Cosa vedere a Siviglia in tre giorni: itinerario e informazioni utili

Ho iniziato il mio tour dell’Andalusia da Siviglia, dove mi sono fermato per tre giorni pieni. Quando sono stato a Siviglia in gita scolastica 13 anni fa, la mia permanenza era stata di poche ore e, per quanto mi fosse piaciuta, non avevo avuto modo di godermi la città e conoscerla approfonditamente. Adesso che l’ho visitata come si deve, posso affermare che il detto ¡Quien no ha visto Sevilla, no ha visto maravilla! (chi non ha visto Siviglia, non ha visto la meraviglia) è pura verità. Questi tre giorni a Siviglia mi hanno fatto innamorare follemente della città, tanto che ad oggi la considero uno dei posti dove andrei a vivere. Ma adesso iniziamo a parlare di cosa vedere a Siviglia in tre giorni, visto che siete qui per questo. 😁

Indice dei contenuti

Come arrivare al centro di Siviglia dall’aeroporto

Il mio volo Ryanair da Catania a Siviglia è partito con qualche minuto di ritardo e sono atterrato nella città andalusa alle 13:45. Giusto il tempo delle operazioni di sbarco e in pochi minuti ero già fuori dal terminal arrivi, pronto a raggiungere il centro città.

Arrivare al centro di Siviglia dall’aeroporto è molto semplice. Proprio davanti alla porta di uscita del terminal si trova la fermata del bus linea EA che collega l’aeroporto di Siviglia con il centro città. Il servizio è offerto dalla azienda del trasporto pubblico Tussam e il costo del biglietto è di 4 euro, acquistabile direttamente a bordo. Il bus collega l’aeroporto con la stazione dei bus di Plaza de Armas, facendo varie fermate intermedie, tra cui la stazione ferroviaria Santa Justa e la Torre del Oro. Per maggiorni informazioni e gli orari delle corse, potete consultare il sito della Tussam.

In alternativa, se siete troppo carichi o volete viaggiare in comodità, potete raggiungere il centro di Siviglia dall’aeroporto in taxi, pagando circa 20-25 euro.

Dove dormire a Siviglia

Il bus ha impiegato circa 30 minuti per arrivare a Plaza de Armas dall’aeroporto, complice anche il poco traffico a quell’ora della domenica pomeriggio. Per le prime due notti ho alloggiato all’Hostal Jentoft, a 5 minuti a piedi dalla stazione dei bus di Siviglia. Mi hanno assegnato una stanza doppia con letti singoli, molto semplice e accogliente, e un bagno molto pulito e spazioso. Uno dei punti forte di questo affittacamere è la posizione, a 5 minuti dal Puente de Triana sul fiume Guadalquivir. Da questa zona è possibile raggiungere a piedi tutte le attrattive, quindi risparmiando sui mezzi pubblici.

L’ultima notte del mio viaggio in Andalusia, ho invece alloggiato presso l’Hostal Roma, sempre nella stessa zona. Purtroppo il primo hostal non era disponibile per quella notte e ne ho dovuto cercare un altro, ma sono stato comunque contento della scelta fatta. L’ambiente era tranquillo e la pulizia ottima.

Se state cercando dove dormire a Siviglia spendendo poco, queste due strutture hanno un ottimo rapporto qualità-prezzo.

Cosa vedere a Siviglia

Giorno 1

Preso possesso della mia camera, ho immediatamente lasciato il bagaglio e iniziato con l’esplorazione di Siviglia. Sono uscito dall’hostal poco prima delle 16. Da lì ho camminato lungo il fiume Guadalquivir per una ventina di minuti per raggiungere il Barrio de la Macarena.

La Basilica della Macarena

Ho deciso di iniziare il mio itinerario di tre giorni a Siviglia dalla Basilica della Macarena. Il motivo è semplicemente logistico, perché di tutte le attrattive di Siviglia, questa è secondo me la più decentrata. Nei due giorni successivi avrei avuto difficoltà a tornare in zona… anche se comunque parliamo di brevi distanze!

