Berlino: il mio itinerario di 3 giorni

Il mio viaggio a Berlino è nato un po’ per caso. Ho trovato un volo in offerta e nel giro di un paio di settimane ero su un aereo per Berlino. Questo è stato il viaggio più improvvisato che abbia mai fatto finora. Solitamente pianifico ogni dettaglio di un viaggio e l’itinerario da seguire, ma quella volta non fu così. Anzi, per dirla tutta, ho acquistato la guida turistica durante lo scalo a Fiumicino.

Ho fatto questo viaggio a marzo del 2015, quindi quasi due anni fa. Meteorologicamente parlando, marzo non è ancora il periodo ideale per visitare Berlino. Ho trovato un clima abbastanza rigido, con due giornate molto grigie e con qualche pioggia; solo l’ultimo giorno ho potuto girare la città con il sole, se pur con temperature molto basse.

Il mio arrivo a Berlino

La prima cosa che ho fatto appena atterrato all’aeroporto Tegel, è stata acquistare la Berlin WelcomeCard. È un biglietto per l’utilizzo illimitato dei mezzi di trasporto berlinesi per il numero di giornate che si acquistano (ne esistono di diversi tagli – per ulteriori informazioni sulla Berlin WelcomeCard, cliccate qui), e che dà anche diritto a moltissimi sconti sui biglietti d’ingresso nei luoghi d’interesse di Berlino.

Insieme al biglietto per il trasporto locale, viene consegnata anche una piccola guida della città con la lista completa degli sconti a cui si ha diritto, oltre a una mappa di Berlino.

La mia prima sera a Berlino

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Porta di Brandeburgo by night

Subito dopo cena, nonostante il freddo, ho approfittato per fare un primo giretto del centro di Berlino. Nonostante fosse un venerdì sera, le strade del centro di Berlino erano molto tranquille, con poche persone in giro. Ho toccato Alexanderplatz e il Berliner Dom (consiglio di vedere l’Isola dei Musei di sera); ho poi percorso il lungo viale Unter der Linden fino alla Pariser Platz, dove si trova la Porta di Brandeburgo. La mia passeggiata a piedi è continuata verso Potzdamer Platz, passando prima davanti al Holocaust Mahnmal, il memoriale dell’Olocausto.

Ecco l’itinerario che ho seguito durante il mio viaggio di tre giorni a Berlino:

Giorno 1: i quartieri Mitte e Kreuzberg

Alexanderplatz

La giornata è iniziata da Alexanderplatz. Non poteva essere altrimenti, dato che è il cuore pulsante della città, raggiungibile da tre linee della metro e quattro della S-Bahn. Chi visiterà Berlino, si troverà a passare per Alexanderplatz diverse volte, qualunque sia la sua destinazione. Ad Alexanderplatz svetta la Fernsehturm, uno dei simboli della città. È la seconda torre della televisione più alta d’Europa e la sfera che si trova in cima è visibile da diversi punti della città. Per questo motivo, è un ottimo punto di riferimento quando si va in giro a piedi per Berlino, perché permette di capire se la direzione presa è giusta, anche senza consultare la mappa della città.

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Fernsehturm, la torre della televisione di Alexanderplatz

Ai piedi della Fernsehturm, Alexanderplatz offre ai suoi visitatori tantissimi negozi e centri commerciali, ma anche una delle attrazioni principali: la Weltzeituhr (Orologio del Mondo).

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Weltzeituhr – Orologio del mondo, Alexanderplatz, Berlino

Altre cose da vedere ad Alexanderplatz sono il Rotes Rathaus (Municipio Rosso) e la Neptunbrunnen (Fontana del Nettuno) proprio nei pressi del municipio.

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Neptunbrunnen – Fontana di Nettuno, Alexanderplatz, Berlino

Il duomo di Berlino

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Berliner Dom – Duomo di Berlino

Tappa successiva è stata il Berliner Dom (Duomo di Berlino). Edificato alla fine dell’800, è stato molto danneggiato durante i bombardamenti della fine della Seconda Guerra Mondiale e solo negli anni ‘70 del secolo scorso sono iniziati i lavori di restauro. Da vedere assolutamente al suo interno sono la Tauf- und Traukirche (cappella battesimale e matrimoniale), la Kaiserliches Treppenhaus (scalinata imperiale) e la cripta degli imperatori Hollenzollern. Naturalmente non può mancare la salita sulla cupola, da dove ammirare una fantastica vista del centro di Berlino.

