Toledo in un giorno: come arrivare da Madrid e cosa vedere

Se vi chiedete cosa vedere nei dintorni di Madrid, Toledo è un’ottima soluzione. La distanza tra Toledo e Madrid è di circa 75 chilometri e le due città sono ben collegate da treni e bus.

Durante la pianificazione del mio viaggio a Madrid, avevo visto delle foto bellissime di Toledo e letto anche delle buone impressioni da parte di persone che vi erano state. Avendo a disposizione solo tre giorni pieni, tuttavia non ero sicuro se includere Toledo nell’itinerario di viaggio fosse stata una buona idea, perché ciò avrebbe potuto comportare il sacrificio di alcune attrattive di Madrid.

La mia testardaggine e il fascino che Toledo indirettamente mi aveva già trasmesso dalle testimonianze degli altri, mi hanno convinto ancora di più ad andare. E così ho “fatto la pazzia”, studiando per bene l’itinerario e incastrando in modo ottimale gli orari per riuscire a non perdere nulla di Madrid.

Come arrivare a Toledo da Madrid

Durante la pianificazione del viaggio a Madrid mi sono subito chiesto se fosse stato possibile visitare Toledo in giornata. La risposta è sì. Qualora non abbiate a disposizione un mezzo proprio, le due città spagnole sono comodamente collegate da treni e autobus. Di seguito vi spiego la differenza tra le due opzioni:

  • Treno: il collegamento in treno da Madrid a Toledo è gestito dalla società Renfe mediante il servizio ad alta velocità che unisce le due città iberiche in circa 30 minuti. I treni partono dalla Stazione Puerta de Atocha ogni ora circa e il costo del biglietto è di 10,30€ a tratta. Trattandosi di treni ad alta velocità, il biglietto comprende la prenotazione del posto e dovrete utilizzare il biglietto solo per il treno prenotato. Per consultare gli orari dei treni, vi invito a visitare il sito di Renfe.
  • Autobus: Madrid e Toledo sono ben collegate anche tramite servizio autobus, gestito dall’azienda ALSA. I bus partono dal terminal Intercambiador Plaza Elíptica e sono previste corse dirette per Toledo con tempo di percorrenza di circa un’ora e altre con fermate intermedie con tempo di viaggio di circa un’ora e mezza. Ovviamente, il bus diretto è quello più conveniente. In entrambi i casi, il costo del biglietto è di 5,47€ a tratta. Per informazioni sugli orari e acquistare i biglietti (potete anche farlo sul momento), consultate il sito di ALSA.
  • Tour organizzati: esiste una terza opzione per andare a Toledo da Madrid, quella dei tour organizzati. Camminando per le strade di Madrid vedrete ovunque esercenti (soprattutto edicole) che vendono tour organizzati per Toledo e altre città dei dintorni di Madrid. Questa può essere un’opzione se non avete voglia di organizzare da soli e volete qualcosa di già programmato. Io posso segnalarvi questi tour organizzati.
cosa ho scelto per andare a toledo

Io ho scelto di andare in treno. L’idea di andare in autobus mi aveva stuzzicato parecchio, dato che avrei speso la metà. Dovendo fare i conti con il tempo a disposizione e tenendo conto del fatto che quel giorno alle 18 avevo in programma la visita al Museo del Prado, ho abbandonato l’idea di andare a Toledo in autobus. Il motivo principale è stata la lontananza del teminal Intercambiador Plaza Elíptica dal Museo del Prado. Al contrario, la Stazione Puerta de Atocha si trova a pochi minuti a piedi dal museo.

Cosa vedere a Toledo in un giorno: il mio itinerario

La mia giornata è iniziata molto presto. Avevo programmato di prendere il treno per Toledo delle 8:50. Sono partito dal mio hostal presto, perché non avevo acquistato i biglietti del treno in anticipo. Dopo aver comprato i biglietti e fatto colazione, ho superato i controlli di sicurezza per “passare all’area imbarchi”. Per prendere il treno in Spagna, si è sottoposti a controlli di sicurezza simili a quelli che siamo soliti fare in aeroporto.

Allo scoccare delle 8:50, né un secondo in più né uno in meno, il treno è partito alla volta di Toledo, per poi arrivare alle 9:23 in perfetto orario. Ad accogliermi c’era un leggera pioggerella che per fortuna si è diradata quasi immediatamente. La stazione di Toledo merita di essere osservata, perché si tratta di un edificio in stile arabeggiante, riccamente decorato anche all’interno. Si trova leggermente fuori dal centro città, tuttavia contrariamente a quanto sembri su Google Maps e a quanto si legge qua e là sul web, in circa dieci minuti a piedi è possibile arrivare alla Puerta de Alcántara sull’omonimo ponte sul fiume Tago.