Il nome intero di questo luogo di culto è Basilica de Santa María de la Esperanza Macarena. Costruita tra il 1941 e il 1949, la basilica è uno dei luoghi di culto più importanti di Siviglia, perché al suo interno è custodita la statua della Virgen de la Esperanza Macarena. Questa statua secentesca raffigura la Madonna addolorata per la morte del Figlio ed è adornata con abiti sontuosi e una corona d’oro. È una delle statue più venerate dalla comunità religiosa della città, tanto da essere portata in processione durante le famosissime celebrazioni della Semana Santa di Siviglia.

Barrio de la Macarena

Uscito dalla Basilica della Macarena, ho iniziato a passeggiare senza meta tra le stradine del quartiere. Il Barrio de la Macarena è sicuramente la zona più vicina al centro, dove poter vedere la Siviglia più autentica e meno turistica. Ovviamente, a parte abbandonarsi tra le stradine variopinte del quartiere, dove il bianco e l’ocra la fanno da padrone, ci sono anche diverse cose da vedere. Ad esempio i resti delle mura romane, proprio accanto alla Basilica della Macarena, il Convento de Santa Paula con la sua torre campanaria e il portale gotico decorato con azulejos. Nel Barrio de la Macarena si trova anche una delle piazze più famose di Siviglia, la Alameda de Hercules. Questa piazza è conosciuta soprattutto per i suoi locali, quindi potrebbe essere un’idea per quando cercherete posti dove mangiare a Siviglia.

Le vie dello shopping di Siviglia

Camminando lungo il Barrio de la Macarena in direzione del centro di Siviglia, sono arrivato al Metropol Parasol (di cui vi parlerò più avanti). Avevo in programma di salire su questo punto panoramico, ma ha iniziato a piovere proprio mentre mi trovavo ai suoi piedi. Mi sono riparato sotto un porticato nelle vicinanze e ho aspettato che spiovesse. Ovviamente ho rimandato il Metropol Parasol a un altro giorno.

Appena ha smesso di piovere ho percorso Calle Laraña, Calle Martin Villa e un tratto di Calle Campana, fino ad arrivare alla pasticceria La Campana. Sebbene sia una pasticceria storica di Siviglia, aperta sin dal 1885, e gli ambienti molto raffinati, i prezzi dei prodotti non erano proibitivi. Quindi potrebbe essere un’idea per concedervi una sosta per un dolcino mentre visitate Siviglia.

Calle Sierpes

Ho imboccato la strada che fa angolo proprio con la pasticceria. Questa è Calle Sierpes (o Calles de la Sierpe), una delle vie commerciali più importanti di Siviglia. Un tempo si chiamava Calle Espaderos, perché qui si concentravano le officine dove venivano forgiate le spade. Dal XV secolo si iniziò a parlare di Calle de la Sierpe in alcuni documenti ufficiali. Forse questo cambio di nome fu dovuto al fatto che in zona risiedesse la famiglia De La Sierpe, anche se esiste una leggenda che ruota attorno a questa via.

La leggenda narra che nel XV secolo iniziò a verificarsi la sparizione di bambini che vivevano nella zona. C’era chi dava la colpa agli ebrei, chi ai mori, ma nessuno sapeva che fine avessero fatto questi bambini scomparsi. Un giorno, però, un forestiero scoprì nelle antiche fogne della città scavate dai romani, un grande serpente e i resti dei poveri bambini scomparsi. L’uomo uccise il serpente e il suo corpo fu esposto in Calle Espaderos, dove gli abitanti di Siviglia incuriositi andavano a vederlo. Essendo rimasta impressa nella mente dei sivigliani l’immagine del sepente esposto in quella strada, col passare del tempo la via iniziò a essere chiamata Calle de la Sierpe, perdendo il nome originario. Un po’ macabra come leggenda, vero?

Barrio Santa Cruz

Calle Sierpes si snoda da Calle Campana fino a Plaza de San Francisco, dove si trova il municipio di Siviglia. Arrivato qui, ho imboccato Avenida de la Constitución, una strada commerciale molto elegante, quasi del tutto pedonale…occhio solo ai tram e alle biciclette!

