Monaco di Baviera: itinerario di tre giorni nella città dell’Oktoberfest

Se si dice Monaco di Baviera, si pensa subito alla BMW, alla birra, ai brezel e al famosissimo Oktoberfest. Ovviamente è una bellissima città da visitare anche al di fuori di questa manifestazione che si svolge ogni anno tra fine settembre e inizio ottobre. Sebbene non sia la capitale della Germania, visitare Monaco di Baviera vuol dire immergersi totalmente nella cultura tedesca.

Questo viaggio a Monaco di Baviera è stato pianificato con diversi mesi di anticipo, perché avevo preso i biglietti per il concerto di Ed Sheeran insieme al mio amico Alberto (con cui ho condiviso i viaggi a Praga e a Vienna). Ciò mi ha consentito di pensare all’itinerario con più calma. Per la pianificazione mi sono affidato alle classiche guide turistiche e al sito web dell’ente del turismo di Monaco di Baviera. Questo sito internet è molto dettagliato e fa scoprire divere chicche che le classiche guide turistiche omettono, quindi lo consiglio vivamente.

Cosa vedere a Monaco di Baviera in tre giorni

In realtà la durata del mio viaggio è stata di quattro giorni pieni. Tuttavia, non considerando mezza giornata occupata dal concerto e un’altra mezza che abbiamo trascorso in maniera tranquilla senza visitare luoghi, ai fini di questo post considero tre giorni.

Monaco di Baviera non è una città grandissima, o meglio non lo è il suo centro storico, dove si concentrano quasi tutte le sue attrattive. Ciò ovviamente è un punto a favore per il visitatore che ha poco tempo a disposizione, perché non richiede spostamenti significativi con i mezzi pubblici. Ecco l’itinerario che abbiamo seguito:

  • Primo giorno: centro di Monaco di Baviera
  • Secondo giorno: Campo di concentramento di Dachau, pomeriggio tra street art e l’Englischer Garten
  • Terzo giorno: Nymphenburg e centro di Monaco di Baviera.

Primo giorno a Monaco di Baviera

Il primo giorno a Monaco di Baviera è iniziato un pochino tardi, perché la sera prima siamo atterrati quasi a mezzanotte e siamo riusciti ad andare a letto a notte fonda. Ad ogni modo, dal nostro hotel ci siamo spostati in centro in una ventina di minuti. Siamo arrivati con la U-Bahn (la metropolitana) fino a Odeonsplatz. Su questa piazza si affacciano da un lato il palazzo reale della Residenz, l’ingresso all’Hofgarten e di fronte la Theatinerkirche e la Feldherrnhalle.

hofgarten

Partiamo con ordine. Appena usciti dalla metropolitana, ci siamo addentrati nell’Hofgarten. Questo giardino fu costruito dal Principe Elettore Massimiliano I per collegare Odeonsplatz con l’Englischer Garten. È una vera e propria piccola oasi di pace nel centro di Monaco di Baviera dove concedersi una passeggiata rilassante e sedersi sulle tante panchine lì presenti. Al centro si trova il Tempio di Diana, dove spesso capita di trovare musicisti o ballerini di tango. Ad abbellire ancora il tutto vi sono le tante aiuole piene di fiori colorati e le fontane. Camminando lungo i sentieri di ghiaia dell’Hofgarten, noterete sicuramente tanti abitanti di Monaco di Baviera giocare a bocce. A differenza nostra, qui le bocce non sono assolutamente lo sport della terza età, infatti ho visto diversi giovani, anche più piccoli di me, praticarlo.

Residenz

È il Palazzo Reale di Monaco di Baviera, dove per oltre 400 anni si sono susseguiti duchi, principi e re della dinastia Wittelsbach. La prima pietra fu posta nel 1385 per la costruzione di una piccola fortezza, ma nel corso del 1500 iniziarono i lavori di ampliamento che durarono fino alla metà del 1800 e portarono alla costruzione di tre complessi e sei cortili interni. Ogni duca, principe e re ha fatto decorare le sale a proprio piacimento e, dato che la costruzione della Residenz sia durata per oltre tre secoli, vi è stato un susseguirsi di stili architettonici diversi. Si trovano infatti lo stile rinascimentale, barocco, rococò e neoclassico.

