere che il mio itinerario è molto simile a quello seguito da te (perfino l’orario di rientro da Toledo è uguale!!!)
    Quando sarò lì guarderò con i miei e i tuoi occhi tutto quello che hai raccontato. Non vedo l’ora!!!

  2. Silvia The Food Traveler

    Anche io penso a Madrid da un po’ ma per un motivo o per l’altro i pensieri non si trasformano mai in qualcosa di concreto! Non perché non mi interessi, anzi, ma perché alla fine poi trovo altre offerte e Madrid passa in secondo piano. Speriamo prima della fine di quest’anno.
    Buon weekend 🙂

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