Giunto alla Cattedrale di Siviglia, ho abbandonato Avenida de la Constitución per addentrarmi tra le stradine del Barrio Santa Cruz. Questo è un quartiere molto caratteristico e colorato, ma anche molto turistico. Qui infatti si trovano molti locali dove mangiare a Siviglia e negozi di souvenirs.

Ho camminato senza meta per un bel po’, girando tra le stradine intorno alla Cattedrale, scoprendo degli angoli della città davvero carini. Uno dei luoghi che mi ha colpito di più è Plaza de la Alianza. È una piccola piazza a ridosso delle mura della Real Alcázar, molto semplice, con una piccola fontana al centro e piante di agrumi.

Intorno alla Cattedrale ho trovato tantissimi locali dove mangiare tapas a Siviglia (e non solo tapas). Ce ne sono parecchi, soprattutto concentrati su Calle Alemanes, Calle Álvarez Quintero e Calle Mateos Gago.

Non era ancora ora di cena, soprattutto qui a Siviglia (e in Spagna in generale), dove si tende a cenare molto più tardi rispetto all’Italia. Avevo ancora a disposizione più di un’ora di luce prima del tramonto, così ho deciso di andare a vedere la piazza più famosa di Siviglia, Plaza de España. È stato molto piacevole anche il tragitto che ho seguito per arrivarci dal Barrio Santa Cruz, passando da Puerta de Jerez e Calle San Fernando. Visitare Siviglia in primavera è una gioia per gli occhi e l’olfatto. Camminando infatti si vedono tantissimi alberi fioriti con colori meravigliosi, piante di agrumi con ancora alcuni frutti attaccati e altri con le prime zagare che inebriano con il loro profumo.

Plaza de España

Sono arrivato in Plaza de España e mi si è presentata davanti agli occhi in tutta la sua maestosità. La piazza si trova all’interno del Parque de María Luisa. A differenza di altre attrattive di Siviglia che raccontano la storia della città, Plaza de España è stata realizzata a inizio del Novecento, più precisamente tra il 1914 e il 1928 in occasione dell’Esposizione Iberoamericana di Siviglia del 1929.

Si presenta come una piazza semicircolare, del diametro di 170 metri, con un unico edificio con porticati e due torri. La piazza ha una superficie totale di 500 mila metri quadrati, di cui 19 mila sono occupati da edifici, sede oggi di uffici governativi. La forma semicircolare dell’edificio rappresenta l’abbraccio della Spagna alle sue colonie. Inoltre, esso è rivolto verso il fiume Guadalquivir, considerato idealmente la via verso le Americhe. L’edificio, inotre, presenta 48 banchi, ognuno dei quali rappresenta le province spagnole, mediante dei pannelli decorati con mosaici e mappe della provincia corrispondente. Al centro si trova una grande fontana intitolata all’architetto che ha ideato la piazza.

Oltre ai mattoni rossi (che sembrano infuocarsi al tramonto, secondo me l’ora migliore per andare a vedere la piazza), l’edificio presenta anche azulejos, le tipiche piastrelle in ceramica della tradizione sivigliana. Si possono ammirare nelle scalinate interne per salire al livello superiore dell’edificio, sui ponti e sulle balaustre attorno ai canali. Sì, perché ho dimenticato di dirvi che in Plaza de España c’è anche un canale artificiale che segue la forma semicircolare dell’edificio, dove è possibile noleggiare una barca a remi. Il canale con i ponti sembra quasi una piccola riproduzione di Venezia.

Plaza de España è anche il luogo dove poter vedere uno spettacolo di flamenco gratis a Siviglia. Qui infatti, se siete fortunati, potete trovare degli artisti di strada che suonano e ballano il flamenco. Solitamente li trovate sotto le arcate centrali dell’edificio.

Giorno 2

Sono uscito dall’hostal intorno alle 8:30 e, dopo la colazione, ho raggiunto con molta calma la Real Alcázar. Avevo in programma una giornata molto piena ed ero un pochino preoccupato perché le previsioni meteo davano pioggia dalle 11 fino a tardo pomeriggio.