Sono aperte al pubblico 130 sale e la visita della Redidenz richiede circa 3 ore. Nel biglietto d’ingresso è inclusa un’audioguida che spiega tutta la storia del palazzo man mano che ci sposta tra le varie sale. Gli ambienti sono tutti di straordinaria bellezza, ma non starò qui ad elencarli uno per uno. Sicuramente ad avermi colpito di più sono stati il Grottenhof (Cortile delle Grotte), l’Antiquarium, la Sala degli Specchi, le Reiche Zimmer (Stanze Opulenti), la Sala delle Porcellane.

Il Grottenhof è il più bello tra i cortili interni della Residenz. Qui si trovano la Fontana di Perseo, ritratto con in mano la testa di Medusa, e la riproduzione di un ninfeo con al centro la statua dorata di Mercurio; tutto il ninfeo è realizzato in tufo e decorato con conchiglie, che sembrano riprodurre un ambiente grottesco e sottomarino.

L’Antiquarium è la più grande sala rinascimentale a nord delle Alpi e occupa l’interno pianterreno dell’edificio rinascimentale della Residenz. Appena si varca la porta d’ingresso, si resta a bocca aperta sia per le dimensioni della sala sia per le decorazioni. La sala è infatti interamente affrescata e abbellita con i busti degli imperatori romani.

Feldherrnhalle

Ritornando a Odeonsplatz abbiamo potuto ammirare la Feldherrnhalle (Loggia dei Marescialli). La sua costruzione risale al 1841 sul modello della Loggia dei Lanzi a Firenze (la somiglianza è alquanto notevole!) per celebrare l’esercito bavarese. Sfortunatamente questo edificio è divenuto uno dei simboli del periodo nazista a Monaco di Baviera. Qui ebbe luogo nel 1923 un colpo di stato da parte di Hitler che fu represso nel sangue. Quando egli salì al potere, divenne uno dei luoghi di culto del partito nazionalsocialista. Fu affissa una targa commemorativa per i caduti del colpo di stato del 1923 e ognuno che passava di là, doveva rendere loro omaggio facendo il saluto nazista. Una volta conquistata Monaco di Baviera, gli Americani tolsero la targa. Oggi per fortuna l’edificio non ha più alcun legame con il nazismo e viene utilizzato spesso per eventi culturali.

Theatinerkirche

A destra della Feldherrnhalle si trova la Theatinerkirche, dedicata al fondatore dell’ordine dei teatini San Gaetano. Il Principe Elettore Ferdinando Maria commissionò questa chiesa barocca (oltre al Castello di Nymphenburg) come regalo per la moglie Enrichetta Adelaide per la nascita del figlio Massimiliano Emanuele. La sua architettura barocca è di stampo italiano, perché italiani furono gli artisti che la realizzarono. Lo stile rococò all’interno è stato un’aggiunta del secolo successivo. Oltre alla chiesa in sé, da vedere all’interno vi sono il pulpito nero che contrasta con il bianco degli interni, l’altare maggiore con un dipinto della Vergine di Rubens e la cripta reale, dove sono sepolti diversi duchi e re di Baviera della dinastia Wittelsbach.

Marienplatz

Uscendo dalla Theatinerkirche e percorrendo la Theatinerstraße e la Weinstraße, siamo arrivati nel cuore del centro di Monaco di Baviera: Marienplatz. Questa piazza ha origini antichissime e un tempo era chiamata Markt, perché qui aveva luogo il mercato (oggi spostato al vicinissimo Viktualienmarkt).

A Marienplatz sorge il maestoso edificio del Neues Rathaus, in stile neogotico. La sua costruzione è avvenuta tra il 1867 e 1908 su progetto dell’architetto Georg von Hauberrisser. È conosciuto sopratutto per la sua torre campanaria che contiene il più grande carillon della Germania, chiamato Glockelspiel. Per sentirlo suonare, bisogna ritrovarsi a Marienplatz in determinati orari: gli appuntamenti fissi sono alle 11 e alle 12 ogni giorno, a cui si aggiunge un terzo appuntamento alle 17 da marzo a ottobre. Il Glockenspiel si sviluppa su due livelli. Quello superiore ricorda il matrimonio tra il duca Guglielmo V con Renata di Lorena, mentre quello inferiore inscena la Schäfflertanz (Danza dei bottai) che ricorda la fine della pestilenza del 1517 a Monaco di Baviera.