Unter der Linden

Lasciato il Berliner Dom, ho percorso il lungo viale Unter der Linden, il quale collega il duomo con Pariser Platz, dove sorge la Porta di Brandeburgo. Lungo il viale s’incontrano diversi monumenti, come la Humboldt Universität, il Kronprinzenpalais (Palazzo del Principe Ereditario), la Staatsoper Unter der Linden (Teatro dell’Opera di Stato), la Zeughaus Berlin (Arsenale di Berlino) e diverse ambasciate.

La Porta di Brandeburgo

Giunto a Pariser Platz, ecco davanti a me la Porta di Brandeburgo, divenuta simbolo della Germania riunita dopo la caduta del Muro di Berlino nel 1989. In quell’occasione, la piazza era affollatissima di tifosi, perché il pomeriggio si sarebbe svolta una partita del campionato di calcio tedesco all’Olympiastadion. Per questo motivo, ricordo di essere rimasto un po’ deluso, perché non avevo avuto la possibilità di godere appieno di quel luogo. Per fortuna, ho avuto la possibilità di tornarci l’ultimo giorno (momento in cui ho scattato la foto in basso).

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Porta di Brandeburgo, Berlino

Sulla sommità della Porta di Brandeburgo si erge la Quadriga con la scultura che raffigura la Vittoria. Una piccola sosta merita anche il Raum der Stille (stanza del silenzio), dove poter godere di un momento di tranquillità.

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Dettaglio della Quadriga sulla Porta di Brandeburgo

Il Tiergarten

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Parco del Tiergarten, Berlino

Oltrepassando la Porta di Brandeburgo, ci si ritrova in Platz 18. März. Andando a sinistra, si va verso il Memoriale delle vittime dell’Olocausto; a destra, invece, si va verso il Bundestag. Io ho invece percorso il lungo viale che partendo dalla piazza attraversa il grande parco del Tiergarten, per raggiungere la Siegessäule (Colonna della Vittoria). Lungo la Straße des 17. Juni (questo è il nome del viale) s’incontra il Memoriale dei caduti sovietici della Seconda Guerra Mondiale, ma anche addentrarsi all’interno del parco Tiergarten regala degli scorci bellissimi… anche col cattivo tempo, come nel mio caso.

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Memoriale dei caduti sovietici, Berlino

La colonna della Vittoria

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Siegessäule – Colonna della Vittoria, Berlino

Alla fine del viale si giunge alla Siegessäule. Questa colonna alta 67 m si trova al centro della Großer Stern. La colonna è stata costruita alla fine dell’800 e originariamente sorgeva nella piazza antistante il Reichstag (oggi Bundestag), ma Hitler la fece spostare nella posizione in cui oggi si trova. Pagando 3 euro, è possibile salire sul belvedere della colonna per ammirare un panorama stupendo sulla città. Ahimè, io ho scelto la giornata sbagliata, meteorologicamente parlando.

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Statua della Vittoria sulla Siegessäule, Berlino

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Panorama dalla Siegessäule, Berlino

Sceso dalla Siegessäule, sono tornato ad Alexanderplatz, dove ho mangiato un gustosissimo curry wurst, specialità berlinese.

Il Nikolaiviertel

Il primo pomeriggio l’ho dedicato alla visita del Nikolaiviertel (Quartiere di San Nicola). Il quartiere si sviluppa intorno alla Nikolaikirche (Chiesa di San Nicola) ed è considerato il nucleo di Berlino, perché lì nel XIII sec. furono costruite le prime case della città. Anche se all’apparenza le case sono antiche, in realtà il quartiere fu quasi totalmente raso al suolo durante i bombardamenti del 1944 e solo negli anni ‘80 gli edifici sono stati restaurati.