Real Alcázar

Sono arrivato alla Real Alcázar alle 9:10 circa e già c’era molta gente in fila, nonostante l’apertura fosse alle 9:30. Io avevo acquistato il biglietto online, quindi mi sono messo ad aspettare nella fila di coloro che avevano già il biglietto d’ingresso. A tal proposito, vi consiglio di acquistare il biglietto in anticipo, perché in altri momenti in cui mi è capitato di passare da lì, ho visto delle file lunghissime.

Alle 9:30 in punto hanno aperto il portone d’ingresso e ho potuto cominciare la mia visita della Real Alcázar, esplorando le varie sezioni del palazzo, i patios e i rigogliosi giardini. Proprio quando dovevo cominciare la visita dei giardini, è arrivata puntuale la pioggia che per fortuna è durata solo una quindicina di minuti. Tra il palazzo e i giardini, la visita è durata circa 3 ore e mezza. Non mi dilungo molto sulla visita alla Real Alcázar di Siviglia perché troverete prossimamente un intero articolo a lei dedicato.

Museo Taurino de la Real Maestranza de Caballería de Sevilla

Sono uscito dalla Real Alcázar intorno all’una e, dopo un pranzo veloce a base di empanadas, ho raggiunto la Plaza de Toros di Siviglia. Essendo lunedì, la visita al Museo Taurino de la Real Maestranza sarebbe stato gratuita dalle 15 alle 19. Sono arrivato intorno alle 14 e già c’erano diverse persone in fila ad aspettare l’orario a ingresso gratuito. Mi sono messo in fila sotto la pioggia, che è diventata consistente e a tratti forte durante l’attesa.

La Plaza de Toros de la Real Maestranza è la arena per le corride più antica di Spagna e una delle più importanti al mondo, insieme Las Ventas di Madrid. Si trova in Paseo de Cristóbal Colón, lungo il fiume Guadalquivir, e si presenta come un edificio dalla facciata barocca, di colore bianco e ocra.

Una volta entrato, la visita del Museo Taurino de la Real Maestranza è durata circa 45 minuti. La ragazza che ha fatto da guida al mio gruppo, ha spiegato sia in spagnolo sia in inglese come avviene una corrida e mostrato i vari spazi del museo. Ad esempio, la sala delle stampe, dove sono custoditi dipinti e stampe a tema taurino, tra cui alcune preziose di Francisco de Goya; l’antica infermeria, dove venivano curati i toreri feriti o la cappella, dove i sono soliti pregare prima di sfidare i tori. Nelle sale del museo sono inoltre esposti vari oggetti appartenuti a toreri famosi e altri che ricordano corride storiche. La visita si è conclusa con l’ingresso nell’arena, anche se il tutto è stato rovinato dalla pioggia.

Ci tengo a precisare che non sono a favore della corrida e che quindi la visita al Museo Taurino de la Real Maestranza era intesa come visita a un monumento e all’approfondimento di un aspetto della cultura spagnola, quale la tauromachia… poi si può essere a favore o contro, ognuno è libero di pensarla come crede.

Casa de Pilatos

Sono uscito dalla Plaza de Toros alle 16:15 circa. Non la smetteva di piovere e le nuvole carichissime di pioggia sembravano ferme e immobili su Siviglia (in realtà pioveva in tutta l’Andalusia). Sotto la pioggia, in circa 20 minuti a piedi ho raggiunto Casa de Pilatos, anch’essa a ingresso gratuito il lunedì pomeriggio dalle 15 alle 19. Sono arrivato e ho trovato una fila indicibile. Credevo davvero che non sarei riuscito a entrare. Mi sono messo comunque in coda, nonostante piovesse. Alla fine sono riuscito a entrare alle 18 e fortunatamente ha smesso di piovere pochi minuti prima di entrare.