A Marienplatz si trova anche l’Altes Rathaus (Vecchio Municipio), al cui interno è possibile visitare il Museo del Giocattolo. Questa può essere un’idea se cercate attività da fare a Monaco di Baviera con i bambini.

Altre cose da vedere a Marienplatz sono la Mariensäule, una colonna che sorregge la statua in bronzo dorato della Madonna, patrona della Baviera, e la Fischbrunnen (Fontanta del pesce), che ricorda i tempi in cui a Marienplatz si teneva il mercato e, proprio in questa fontana, i pescivendoli erano soliti lasciar nuotare i pesci che avrebbero venduto.

Heiliggeistkirche

Dopo aver fatto un pranzo al volo con dei buonissimi brezel farciti, abbiamo iniziato a fare un giro tra le chiese del centro storico di Monaco di Baviera. La prima che abbiamo visitato è stata la Heiliggeistkirche (Chiesa dello Spirito Santo). È tra le chiese più antiche con la Frauenkirche e la Peterskirche. La prima chiesa risale al Duecento ma questa fu distrutta da un incendio nel 1327. Al suo posto ne fu eretta un’altra in stile gotico, che fu arricchita dai fratelli Asam 400 anni più tardi con stucchi e decori in stile barocco e rococò.

Frauenkirche

Tappa successiva è stata la chiesa più famosa di Monaco di Baviera: la Frauenkirche, il cui nome interno sarebbe in realtà Dom zu Unserer Lieben Frau (Cattedrale di Nostra Signora). Questa chiesa che vediamo in tutte le cartoline di Monaco di Baviera è conosciuta per le sue due torri campanarie con le cupole a cipolla, alte 99 metri e visibili da quasi ogni parte della città. All’interno la Cattedrale si presenta in stile gotico, sebbene tutte le pareti e le colonne siano intonacate e non a pietra viva come io mi immaginavo che fosse. Purtroppo fu seriamente danneggiata dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale e i lavori di ricostruzione durarono fino agli anni 70. Ecco perché molto probabilmente la vediamo anche un po’ povera nei decori.

Sapevate che al suo interno è possibile vedere l’impronta del diavolo? Secondo la leggenda, i costruttori della Frauenkirche avevano scommesso con il diavolo che avrebbero costruito una Cattedrale priva di finestre. Il diavolo andò a controllare e i costruttori lo fecero fermare nel punto in cui non poteva vedere le finestre perché coperte dalle colonne. Ridicolizzando l’idea di una Cattedrale senza finestre, il diavolo iniziò a ridere così forte al punto da battere il piede sul pavimento, lasciando l’impronta. Spostandosi da quel punto particolare di osservazione, il diavolo capì di esser stato beffato e scatenò un vento fortissimo per far crollare la Cattedrale senza però riuscirci.

Teoricamente, sarebbe possibile salire sulle torri campanarie della Frauenkirche e osservare Monaco di Baviera dall’alto. Purtroppo in questo periodo sono in corso dei lavori di restauro che non lo permettono.

Prima di passare alla tappa successiva della giornata, vorrei segnalarvi un piccolo spazio proprio davanti alla Frauenkirche, dove è possibile sedersi e rilassarsi qualche istante durante la visita della città. Sto parlando della Wasserpilz Brunnen. Questa fontana non è frequentata solo da turisti (in realtà ne ho visti pochi fermarsi) ma soprattutto dagli abitanti di Monaco di Baviera.

Peterskirche

Anche se da un lato ero un po’ deluso dall’impossibilità di salire sulle torri campanarie, non mi sono perso d’animo. Sapevo che i punti panoramici a Monaco di Baviera non mancavano, anzi proprio nelle vicinanze avevo a disposizione due opzioni. La prima era la torre campanaria del Neues Rathaus (proprio quella del Glockenspiel) e l’altra opzione era la Peterskirche. Ho scelto la seconda.

La Peterskirche è la chiesa più antica di Monaco di Baviera. Pare infatti che proprio da quell’area iniziò lo sviluppo della città. La costruzione della prima chiesa risale al 1158, ma solo nel 1300 si costruì la chiesa con la struttura che più o meno vediamo oggi. Quella chiesa gotica è stata ripresa nel corso dei secoli, con l’aggiunta degli elementi barocchi e rococò che oggi possiamo ammirare all’interno.