Breve storia di Toledo

Toledo ha origini antiche. Basti pensare che il Puente de Alcántara risale all’epoca romana, sebbene poi gli arabi ne abbiano ampliato il progetto. Divenne capitale di Spagna sotto i Visigoti nel 554 a.C.; gli arabi conquistarono la città nel 712 e da quel momento Toledo iniziò a vivere un periodo di grande prosperità. Gli arabi permisero alle comunità cristiane ed ebree di continuare a professare il loro culto. Ecco spiegato perché oggi Toledo è definita la città delle tre culture. Camminando per la città, infatti, troviamo testimonianze di questo periodo di grande tolleranza.

Il re cristiano Alfonso VI conquistò la città nel 1085, mantenendo nella capitale di Spagna quel clima di tolleranza ch aveva segnato il periodo di dominazione araba. Con l’avvento dell’Inquisizione Spagnola iniziò la persecuzione nei confornti degli ebrei. L’economia ne risentì parecchio e la situazione peggiorò, quando Filippo II decise di trasferire la Corte, e di conseguenza il titolo di capitale del regno, a Madrid nel 1561.

La Cattedrale di Toledo

Oltrepassata la Puerta de Alcántara, è iniziata la grande salita verso il centro storico di Toledo. La città infatti sorge su un’altura e consiglio di indossare scarpe comode, perché le strade sono quasi tutte acciotolate.

Sono arrivato alla Cattedrale di Toledo all’apertura alle ore 10. Ho deciso di iniziare da qui il mio giro, perché sarebbe stata l’attrattiva che avrebbe richiesto più tempo per la visita, ma anche perché immaginavo che sarebbe stata la più affollata.

la cattedrale di toledo all’esterno

La Cattedrale di Toledo è dedicata a Santa Maria. Fu edificata tra il 1226 e il 1493 ed è uno dei massimi esempi di stile gotico in Spagna. La facciata si presenta con tre portali: troviamo la Puerta del Perdón al centro, la Puerta del Juicio Final a destra e la Puerta del Infierno a sinistra. Questi tre portoni sono tenuti chiusi e vengono aperti solo in determinate occasioni. L’ingresso per le visite è sulla porta laterale. Ai due lati si trovano due torri campanarie. La prima, la più alta e sormontata da una guglia, è visitabile e custodisce La Gorda, la campana più grande della Spagna. L’altra torre è rimasta incompiuta ed è stata chiusa da una cupola.

la cattedrale di toledo all’interno

La cattedrale è suddivisa in cinque navate, divisea loro volta da 88 colonne, è lunga 120 metri e alta 59. All’interno sono custodite delle vere e proprie opere d’arte, che si rivelano al visitatore man mano che compie il suo giro. Da non perdere assolutamente sono il coro, situato al centro della navata principale e con pregevoli stalli intarsiati che raffigurano episodi della riconquista cristiana di Granada; la cappella maggiore e la sua pala tardogotica con statue policrome, in cui vengono raccontati episodi del Nuovo Testamento. Andando nella zona dell’abside, è possibile vedere El Transparente, un’opera scultorea che culmina con un oculo da cui entra la luce solare, circodato da statue di angeli e arcangeli posti in diverse posture.

La sacrestia inoltre ospita varie opere di Raffaello, Rubens, Velázquez, Goya, Tiziano, El Greco. Mi è anche piaciuto molto il chiostro adiacente, accessibile direttamente dall’interno della Cattedrale attraverso una porta. Passerete sicuramente da lì per salire sulla torre campanaria.

Uscito dalla Cattedrale, mi sono diretto in Plaza del Ayudamiento, dove la Cattedrale di Toledo si affaccia. In questa piazza si può anche ammirare l’edificio del Municipio (Ayudamiento) della città.

La Iglesia del Salvador

Dopo aver fatto le mie fotografie, ho ripreso il mio giro tra le stradine del centro storico di Toledo. Avevo tante cose da vedere, anche se il cielo minacciava a tratti pioggia.

Una volta entrato nella Iglesia del Salvador, ho acquistato la Pulsera Turística de Toledo. Si tratta di un braccialetto (di carta) che costa 9 euro e vi consente di entrare in sette monumenti di Toledo: il Real Colegio de Donzellas Nobles, la Iglesia de los Jesuitas, San Juan de los Reyes, la Mezquita del Cristo de la Luz, la Iglesia de Santo Tomé, la Iglesia del Salvador e la Sinagoga de Santa María la Blanca. Il braccialetto ha validità di 10 anni. Questo significa che potrete utilizzarlo anche in un viaggio successivo. Bella notizia! Dove sta la fregatura? Dovrete essere tanto bravi da non romperlo. Io ho dovuto romperlo, perché non veniva via dal mio braccio in altro modo. Però, magari voi avrete più fortuna di me!