Casa De Pilatos è infatti famosa per due cose in particolare: gli azulejos e i patios. Sarebbe stato davvero un peccato non riuscire a vederli col sole. La costruzione dell’edificio è risalente al XV secolo, per volere di Pedro Enriquez de Quiñones e da sua moglie Catalina de Rivera. Casa de Pilatos è un misto di stili architettonici che spaziano dal rinascimentale italiano, al mudéjar andaluso. Nel suo periodo di maggiore splendore, Casa de Pilatos era considerata una delle case nobiliari più belle di Siviglia e un modello da seguire.

Appena si entra si viene accolti nel patio principale di Casa de Pilatos, con un porticato su tutto il perimetro, una fontana centrale, 4 grandi statue agli angoli e 24 busti di imperatori romani in stile rinascimentale. Le pareti sono interamente ricoperte da azulejos in diversi motivi, mentre gli archi del porticato sono in stile arabeggiante mudéjar.

È possibile visitare gli spazi interni, tutti decorati con azulejos coloratissimi. Altrettanto bellissimi sono i due giardini di Casa de Pilatos.

Sono uscito da Casa de Pilatos intorno alle 19. Un pochino stanco, ho fatto una lunga passeggiata fino in Plaza de España, dove sono rimasto fino al tramonto.

Giorno 3

Anche questa giornata è iniziata alle 8:30 circa. Sono uscito dall’hostal e non potevo credere ai miei occhi. C’era la nebbia! Dopo la pioggia del giorno prima, ci mandava pure questa. Proprio quel giorno che avevo in programma, tra le altre cose, i punti panormaici di Siviglia.

Parque de María Luisa

La prima tappa della mia terza giornata a Siviglia è stata il Parque de María Luisa. Sarebbe stato ideale visitare il parco principale di Siviglia con una bella giornata di sole, per poterne apprezzare ancora di più i colori, ma mi sono accontentato di quella mattinata nebbiosa. Per raggiungerlo, ho camminato lungo il fiume Guadalquivir fino a Glorieta los Marineros. Da qui sono entrato nel parco, anche se i punti di accesso sono diversi.

Il Parque de María Luisa fu realizzato su richiesta del duca di Montpellier, dopo l’acquisto di Palazzo San Telmo. La moglie del duca, Maria Luisa di Borbone, donò il parco alla città di Siviglia nel 1893 e per questo motivo oggi porta il suo nome. Il parco è stato scelto come location per l’Esposizione Iberoamericana del 1929 e ciò ha influito molto alla sua estetica. Per l’occasione, come detto sopra, sono state realizzate Plaza de España e Plaza de America, dove sorgono la maggior parte dei padiglioni dell’esposizione.

Il parco è molto curato e la primavera a mio avviso è il periodo più bello per visitarlo. Si possono vedere diverse specie di piante, come roseti, acacie e tipi di fiori provenienti da tutto il mondo. Diverse sono le fontane decorate con ceramiche tipiche sivigliane (ad esempio la Fuente de las Ranas) e gli stagni, dove vivono diversi uccelli acquatici. Camminando troverete anche il Monte Gurugù, una piccola montagna artificiale, con una glorieta sulla sommità e una piccola cascata.

La parte che sicuramente attira di più i visitatori è Plaza de America. È delimitata da tre edifici costruiti come padiglioni per l’Esposizione Iberoamricana del 1929 e che oggi ospitano il Museo Archeologico di Siviglia, il Museo delle Arti e dei Costumi (bellissimo edificio in stile mudéjar) e il Padiglione Reale. Al centro della piazza si possono ammirare delle aiuole curatissime e una fontana, dove il Museo delle Arti e dei Costumi si specchia perfettamente.

Torre del Oro

Sono uscito dal Parque de María Luisa intorno alle 10:30 e ho ripercorso a retroso il tragitto seguito quella mattina lungo il fiume Guadalquivir, fino alla Torre del Oro.