Dopo la visita dell’interno della chiesa, abbiamo acquistato un biglietto di 2 euro (o 3, non ricordo bene) per salire sulla sua torre campanaria. La salita è abbastanza impegnativa, perché si devono salire ben 306 scalini. Una volta arrivati in cima vi dimenticherete della fatica, delle gambe doloranti e tremolanti, e dei polmoni collassati. Davanti a voi si aprirà una vista a 360 gradi su Monaco di Baviera e avrete modo di scattare la fotografia da cartolina del vostro viaggio.

Secondo giorno a Monaco di Baviera

La seconda giornata di viaggio a Monaco di Baviera è stata un po’ diversa. Sicuramente i luoghi visitati sono stati nettamente meno rispetto al giorno precedente, ma emotivamente è stata una giornata parecchio intensa.

Campo di concentramento di Dachau

La tappa della mattinata è stata il Campo di Concentramento di Dachau (KZ-Gedenkstätte Dachau in tedesco). Dachau è una cittadina a pochi chilometri da Monaco di Baviera raggiungibile con la S-Bahn S2. Una volta scesi dalla S-Bahn, abbiamo preso il bus 722 che ci ha lasciato proprio davanti all’ingresso del centro visitatori del Campo di Concentramento di Dachau.

La visita è stata parecchio intensa, emotivamente parlando, e la guida italiana che ci ha spiegato nel dettaglio le varie fasi di sviluppo del campo. È stato il primo campo di concentramento aperto dai nazisti. Inzialmente non era stato pensato per essere un campo di sterminio, ma “solo” un posto dove rinchiudere i dissidenti. Successivamente ha però preso un’altra piega ed è diventato anch’esso un luogo di morte. Parlerò della visita al Campo di Concentramento di Dachau più nel dettaglio in un altro post.

A caccia della street art di Monaco di Baviera

Dopo una mattinata emotivamente intensa, era di vitale importanza trascorrere delle ore in cui la parola d’ordine sarebbe stata “leggerezza”. Abbiamo deciso quindi di non visitare monumenti o musei, ma di buttarci su qualcosa che fosse un po’ fuori dai tradizionali giri turistici di Monaco di Baviera. Siamo andati alla ricerca della street art.

La street art di Monaco di Baviera è concentrata tutta in un’area ben precisa della città, nei dintorni della Tumblingerstraße. L’amministrazione cittadina ha concesso quest’area, affinché i writers potessero dare espressione alla loro arte senza essere perseguiti. Qui sorgeva un mattatoio, di cui resta in funzione solo un magazzino. Il resto dell’area è tutta a disposizione dei writers, sebbene la parte più interessante da vedere sia sulla Tumblingerstraße fino al ponte ferroviario.

Se decidete di andare, non fatevi intimorire dal posto. All’apparenza sembra di entrare in uno di quei posti dove nei film polizzeschi vi trovereste ad assistere a un omicidio o di essere voi stessi vittima di un omicidio….ahahaha scherzo ovviamente!!! Niente paura, troverete solo dei ragazzi intenti a esprimere la loro arte sui muri o sui container lì presenti.

Per raggiungere questo posto, dovete semplicemente prendere la metropolitana U3 o U6 e scendere alla fermata Poccistraße, a solo tre fermate da Marienplatz o due da Sendlinger Tor.

Englischer Garten

Dopo questo tuffo in una Monaco di Baviera più alternativa, siamo tornati nei tradizionali giri turistici. La meta successiva è stata l’Englischer Garten (Giardino Inglese). Con i suoi 373 ettari, è il parco pubblico più grande del capoluogo bavarese ma anche uno dei più estesi al mondo. Basti pensare che è più esteso di Central Park di New York e meno del Phoenix Park di Dublino, il più grande parco pubblico urbano d’Europa.

È il luogo ideale per andare a fare una passeggiata dopo una lunga e faticosa giornata di lavoro o dopo un giorno dedicato alla visita della città. Date le sue dimensioni, entrando all’Englischer Garten ci si scorda quasi di essere nei confini di una grande città. Una vera e propria oasi di pace.

L’Englischer Garten non è solo una distesa di prati e alberi. Al suo interno ci sono un po’ di cose da vedere e scoprire man mano che ci addentra. Appena entrati, ci siamo trovati davanti il Kleinhesseloher See, un lago artificiale alimentato dal fiume Eisbach, anch’esso artificiale. Qui abbiamo noleggiato un pedalò e fatto un giro di mezz’ora sul lago. Sulla sua riva si trova anche la Seehaus, un Biergarten con circa 2500 posti. 