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Nikolaiviertel, Berlino

Il nome del quartiere deriva dalla chiesa che lì si trova. La Nikolaikirche – oggi un museo – è la chiesa più antica di Berlino. È stata costruita nel 1200, anche se nei secoli è stata modificata più volte, fino all’aspetto attuale caratterizzato dalle guglie altissime, visibili da diversi punti della città. Quel pomeriggio purtroppo la Nikolaikirche era chiusa, perché di sera ci sarebbe stato un concerto al suo interno, quindi ho dovuto rimandare la visita alla giornata seguente.

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Nikolaikirche, Berlino

Il Museo ebraico di Berlino

Finito il giro al Nikolaiviertel, ho preso la metro (U-Bahn) per spostarmi nel quartiere di Kreuzberg. La destinazione finale era il Jüdisches Museum Berlin, il più grande museo ebraico d’Europa. La visita al museo è cascata a fagiolo, data la pioggia battente che cadeva quel pomeriggio su Berlino.

All’ingresso ho dovuto superare dei controlli di sicurezza simili a quelli cui siamo solitamente sottoposti in aeroporto. Passati i controlli, si passa all’edificio vero e proprio del museo, realizzato dall’architetto Daniel Liebeskind, a forma di zig-zag. Il museo ha una collezione permanente che racconta due millenni di storia degli ebrei in Germania. La parte che mi ha toccato di più è stata senza dubbio quella dedicata alla Shoah. Le zone espositive sono organizzate in modo da creare un legame emotivo tra il visitatore e gli oggetti esposti.

Oltre alla collezione esposta, tre sono le sezioni che mi hanno colpito in particolar modo. La prima è il Giardino dell’Esilio: si tratta di una superficie esterna al museo, costituita da 49 colonne di cemento armato alte 6 metri, posizionate in modo da non far vedere l’esterno. In cima a ogni colonna si trova una pianta di olivagno, simbolo di pace.

La seconda è la Torre dell’Olocausto: è una struttura vuota e non climatizzata, a cui si accede attraverso una porta molto pesante. La luce entra da una feritoia stretta e non è possibile vedere cosa c’è all’esterno. Entrare lì dentro fa rivivere la condizione degli ebrei deportati.

La terza sezione, secondo me quella che colpisce di più, è Shalechet (foglie cadute): è un esempio di architettura emotiva, in cui diecimila volti in acciaio sono buttati sul pavimento di uno spazio vuoto. Il visitatore che entra in questo spazio, è invitato a camminare sopra questi volti e man mano che avanza, il frastuono dei volti che sbattono l’uno sull’altro per via dei passi del visitatore stesso diventa sempre più intenso. Questo crea nel visitatore un senso di angoscia e la voglia di abbandonare la sala il prima possibile, ma per fare ciò è costretto a percorrere a retroso la sala, calpestando ancora i volti e aumentando così il senso di angoscia. Questa è stata in assoluto l’esperienza più forte della mia visita al museo ebraico di Berlino… tanto da dimenticare di scattare delle foto.

Finita la visita al museo ebraico, era anche cessata la pioggia e ciò mi ha permesso di andare verso il Checkpoint Charlie, distante solo una decina di minuti a piedi.

Il Checkpoint Charlie

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Checkpoint Charlie, Berlino

Quando Berlino era divisa dal muro, il Checkpoint Charlie era il posto di blocco che permetteva il passaggio da una parte all’altra di Berlino solo alle persone autorizzate. Si trova nella Friedrichstraße e in passato serviva a “collegare” il quartiere Mitte, sotto l’occupazione sovietica, con quello di Kreuzberg a ovest, sotto il controllo statunitense. Oggi, fortunatamente, ha perso il senso che aveva in passato ed è una mera attrazione turistica che comunque ricorda un triste passato.

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Cartello del Checkpoint Charlie

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Ingresso nel settore americano, Checkpoint Charlie

Giorno 2: Castello di Charlottenburg, Isola dei musei e East Side Gallery

La mia seconda giornata a Berlino è iniziata con la visita della Nikolaikirche, chiusa il giorno prima.

Dopodiché mi sono diretto alla stazione di Alexanderplatz per prendere la S-Bahn verso il quartiere di Charlottenburg, dove si trova l’omonimo castello.