La Torre del Oro è oggi uno dei monumenti simbolo di Siviglia e rappresenta una delle maggiori testimonianze della dominazione araba, insieme alla Torre Giralda. Costruita nel XIII secolo, la Torre del Oro fungeva da torre di avvistamento per controllare gli ingressi a Siviglia attraverso il fiume Guadalquivir, ed era inglobata nelle antiche mura della città. Deve al suo nome al colore dorato del suo riflesso sul fiume. Secondo alcuni era conseguenza degli azulejos dorati che ricoprivano la sua facciata. Di recente, invece, si è scoperto che questo colore deriva da una particolare combinazione di malta, calce e paglia.

Oggi la Torre del Oro ospita il Museo Navale che espone vari oggetti, documenti e testimonianze della storia navale di Siviglia e dell’importanza del fiume Guadalquivir per la città. Salendo al piano superiore, si può ammirare un bel panorama sul fiume e il quartiere di Triana da un lato, e la Cattedrale e la Torre Giralda dall’altro. Il prezzo del biglietto è di 3 euro, ma il lunedì l’ingresso è gratuito tutta la giornata.

La Cattedrale di Siviglia

Tornato coi piedi per terra, ho raggiunto in pochi minuti la Cattedrale di Siviglia. Avevo acquistato il biglietto d’ingresso pochi giorni prima della partenza e per fortuna l’ho fatto. Ho trovato infatti una fila esagerata di gente in attesa per la biglietteria. Io invece, sono riuscito a entrare senza problemi alle 12:15, orario da me scelto per la visita. Quindi conviene comprare anche questo biglietto in anticipo.

Come era accaduto 13 anni fa, appena entrato all’interno mi sono sentito minuscolo. Impressiona per le sue dimensioni maestose e non a caso la Cattedrale di Siviglia è tra i luoghi di culto cristiani più grandi del mondo. Dopo la conquista di Siviglia da parte dei cristiani nel 1248, l’antica moschea Almohadi inziò a essere usata come cattedrale intitolata a Santa María de la Sede.

Tuttavia, con il passare dei decenni ci si rese conto che l’edificio era parecchio usurato, così si ordinò la sua demolizione e nel 1401 avvenne la posa della prima pietra della Cattedrale. L’intento del clero di Siviglia era quello di costruire una cattedrale così grande che le generazioni future avrebbero dovuto considerarli pazzi. Credo che siano riusciti nell’intento, ma ringrazio la loro pazzia, dato il risultato raggiunto. Lo stile predominante è quello gotico, ma a causa di rifacimenti e amplicamenti avvenuti nei secoli successivi, si possono trovare anche elementi rinascimentali, barocchi e neogotici.

Dell’antica moschea rimangono solo alcuni elementi della Puerta del Perdón in Calle Alemanes. All’interno sono tante le bellezze che lasciano senza parole, come il grande retablo dorato della Capilla Mayor e le diverse cappelle minori. Se vedete un punto della cattedrale gremito di visitatori, allora andate sicuri che lì si trova la Tomba di Cristoforo Colombo. Ci sono varie leggende che ruotano attorno alla sua tomba. C’è chi dice che non ci sia lui nel feretro, ma il figlio; chi dice che ci siano solo alcune parti del suo corpo. Le ultime analisi sul DNA avrebbero dimostrato che si tratta proprio del grande navigatore genovese.

Sulla Cattedrale di Siviglia ci sarebbe molto da scrivere, quindi prossimamente troverete di sicuro un intero articolo a lei dedicato.

La Giralda

Sebbene faccia parte del complesso della Cattedrale, la Giralda merita un discorso a parte. Oggi campanile della Cattedrale di Siviglia, secoli fa era il minareto dell’antica moschea. Deve il suo nome alla presenza di una statua alta 4 metri, il Giraldillo, che funge da banderuola. Potete ammirare una copia del Giraldillo davanti all’ingresso principale della Cattedrale.

Salire in cima alla Giralda non è affatto faticoso. All’interno infatti non sono presenti scale (solo pochissime proprio alla fine della salita). Si sale attraverso 34 rampe senza gradini. Queste consentivano al muezzin di salire sul minareto facilmente a piedi o sul dorso di un cavallo.