Camminando tra i sentieri dell’Englischer Garten vi imbatterete anche in alcuni edifici. Troverete la Chinesischer Turm (Torre Cinese), alta 25 metri e in mezzo a uno dei più grandi Biergarten di Monaco di Baviera con oltre 7000 posti a sedere. C’è anche la Japanische Teehaus, una sala da tè con giardino in stile giapponese, dove ogni giorno si tiene la tradizionale cerimonia del tè. Su una collinetta sorge il Monopteros, un finto tempietto greco in stile neoclassico realizzato nell’Ottocento. Dal tempietto si può ammirare un bel panorama sull’Englischer Garten e sul centro di Monaco di Baviera.

Ultima cosa. Sapevate che l’Englischer Garten è il regno dei surfisti? Non avete le allucinazioni né io sono sotto effetto di stupefacenti. Lungo il corso del fiume Eisbach si forma un’onda statica dell’altezza di circa un metro, diventata meta dei surfisti.

Terzo giorno a Monaco di Baviera

Il terzo giorno a Monaco di Baviera è stato dedicato nuovamente alla visita delle attrattive della città.

Nymphenburg

La prima tappa della giornata è stata il castello di Nymphenburg. Fino al 1918 questa è stata la residenza estiva della dinastia Wittelsbach. Oggi il “Castello delle Ninfe” è inglobato nell’area urbana di Monaco di Baviera. La sua costruzione è iniziata nel 1664, quando Enrichetta Adelaide di Savoia diede alla luce l’erede al trono Max Emanuel. Nel corso del Settecento furono eseguiti lavori di ampliamento e di realizzazione del giardino alla francese.

Per arrivare al Nymphenburg, abbiamo preso la S-Bahn S3 fino alla stazione München Laim e da lì il bus 151 fino alla fermata Schloß Nymphenburg. Appena arrivati, abbiamo scattato la classica foto al palazzo dal ponte che collega la Notburgastraße e la Menzinger Straße.

Una volta dentro il palazzo, abbiamo iniziato il tour degli appartamenti reali. Le sale sono tante e tutte molto belle e con arredi di pregio. Gli ambienti più conosciuti e che colpiscono maggiormente il visitatore sono la Festsaal (chiamata anche Steinerner Saal) e la Schönheitsgalerie. La Festsaal è la sala dove si tenevano le feste; ma è stata anche scenario di avvenimenti importanti, come il battesimo di Ludwig II. Inoltre, in questa sala Mozart suonò per il principe elettore Max Joseph III alla tenera età di sei anni, durante il suo primo viaggio fuori dall’Austria. La Schönheitsgalerie contiente i ritratti delle più belle giovani nobili e cortigiane, tra cui due amanti di Ludwig I.

Dopo la visita agli interni del palazzo, è stato il turno dell’immenso giardino. Esplorando il giardino (anche se in realtà il termine giusto sarebbe parco), si possono vedere diversi piccoli edifici. Tra questi l’Apollotempel, un tempio in stile neoclassico costruito sulla riva del Badenburger See; il Pagodenburg, una costruzione a due piani con ceramiche di Delft e cineserie; il Badenburg, dove è stata realizzata la prima piscina riscaldata dell’Europa moderna; la Magdalenenklause, una chiesetta ricavata in una grotta (davvero suggestiva!!!); l’Amalienburg, una palazzina da caccia in stile rococò che ha ospitato la Principessa Maria Antonietta d’Austria durante il suo viaggio da Vienna a Parigi.

Ultimo pomeriggio nel centro di mOnaco di Baviera

L’ultimo pomeriggio è stato dedicato al tradizionale shopping di souvenirs da portare a casa. Ma è stata anche occasione per vedere ciò che era rimasto in sospeso il primo giorno. Tra queste cose da vedere erano rimaste il Viktualienmarkt, la Michaelerkirche e la Asamkirche.

Il Viktualienmarkt è il mercato più famoso e antico di Monaco di Baviera. Si tiene in un’area vicinissima a Marienplatz e alla Peterskirche. La fondazione risale all’Ottocento, quando il mercato fu spostato dalla vicina Marienplatz, troppo piccola per ospitare il mercato principale della città. Camminare tra i banchi del Viktualienmarkt significa fare un tuffo nella tradizione bavarese alla vista di tutti i prodotti tipici della regione. Oltre ai banchi, c’è anche un Biergarten dove bere della buona birra accompagnata dal traduzionale Weißwurst, la tipica salsiccia bianca bavarese.