Il Castello di Charlottenburg

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Castello di Charlottenburg, Berlino

Il Castello di Charlottenburg (Schloss Charlottenburg) è stato costruito come residenza estiva della prima regina di Prussia, Sophie Charlotte, da cui il castello stesso e il quartiere circostante prendono il nome. All’interno è possibile vedere come il palazzo sia stato ampliato nel corso del tempo, dato che gli stili con cui sono state realizzate le varie aree sono diversi. Le sale più belle sono senza dubbio la Camera della Porcellana (stanza 95), le cui pareti sono decorate con porcellane cinesi, e la Galleria Dorata, ampio salone utilizzato per i balli e le feste.

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Castello di Charlottenburg visto dai suoi giardini

Assolutamente da non perdere sono i giardini in stile francese (a ingresso gratuito). Dalle foto potete vedere che la mia visita dei giardini è stata rovinata dalla pioggia, ma data la loro bellezza, ho deciso comunque di non rinunciare.

Isola dei musei

Dopo pranzo ho fatto un giro sull’Isola dei Musei (in tedesco Museumsinsel). Sorge nella parte settentrionale della Sprea, il fiume che attraversa Berlino, ed è Patrimonio dell’Umanità UNESCO dal 1999. Questo complesso museale è composto da cinque musei:l’Altes Museum, che ospita oggetti dell’arte greca e romana; il Neues Museum, dedicato all’arte preistorica, egizia ed etrusca (il pezzo forte del museo è il busto della regina Nefertiti); il Pergamonmuseum, che ricostruisce a dimensioni naturali alcuni edifici monumentali, tra cui il famoso Altare di Pergamo; il Bodemuseum, che ospita una collezione d’arte bizantina; e la Altenationalgalerie con la sua collezione di pitture del XIX sec.

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Altenationalgalerie, Isola dei Musei

Naturalmente, non ho visitato tutti i musei, perché per vederli tutti e cinque non basta un pomeriggio.

East Side Gallery

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East Side Gallery, Berlino

Ultima tappa della giornata è stata la East Side Gallery. È il tratto più lungo del Muro di Berlino ancora in piedi e si trova nella Mühlenstraße, nell’ex Berlino Est. Dopo la caduta del Muro di Berlino nel 1989, molti street artists hanno realizzato oltre cento dipinti murali sulla pace e la libertà, i quali hanno reso questa sezione di muro la galleria d’arte all’aperto più lunga del mondo.

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Bacio tra Erich Honeker e Leonid Breznev

Tra i tantissimi murales, tutti davvero belli, i più celebri sono senza dubbio il bacio tra Erich Honeker e Leonid Breznev e la Trabant che sfonda il muro.

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Celebre murales della Trabant che sfonda il muro di Berlino. La targa ha come numero la data della caduta del muro

Unica nota dolente è il fatto che questi bellissimi murales vengano rovinati dai turisti. È davvero un peccato, soprattutto nel vedere che gran parte di questi “scempi” – passatemi il termine – siano commessi da italiani. Chiudo questa nota polemica.

Giorno 3: zoo di Berlino e cupola del Bundestag

La mia ultima giornata, l’unica col bel tempo, è iniziata dalla Porta di Brandeburgo. Due giorni prima, come ho scritto sopra, la piazza era affollatissima di tifosi e non mi era stato possibile godere appieno di quell’angolo di Berlino.

Gendarmenmarkt

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Deutscher Dom, Gendarmenmarkt

Giusto il tempo di scattare qualche foto, mi sono spostato in metro verso il Gendarmenmarkt, considerato la piazza più bella di Berlino. A mio avviso, chi lo dice ha ragione. È una piazza molto elegante, dove si affacciano le due chiese gemelle del Französischer Dom (duomo francese) e Deutscher Dom (duomo tedesco) e la Konzerthaus. La prima chiesa ad essere costruita fu il duomo francese, realizzato dagli ugonotti fuggiti a Berlino dalla Francia (da qui il nome duomo francese); il duomo tedesco è stato costruito pochi anni più tardi, seguendo il progetto di quello francese.

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Konzerthaus, Gendarmenmarkt

Lo zoo di Berlino

Lasciato il Gendarmenmarkt, ho ripreso la metro per recarmi allo zoo (Zoologischer Garten, da non confondere con il parco e quartiere Tiergarten). Lo zoo di Berlino è uno dei più famosi al mondo, divenuto ancora più celebre con la nascita dell’orsetto Knut qualche anno fa. Purtroppo, l’orso Knut non c’è più e rimane un memoriale che lo celebra.