La salita alla Giralda è inclusa nel biglietto d’ingresso della Cattedrale. La torre è inoltre visibile da molti punti del centro di Siviglia, ma se volete ammirarla nella sua interezza, i migliori punti di osservazione sono il Patio degli Aranci della Cattedrale e, soprattutto, Plaza Virgen de los Reyes.

Cosa vedere nei dintorni della Cattedrale di Siviglia

Tutta la zona intorno alla Cattedrale di SIviglia è da esplorare. Del Barrio Santa Cruz vi ho già parlato sopra, ma nelle strette vicinanze della Cattedrale ci sono delle cose degne di nota. La prima è sicuramente l’Archivio de Indias. A ingresso gratuito, qui sono custoditi tutti i documenti della Spagna coloniale dal 1492 al XIX secolo.

Andando alla Cattedrale, sarà d’obbligo passare per le piazze che la circondano come Plaza Virgen de los Reyes e Plaza del Triunfo. Inoltre, camminando su Avenida de la Constitución, è possibile raggiungere una piazza un po’ nascosta ma che merita di essere vista. Basterà attraversare un passaggio che si trova proprio di fronte alla Puetra de la Asunsión. Plaza del Cabildo vi si presentarà davanti agli occhi come una piazzetta semicircolare delimitata da un elegante palazzo con porticato.

CHiesa del Divino Salvador

Dopo un pranzo veloce a base di bocadillo de jamon, ho raggiunto la Chiesa del Divino Salvador. Si trova nell’omonima piazza, davvero carina con diversi locali dove mangiare tapas accompagnate una caña di birra, e negozi di souvenirs. È la seconda chiesa più grande di Siviglia, dopo la cattedrale e, come la sua “sorella maggiore”, era in antichità una moschea. A causa delle cattive condizioni dell’edificio, parte della moschea fu demolita e durante la costruzione della nuova chiesa, tutto ciò che rimandava all’islam cancellato.

Oggi possiamo ammirare una chiesa capolavoro dello stile barocco. Molto belli da vedere all’interno sono i retabli. A cominciare da quello dell’altare maggiore, che raffigura la Trasfigurazione di Gesù; il secondo è il retablo della Virgen de las Aguas (la Vergine delle Acque); il terzo è quello del Sacramento, in stile rococò.

Il biglietto d’ingresso alla Chiesa del Divino Salvador di Siviglia costa 4 euro. Però, attenzione! Presentando il biglietto d’ingresso della Cattedrale, si entra gratuitamente. Quindi, conservate il biglietto della Cattedrale dopo la visita, perché vi servirà.

Metropol Parasol

Ultima tappa della giornata è stata il Metropol Parasol. Questa struttura di architettura contemporanea si trova in Plaza de la Encarnación ed è la struttura in legno più grande al mondo. La sua costruzione è iniziata nel 2006 e ultimata nel 2011, con l’obiettivo di riqualificare la piazza, occupata da un parcheggio. La struttura è composta da una copertura ondulata a nido d’ape, sorretta da cinque pilastri. Gli abitanti di Siviglia lo chiamano anche “Las Setas de Sevilla” (i funghi di Siviglia), per la particolare forma che caratterizza la struttura.

Plaza de la Encarnación ospitava in passato un mercato cittadino che è stato inglobato nella struttura del Metropol Parasol. La struttura inoltre ospita anche locali, un ristorante e il Museo Antiquarium, dove si possono vedere i resti romani rinvenuti durante la costruzione del Metropol Parasol.

Pagando 3 euro, è possibile salire sul Metropol Parasol e godere di un bellissimo panorama a 360 gradi su Siviglia. Il Metropol Parasol è aperto fino alle 22, quindi mi sento di consigliarvi di andarci al tramonto. Io ci sono stato alle 15 e il panorama è stato pazzesco in ogni caso, ma con i colori del tramonto si carica di poesia. Il biglietto del Metropol Parasol include anche una cartolina, che potrete ritirare una volta scesi, e una bibita omaggio in uno dei due bar al pian terreno. Quindi possiamo dire che sfruttando questa cosa, si recupera il prezzo del biglietto.