La Iglesia del Salvador è una delle chiese medievali con più resti tra le sue mura di edifici tardo romanici e visigoti. Dal IX secolo fu una moschea, orientata a sud-est. Conserva una torre campanaria sul minareto primitivo della moschea, resti di un patio con archi arabi sul cimitero cristiano e soprattutto, un pilastro unico del periodo paleocristiano o visigoto, con scene della vita di Cristo. Diventò una chiesa dedicata al Santissimo Salvatore durante il regno di Alfonso VII (XII secolo).

La tappa successiva del mio giro doveva essere la vicina Iglesia de Santo Tomé, ma quando sono passato era in corso una funzione religiosa e quindi le visite erano sospese. Sono tornato successivamente per due volte, ma l’ho trovata chiusa. Alla fine ho dovuto rinunciare.

Sinagoga de Santa María la Blanca

Ho continuato a camminare per le viuzze del centro di Toledo fino ad arrivare alla Sinagoga de Santa María la Blanca. L’edificio è stato edificato nel 1180 per ospitare la sinagoga della città e mantenne questa funzione fino al 1391, quando vi fu una rivolta antiebraica. La sinagoga venne espropriata e trasformata in chiesa. Oggi appartiene ancora alla Chiesa Cattolica, ma non viene più utilizzata come luogo di culto.

È un edificio in stile mudéjar, creato da scalpellini moreschi. Il termine mudéjar si riferisce infatti ai musulmani che rimasero a vivere in Spagna dopo la Reconquista terminata nel 1492. La Sinagoga de Santa María la Blanca presenta pareti bianche e lisce, fatte di mattoni, archi a ferro di cavallo e pilastri ottagonali, decorazioni geometriche sui fregi e motivo vegetale sui capitelli dei pilastri. Tutte queste caratteristiche e la distribuzione degli spazi, con le cinque navate formate dal susseguirsi di archi a ferro di cavallo sostenuti da pilastri, tendono a ricordare la tipologia tipica di una moschea.

Monasterio de San Juan de los Reyes

Nelle vicinanze della Sinagoga de Santa María la Blanca si trova una delle cose che amato di più di Toledo: il Monasterio de San Juan de los Reyes. Fu costruito dai monarchi cattolici, in segno di ringraziamento per la vittoria nella battaglia di Toro nel 1476. Con questa vittoria fu definitivamente risolta la guerra per la successione al trono a favore della principessa Isabella, sorella del defunto re Enrico IV, già sposata con Fernando.

Lo stile scelto è il gotico, del tipo descritto come fiammingo-spagnolo o del regno dei re cattolici, un’unione di gotico dalle Fiandre, dalla Francia e dalla Germania con il dominio degli spazi e dei tetti basati su complesse volte costellate di pietra con il Mudéjar sviluppato in Castiglia, d’ispirazione musulmana, amante del lusso decorativo su intonaco e legno. Lo stile mudéjar lo si trova soprattutto sul soffitto del secondo piano del chiostro.

La chiesa è stata completata nel 1495 e corrisponde pienamente allo stile del periodo di Isabella di Castiglia, cioè con una sola navata e cappelle a nicchia laterali. Il chiostro è coevo alla chiesa e ospita un giardino popolato da mirti, cipressi, aranci, e melograni che profumano l’aria e danno delle bellissime note cromatiche all’edificio.

Iglesia de San Ildefonso (Chiesa dei Gesuiti)

Sarei rimasto delle ore all’interno del Monasterio de San Juan de los Reyes, ma purtroppo il tempo stringeva e avevo altre cose da vedere. Ho ripreso il mio cammino con un cielo che minacciava pioggia. Dopo essermi perso un paio di volte tra i vicoletti del centro di Toledo (per giunta con Google Maps alla mano), sono finalmente arrivato alla barocca Chiesa dei Gesuiti.

È dedicata a San Ildefonso, santo patrono di Toledo. La sua costruzione iniziò nel 1629 e durò circa cento anni. Sorge su terreni acquisiti dall’Ordine dei Gesuiti e che furono il luogo di nascita di San Ildefonso, al quale la chiesa è intitolata. L’interno della chiesa interamente di colore bianco si presenta con un’unica navata a croce latina, sormontata da una grande cupola.

La parte esterna della cupola, a causa delle sue dimensioni e della posizione della chiesa, è uno dei punti più alti di Toledo, oltre alla Cattedrale di Santa María e all’Alcazar, verso le quali regala una vista straordinaria. È possibile salire sulle torri dove, oltre al panorama su Toledo, è possibile vedere tre campane di bronzo. La vista da lassù è da mozzare il fiato, sebbene la pioggia abbia tentato di rovinarla.