La Michaelerkirche è la più grande chiesa rinascimentale a nord delle Alpi. Basti pensare che la volta è seconda in altezza solo alla Basilica di San Pietro a Roma. Qui è possibile visitare la cripta dove sono sepolti diversi monarchi Wittensbach, tra cui il famoso Ludwig II (colui che fece costruire il “castello delle favole” di Neuschwanstein).

Un’altra chiesa che deve essere assolutamente inclusa tra le cose da vedere a Monaco di Baviera è la Asamkirche, dedicata a San Giovanni Nepomuceno. La sua costruzione risale al Settecento a opera dei fratelli Asam. La chiesa era stata pensata come luogo di culto privato, ma la cittadinanza di Monaco di Baviera protestò e costrinse i fratelli Asam ad aprirla a tutti i fedeli. Ha un’unica navata ricca di dettagli, affreschi, stucchi e sculture di colore rosso-bruno e oro che creano un bellissimo gioco di chiaroscuri.

Allianz Arena

Monaco di Baviera oltre a essere famosa per l’Oktoberfest, la birra, i brezel e la BMW, ha una tradizione calcistica importante, ospitando una delle squadre più titolate e forti d’Europa: il Bayern Monaco. Dal 2005 le sue partite sono ospitate all’Allianz Arena, uno stadio dalla forma avveniristica che gli ha dato il soprannome di Schlauchboot (gommone).

La parte esterna è costutita da pannelli a forma di diamante che si possono illuminare in colori diversi, potendo creare così varie scenografie. Di norma, quando è illuminato di rosso vuol dire che sta giocando il Bayern Monaco, mentre quando è blu significa che è in campo il Monaco 1860 (l’altra squadra della città).

È possibile visitare lo stadio facendo un tour disponibile in inglese o in tedesco e anche il museo del Bayern Monaco. Noi siamo andati al tramonto e quindi non era orario di visita.

Altre cose da vedere a Monaco di Baviera

Monaco di Baviera non offre solo le cose che elencato nel mio itinerario di tre giorni. Nel caso aveste qualche giorno in più o voleste fare scelte diverse in base ai vostri interessi, vi segnalo altre cose da non perdere a Monaco di Baviera. Primo fra tutti il Deutsches Museum: si tratta del museo della scienza e della tecnologia più grande del mondo con circa 28.000 oggetti esposti. Per gli amanti dell’arte è d’obbligo una passeggiata nel quartiere universitario e dei musei Marxvorstadt. Qui si trovano tutte le pinacoteche di Monaco di Baviera, la Glyptothek e la Lenbachhaus. Per gli amanti delle auto, è imperdibile una visita al BMW Welt e al Museo BMW. Se vi trovate nelle vicinanze, potete anche fare un giro all’Olympiapark, il villaggio olimpico dove si sono tenute le Olimpiadi di Monaco di Baviera del 1972, e salire sulla Olympiaturm, alta 291 metri. Gli ascensori sono operativi dalle 9 alle 24 e potete raggiungere il ristorante girevole “181” a 181 metri di altezza e, chi vorrà, salire sulla piattaforma panoramica a 190 metri.

Come potete leggere di cose da fare e da vedere a Monaco di Baviera ce ne sono tante e per tutti i gusti, quindi che cosa aspettate a visitare questa città?

Post scritto in collaborazione con l’Ente del Turismo di Monaco di Baviera

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2 pensieri su “Monaco di Baviera: itinerario di tre giorni nella città dell’Oktoberfest

  1. Simona

    L’architettura di Monaco di Baviera è a dir poco strabiliante. Ho visto decori e affreschi meravigliosi fondersi in modo molto armonico con lo stile unico della città. Ma ho visto anche tanta natura, tanto colore nello street art e soprattutto tanto gusto. Scusa ma io quando vedo o sento parlare di bretzel non capisco davvero più nulla! 😉

    1. Andrea Autore dell'articolo

      Non lo dire a me Simona! 😀 I brezel farciti in tutte le maniere possibili…oddio, potrei prenotare un volo per tornare a mangiarli! Sì, come hai scritto Monaco di Baviera è un mix, è stata una bella sorpresa

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