Dopo il Metropol Parasol sono tornato all’hostal per prendere il bagaglio che avevo lasciato a deposito. Una volta preso, mi sono diretto alla stazione ferroviaria Santa Justa, dove ho preso il treno per Cordoba, seconda tappa del mio tour dell’Andalusia.

Quartiere di Triana

Ma non è finita qui. Alla fine del tour ho dovuto fare ritorno a Siviglia, perché il volo di ritorno partiva da lì. Ho avuto quindi un’altra mezza giornata per esplorare la città. L’ho dedicata al Barrio de Triana. Questo quariere di Siviglia è sorto per ospitare la comunità gitana. Si scelse di costruirlo al di là del fiume Guadalquivir, proprio per dividerlo dal resto della città. Basti pensare che il primo vero porte (Puente de Isabel II) tra le due sponde del fiume fu aperto solo nel 1852.

Sebbene il quartiere un tempo fosse sinonimo di delinquenza e povertà, l’emarginazione dal resto della città ha permesso lo sviluppo di un grande fervore culturale. Qui è nato il flamenco, in particolare nelle cosiddette casas de vecinos. Si tratta di case affacciate su dei cortili, dove a quanto pare vennero allestiti i primi spettacoli di flamenco tra vicini e parenti. Oltre al flamenco, furono di Triana molti toreri che hanno fatto la storia della tauromachia sivigliana.

Superato il Puente de Isabel II (più comunemente chiamato Puente de Triana), sulla destra si trova il Castillo de San Jorge, a ingresso gratuito. Qui ebbe sede la Santa Inquisizione dal 1481 al 1785. Dopo la fine dell’Inquisizione, il castello fu distrutto per fare spazio al mercato. Oggi si possono vedere le sue fondamenta nel Centro Temático de la Tolerancia del Castillo de San Jorge.

Altre cose da non perdere a Triana sono Plaza del Altozano, subito dopo il castello e il Mercado de Triana, e le varie chiese che s’incontrano camminando per il quartiere. Mi sento anche di suggerirvi di fare un giro all’interno del Mercato di Triana, perché tra i banchi troverete dove assaggiare molte specialità locali a prezzi ragionevoli.

Triana è anche famoso per la produzione della ceramica. Proprio in questo quartiere di Siviglia si trova il Centro Ceramica Triana, dove viene spiegata la tecnica della produzione della ceramica, inserita nella storia del quartiere.

Dove mangiare a Siviglia

Dopo avervi esposto cosa vedere a Siviglia in tre giorni (o perlomeno quello che sono riuscito a fare io), è arrivato il momento di darvi qualche suggerimento di dove mangiare a Siviglia. Ovviamente questi sono suggerimenti dettati dalla mia esperienza e sono del tutto soggettivi.

Troverete praticamente ovunque locali dove mangiare tapas a Siviglia. Un metro di giudizio infallibile per capire se quel locale sia buono o meno, è vedere quanto sia frequentato dalla gente del posto. Io posso suggerirvi un locale, dove ero solito andare la sera a cenare. Si chiama Taberna El Papelon. Ce ne sono diversi a Siviglia, quindi potete scegliere quello più comodo per voi. Io andavo alla taberna di Calle de los Reyes Católicos, perché più vicina al mio hostal. Vi suggerisco di ordinare il salmorejo (una vellutata fredda di pomodoro, aromatizzata all’aglio, con olio e pane…la fine del mondo!), la classica tortilla di patate e le focacce farcite (ne ho provata una buonissima con le cipolle in agrodolce).

Ultime considerazioni su Siviglia

Spero che questa mini-guida su cosa vedere a Siviglia in tre giorni sarà di spunto per il vostro itinerario di viaggio. Siviglia è una città che mi ha trasmesso sensazioni positive sin da quando ho iniziato a esplorarla. Pur essenso una grande città e molto turistica, l’ho trovata molto vivibile e anche tranquilla e sicura. Anche camminando la sera nelle strade secondarie non ho mai avuto la sensazione di trovarmi in pericolo. Che dire, per me è stato vero amore!

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