Mezquita del Cristo de la Luz

Uscito dalla Chiesa dei Gesuiti ha iniziato a piovere con insistenza. Nei paraggi non ho trovato un posto dove ripararmi, visto che i balconi lì sono molto stretti. Così, ho continuato a camminare alla volta della Moschea del Cristo della Luce.

È stata costruita nel 999 in stile mudéjar e sorge in un’area della città un tempo abitata da musulmani facoltosi. Una leggenda narra che durante l’ingresso trionfale di re Alfonso VI, il cavallo di El Cid di inginocchiò davanti alla moschea come segno di venerazione verso un’immagine del Cristo rimasta nascosta durante gli anni della dominazione musulmana. L’edificio fu convertito in luogo di culto cristiano, quando re Alfonso VII lo donò all’Ordine dei Cavalieri di San Giovanni.

L’interno ha dimensioni sono davvero contenute, solo otto metri per otto, diviso in tre navate da quattro colonne, che creano nove ambienti quadrati sormontati da volte diverse tra loro. I suoi elementi decorativi sembrano richiamare lo stile della Mezquita di Córdoba.

Alcazar di Toledo

Quando sono uscito dalla Mezquita, il sole era fortunatamente tornato in cielo. Era abbondantemente ora di pranzo e ho deciso di comprare un bocadillo de jamon ibérico da mangiare al volo camminando.

Sono arrivato davanti all’Alcazar e dopo aver fatto delle foto all’esterno, ho deciso di entrare. L’Alcazar si trova nella parte più alta di Toledo e domina su tutta la città. Oggi ospita il Museo dell’Esercito. Ero indeciso se visitare l’interno o meno. Non sono un grande appassionato di eserciti, guerre e armi, quindi temevo che il museo potesse annoiarmi un pochino. Alla fine ho deciso di entrare, perché ero curioso di vedere l’edificio e il cortile interno. Così, ho pagato i 5 euro per l’ingresso. Come temevo, il museo non mi ha entusiasmato molto. Probabilmente è solo una questione di gusti personali, perché il museo in sé è ben strutturato. Forse è più adatto a persone appassionate di storia, battaglie ed eserciti.

Mirador del Valle

Sono uscito dal Museo dell’Esercito intorno alle 15:45. Avevo acquistato il biglietto per il treno delle 17:25 per tornare a Madrid. Ma c’era un’ultima cosa che volevo assolutamente fare prima di andare via. Volevo andare al Mirador del Valle, un punto panoramico che si trova fuori da Toledo, più precisamente su un’altura sull’altra sponda del fiume Tago. Da lì si può godere del panorama più bello sulla città di Toledo e scattare la foto da cartolina che ogni visitatore deve portarsi a casa. Quindi perché non avrei dovuto farlo anch’io?

la mia (piccola) impresa per arrivare al mirador del valle

Consultando Google Maps, ho visto che avrei potuto raggiungere il Mirador del Valle in circa 40 minuti. Oltre ad andare a piedi, può essere raggiunto anche comodamente con i bus hop-on/hop-off (quelli rossi a due piani per i turisti, per intenderci) o con un simpatico trenino. Le persone normali avrebbero fatto così, ma non io ovviamente. Non avevo voglia di pagare il biglietto, a maggior ragione sapendo che comunque al ritorno sarei dovuto tornare a piedi, perché il bus o trenino mi avrebbe riportato in centro e io avevo il treno alle 17:25. Quindi non avrei mai fatto in tempo e perso il biglietto, oltre alla visita del Museo del Prado a quel punto saltata.

Così, mi sono messo in marcia, nel vero senso del termine, perché ho iniziato a camminare a passo molto veloce. Dall’Alcazar sono sceso (per fortuna la strada era tutta in discesa), ho oltrepassato il Puente de Alcántara su cui ero passato al mattino e mi sono inserito su una strada extraurbana con marciapiede. Ho camminato (forse dovrei dire corso) per circa 20 minuti, e l’ultimo tratto è stato un po’ faticoso da fare a passo sostenuto, dato che era in salita con una pendenza importante. Ma alla fine ce l’ho fatta e mi sono ritrovato davanti a questo panorama mozzafiato.

La corsa e la fatica erano state abbondantemente ripagate con quel panorama. Ma sfortunatamente ho potuto goderne solo per pochi minuti, giusto il tempo di scattare qualche foto e registrare un video. Mi sono rimesso in marcia e sono arrivato alla stazione di Toledo in perfetto orario per prendere il treno di ritorno per Madrid.

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