Allora, piccola parentesi… io, moralmente parlando, non sono molto a favore degli zoo, perché credo che gli animali debbano vivere liberi nei loro habitat naturali. È anche vero che gli zoo odierni, perlomeno quelli più importanti al mondo, lavorano responsabilmente per il mantenimento di specie in via d’estinzione.

Lo zoo di Berlino è uno di questi e promuove il Programma Europeo per le specie in pericolo. Per questo motivo, ho deciso di visitarlo, anche per vedere con i miei occhi lo stato degli animali. Che dire? Gli animali erano ben tenuti, ho visto gli addetti dello zoo lavorare con diligenza nella pulizia degli ambienti e nel dare il cibo agli animali stessi. Ho trascorso 4 ore molto piacevoli, a contatto con animali che probabilmente non avrei potuto vedere altrimenti, se non in un safari. Consiglio di vedere l’acquario, con tanti tipi di meduse coloratissime e ,tra gli altri, i pesci pagliaccio (Nemo per intenderci). L’unica area che ho saltato è stata quella dedicata a rettili e anfibi, a causa della mia fobia per i serpenti.

La Kaiser-Wilhelm-Gedächtnis-Kirche

Uscito dallo zoo attraverso la famosa Porta degli Elefanti, sono andato alla Kaiser-Wilhelm-Gedächtnis-Kirche (Chiesa commemorativa dell’imperatore Guglielmo), che si trova proprio lì in zona. È una chiesa in stile neoromanico, costruita alla fine dell’800 ma distrutta dai bombardamenti del 1943. Dopo la Seconda Guerra Mondiale sono stati presentati dei progetti di ricostruzione, ma alla fine si è deciso di lasciare le rovine della vecchia chiesa per ricordare ai berlinesi l’orrore della guerra.

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La Kaiser-Wilhelm-Gedächtnis-Kirche, Berlino

Dopo pranzo, ho preso il bus n. 100 (è una linea strategica perché fa il giro delle principali attrattive di Berlino) alla volta del Bundestag (o Reichstag se si fa riferimento al vecchio nome), sede del Parlamento tedesco.

La cupola del Reichstag

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Cupola del Reichstag, Berlino

Per visitare gratuitamente la cupola in vetro del Reichstag, bisogna prenotare sul sito www.bundestag,de (per sapere come prenotare, cliccate qui). All’atto della prenotazione, bisogna fornire i dati personali e scegliere l’orario di visita tra quelli disponibili. Il giorno della visita si deve arrivare con almeno 30 minuti di anticipo rispetto all’orario scelto,, per poter superare i rigidi controlli di sicurezza (simili a quelli che facciamo in aeroporto). Attenzione: se si arriva più tardi dell’orario scelto, bisogna prenotare un altro turno… quindi, consiglio puntualità!

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Interno della cupola del Reichstag, Berlino

Una volta arrivato sulla cupola, mi è stata consegnata l’audioguida in italiano, che descrive cosa si vede dalla cupola man mano che si sale e la storia della sua costruzione.

Una volta sceso dalla cupola del Reichstag, ho passato l’ultima parte del pomeriggio passeggiando lungo il viale Unter der Linden, a caccia di qualche souvenir.

La mia visita a Berlino era ormai conclusa. Quel viaggio improvvisato mi ha fatto scoprire una città che non ha mai smesso di stupirmi, una città dove i segni di un passato non tanto lontano sono ancora visibili. Nonostante il muro non ci sia più, la divisione tra est e ovest si nota. Basta solo camminare la sera per rendersene conto: l’ovest è molto illuminato, l’est invece ha un’illuminazione più cupa. Berlino è una città che non a tutti piace, ma a me, come detto, ha colpito molto. Questo itinerario che ho seguito, è solo frutto di una selezione delle tante cose che la città offre ed è quindi adatto per chi visita Berlino per la prima volta e ha pochi giorni a disposizione. Spero di tornare presto per vedere molto altro.

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Un pensiero su “Berlino: il mio itinerario di 3 giorni

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